fratelli Sgarbi, medaglia d'oro per papà Giuseppe

11 luglio 2026

Ad Ascoli Piceno Vittorio ed Elisabetta Sgarbi hanno ricevuto la medaglia commemorativa conferita al padre Giuseppe Sgarbi per la partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale .Nel corso di questa occasione si sono tenuti tre appuntamenti nella splendida cornice del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno. Poi, anche quest’anno La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, è stata accolta al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno con tre appuntamenti da mercoledì 8 a venerdì 10 luglio. In occasione del primo appuntamento, è stata consegnata ai figli Vittorio ed Elisabetta Sgarbi la medaglia commemorativa spettante al sottotenente Giuseppe Sgarbi per la sua partecipazione alle campagne di guerra 1940-43, nell'ambito del progetto Storico - Culturale: "La Memoria Bellica degli Italiani nel Mondo”.

La medaglia, assegnata per conto del Ministero della Difesa, riconosce l’impegno dei combattenti nella Seconda guerra mondiale, ed è stata assegnata alla memoria del Comb. S. Ten. Giuseppe Sgarbi, classe 1921 Alla cerimonia era presente il colonnello. David. Bastiani, Comandante del 235° Reggimento Addestramento Volontari "Piceno" di Ascoli Piceno e il cavaliere Joselito Scipioni, presidente dell’Associazione Culturale “La Memoria Bellica degli Italiani nel Mondo”. Giuseppe Sgarbi, padre di Vittorio ed Elisabetta, per quasi mezzo secolo ha esercitato la professione di farmacista nella campagna tra Veneto ed Emilia. Nel 2014, a 93 anni, esordisce nella narrativa con il romanzo Lungo l’argine del tempo. Memorie di un farmacista (vincitore del Bancarella Opera Prima e del premio Internazionale Martoglio), seguito da Non chiedere cosa sarà il futuro (2015), Lei mi parla ancora (2016, premio Riviera delle Palme) e Il canale dei cuori (2018). Nel 2021 Pupi Avati ha tratto da Lei mi parla ancora l’omonimo film con Renato Pozzetto, Fabrizio Gifuni, Isabella Ragonese, Chiara Caselli e Stefania Sandrelli.

Nei suoi libri, Giuseppe Sgarbi ha raccontato anche l’esperienza al fronte durante il secondo conflitto mondiale, in Grecia ed Albania.«Mio padre era molto orgoglioso di essere stato un valido sottotenente. Era un uomo rigoroso, autoritario e dolcissimo. Avrebbe reagito, sul palcoscenico del Ventidio Basso nelle sue amate Marche, con orgoglio e commozione» ha annunciato Elisabetta Sgarbi. «Mio padre Giuseppe, a differenza di mia madre, era un uomo che esercitava la sua presenza in silenzio, come faccio io oggi – spiega Vittorio Sgarbi – questo riconoscimento ricorda quanto, dentro quel silenzio, mio padre ha fatto, ha raccontato, ha vissuto. Ringrazio l’amico Walter Scotucci che ha recuperato le medaglie con cui si onora l’impegno di mio padre nella Seconda Guerra Mondiale e vivo quindi l’orgoglio di un figlio nel prendere atto dell’impegno di uno storico tenace e determinato ad arrivare al risultato a cui è arrivato».

 

Nei tre appuntamenti ad Ascoli Piceno. è accaduto che...

L’8 luglio Vittorio Sgarbi  ha dialogato con Paolo Del Debbio e Stefano Papetti (Curatore delle Collezioni Comunali di Ascoli Piceno), per una serata che prende il titolo dalla pubblicazione di Sgarbi “Il cielo più vicino. La montagna nell’arte” (La nave di Teseo), un viaggio attraverso la storia dell’arte, sulle orme di René de Chateaubriand, per raccontare la natura e la montagna interpretata dai più grandi artisti, dal Trecento ad oggi. Dal primo pittore a raffigurarla, Giotto, il più umano di tutti, alle Dolomiti nei quadri di Mantegna, dalla purezza dei paesaggi di Masolino agli scorci aspri di Leonardo, dove le rocce incorniciano le vergini senza tempo, agli impalpabili acquerelli alpini di Dürer in viaggio da Venezia verso la Germania. A fianco dei maestri celebrati, Bellini, Giorgione, Tiziano, Turner, Friedrich, Sgarbi ricorda capolavori di artisti meno noti, cresciuti in provincia, come Ubaldo Oppi, Afro Basaldella, Tullio Garbari. Un viaggio che attraversa le Alpi e le altre vette d’Italia raccontate dal realismo di Courbet e dal simbolismo di Segantini, nei colori di Van Gogh, nell’espressionismo di Munch e nei fantasmi di Böklin, nelle intuizioni di Italo Mus, Dino Buzzati, Zoran Muši?, fino alla nascita del turismo montano, della fotografia e della grafica che raccontano con una lingua nuova la spiritualità delle terre alte

Ha aperto l’incontro Francesca Filauri, Presidente Associazione Cultural-mente Insieme. Sabrina Colle leggerà brani dal libro “Il cielo più vicino. La montagna nell’arte”. L’appuntamento sarà impreziosito dagli interventi musicali di Hildegard de Stefano al violino. In questa serarata è stata onsegnata la Medaglia Commemorativa.

