La rivolta delle AI

09 agosto 2026

Una ricerca condotta dall'università Bicocca di Milano e pubblicata su Nature ha messo in relazione in modo analitico l'età a cui ci si iscrive ai social e il rendimento scolastico. La raccontiamo qui. Il team di ricercatori, guidato da Marco Gui, ha utilizzato i dati raccolti nell'anno accademico 2023/2024 su 5.227 studenti dai 7 ai 16 anni del Nord Italia, tra domande dirette attraverso sondaggi e i punteggi di test standardizzati - i test Invalsi - in tre materie: inglese, italiano e matematica. I partecipanti sono stati divisi in due macro-gruppi: chi aveva già un account personale sui social media alle scuole medie («utenti precoci») e chi invece ha iniziato a utilizzare le piattaforme dopo i 14 anni, dopo l'inizio delle scuole superiori («utenti tardivi»). Dopo aver analizzato i risultati nel rendimento scolastico dei due gruppi, i ricercatori sono giunti a diverse conclusioni. La prima - la più importante - è in linea con gli studi di altri Paesi nel mondo: «L'uso precoce dei social media esercita un effetto negativo statisticamente significativo sui punteggi di competenza sia in italiano sia in matematica». In particolare prima avviene l'esposizione, più marcato risulta l'effetto negativo

Ma non è solo il rendimento scolastico il problema dell'uso dei social. Ormai sono tantissime le indagini e le cause che stanno mettendo in relazione l'aumento dei disagi psicologici negli adolescenti e il tempo passato sulle piattaforme. L'ultima sentenza è arrivata stamattina dal New Mexico, Stati Uniti, e riguarda Meta. La riassumiamo qui. Non solo la società di Zuckerberg ha ingannato gli utenti riguardo alla sicurezza delle proprie piattaforme, ma ha anche evitato di avvisarli dei possibili pericoli che queste contengono. Il processo si era concluso a marzo con una sentenza netta: i social media di Mark Zuckerberg provocano danni psicologici sui minori. Gli algoritmi che li guidano portano i più giovani verso contenuti violenti e materiale sessualmente esplicito. Già allora il giudice Bryan Biedscheid aveva deciso per una sanzione pari a 375 milioni di dollari. A cui ora si aggiunge una seconda sanzione, per aver fallito nell'allertare correttamente il pubblico sui potenziali rischi: Meta dovrà veversare altri 567 milioni di dollari. Per un totale di 942 milioni di dollari.

di Vittorio Esperia

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