LA DIFFICOLTA' NELL'AFFRONTARE I CAMBIAMENTI
07 marzo 2017
di Agnese Scappini
La primavera: si fa un gran dire di questa stagione. Allorchè ci si avvicina a marzo, ovunque poggiamo l’attenzione, si parla di rinascita, bellezza, leggerezza e chi più ne ha più ne metta. Ma amiamo davvero questa stagione? Alcuni sì, altri no. La ciclicità è una caratteristica della nostra natura, siamo regolati da delle fasi che nel tempo si ripetono. Queste fasi esigono risorse, l’arrivo di questa stagione è una di quelle che richiede più risorse e quindi energie. Se immaginiamo un cammino, possiamo assimilare la primavera a una sorta di salita, in cui sia la parte mentale che fisica di noi viene un po' messa alla prova. Il perché? E’ abbastanza palese per certi versi e molto oscuro per altri. Veniamo dall’inverno, un mese con molte ore di buio: più riposante per il nostro organismo, le persone escono di meno, le interazioni sono abbastanza ridotte a un ambito più ristretto tra quello familiare e amicale, riusciamo a dare maggiore routine al lavoro, il freddo ci fa preferire cibi più grassi e questi richiedono maggiore impegno digestivo (che ci rallenta un po’), siamo più lenti e più propensi a riposare, il freddo ci fa vestire di più, siamo più “velati”.
Ecco l’arrivo della primavera irrompe e interrompe tutto questo: si allungano le giornate, più luce ci attiva maggiormente, ci spinge ad uscire e uscire ci fa incontrare persone, ci troviamo ad ampliare la nostre interazioni sociali quindi a impegnarci di più nei confronti degli altri e di conseguenza anche su noi stessi. Mi viene da dire “veniamo maggiormente alla luce”, siamo più “visibili”... e questo fa sì che torniamo a guardarci di più. Non a caso è in questo periodo che si ricomincia a parlare di diete, benessere fisico, sport ecc... deputiamo il tutto all’arrivo dell’estate, “alla prova costume”, ma in fondo in fondo non è così. La verità è che ci riconcentriamo su noi stessi, sull’occhio dell’altro che mi vede e abbiamo bisogno di vederci al meglio, di farci vedere al meglio. Perché l’altro non è un estraneo, l’altro è un mio cardine, da consapevolezza e nello stesso momento è un riferimento. Il contesto in cui vivo, fatto di ambiente e persone mi definisce, può dare la sfumatura alle mie giornate, qualora (nel più auspicabile dei casi) il colore lo abbia scelto io. E’ importante ricordare sempre quanto dipendiamo da ciò che ci circonda, ricordarlo per gestirlo. Non per tutti è facile, per alcuni è addirittura un ostacolo ma per alcuni può essere emozionante. I passi sono questi, esserne consapevoli aiuta un po' ad affrontare questo mese con maggiore cognizione e, chissà forse, curiosità?
News » OKAY LIFESTYLE di Agnese Scappini | martedì 07 marzo 2017
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