Il 9 e 10 luglio ci sono state due serate diverse per linguaggio e atmosfera, ma accomunate da una forte tensione teatrale e da una riflessione profonda sull’essere umano, tra spiritualità, memoria, ironia e critica sociale.

Il 9 luglio andrà in scena “Ai margini della luce. Concertato a due per Francesco d’Assisi”, con Alessio Boni (Nastro d'argento come miglior attore protagonista 2004) e Marcello Prayer, per la speciale commemorazione degli 800 anni dalla morte di Francesco D'Assisi. La lettura-spettacolo nasce dal desiderio di non aggiungere nuove parole alla figura di Francesco, ma di far risuonare voci autentiche: quella del Santo, di chi lo ha conosciuto e custodito nel tempo, di chi ancora oggi ne avverte la presenza viva e bruciante. Uno spettacolo intenso capace di sprigionare una luce positiva e vitale, che invita il pubblico a un ascolto partecipe.

Il 10 luglio sarà la volta dello spettacolo “L’inferiorità mentale della donna”, con Veronica Pivetti e Cristian Ruiz, su testo di Giovanna Gra, preceduto da un prologo di Maria Sole Sanasi.

Lo spettacolo affronta con intelligenza e tagliente ironia una delle più clamorose aberrazioni culturali del secolo scorso: l’idea che le donne siano state considerate per secoli fisiologicamente inferiori. È ispirato al compendio “L’inferiorità mentale della donna” scritto nel 1900 da Paul Julius Moebius - assistente nella sezione di neurologia di Lipsia - che esordisce così “Come stanno le cose riguardo ai sessi? Un vecchio proverbio ci suggerisce: capelli lunghi, cervello corto”. Attraverso una selezione di testi tra i più esilaranti mai scritti con pretesa di razionalità scientifica, la scena restituisce al pubblico un ritratto paradossale dei pregiudizi che hanno segnato la storia.

Tre appuntamenti che offrono al pubblico occasioni diverse ma complementari di emozione e pensiero, nel segno di un teatro capace di interrogare il presente.

Introduce Elisabetta Sgarbi.

In collaborazione con Comune di Ascoli Piceno, Circolo Cultural-Mente Insieme, Fondazione Ascoli Cultura, Fondazione Marche Cultura, Fainplast srl, Turla costruzioni, Impresa Edile Gaspari Gabriele.

 

La Milanesiana, la rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, giunta alla 27esima edizione, attraversa 18 città in tutta Italia con oltre 60 appuntamenti, intrecciando come da sua vocazione, letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia, sport e fumetto in un percorso che negli anni ha delineato un’identità unica e sempre contemporanea.

“IL DESIDERIO E LA LEGGE” è il tema di questa 27esima edizione, due forze opposte ma profondamente intrecciate, il cui rapporto si impone come una delle questioni più vive del nostro tempo, un terreno fertile di interrogazione sui confini, morali e territoriali, l’autodisciplina, la libertà e la responsabilità.

La Rosa dipinta da Franco Battiato, che fin dalla prima edizione è il simbolo de La Milanesiana, è stata rielaborata da Franco Achilli per rappresentare l’intreccio tra Desiderio e Legge: il fiore e il suo profumo evocano attrazione, movimento e immaginazione, mentre le spine e la struttura cristallizzata richiamano il limite, la norma e il rischio. Non c’è opposizione tra i due poli, perché è proprio la Legge a dare forma al Desiderio, rendendolo percepibile, intenso e significativo. L’edizione è dedicata a Daniela Benelli e Dario Salvetti, scomparsi nel 2025, due persone che hanno visto nascere La Milanesiana e l’hanno amata e arricchita con il loro lavoro e la loro passione, e a Giorgio Gosetti, direttore del Noir in Festival e amico de La Milanesiana. Con il suo sguardo libero, trasversale e sempre in movimento, La Milanesiana rinnova la propria vocazione a leggere il presente attraverso la forza delle idee, delle arti e della parola, continuando a rappresentare un laboratorio culturale vivo, originale e in costante evoluzione. Il programma è disponibile sul sito ufficiale.

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di Vittorio Esperia

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