Giulio Rospigliosi, arriva al Mudec

08 novembre 2026

Piume di uccelli esotici al posto delle pennellate di colore: il ritratto del cardinale Giulio Rospigliosi acquisito un anno fa dal Mudec (via Tortona 56, ingr. libero) con l’approvazione e la collaborazione dell’Ambasciata del Messico in Italia ed esposto in permanenza nella sala della collezione Settala, è un pezzo straordinario, anzi una rarità. Realizzato da un anonimo artista messicano tra la seconda metà degli anni Sessanta e la prima metà dei Settanta del XVII secolo, è un esempio dell’arte amanteca, una tecnica che prevedeva l’applicazione di uno o più fogli di papel amatl su una lastra di rame, poi rivestiti da strati di piume di volatili variopinti. Quando le missioni cattoliche si insediano nel Vicereame della Nuova Spagna, questa antica tradizione preispanica venne utilizzata anche per la realizzazione di immagini sacre. I missionari ne capirono il valore sia artistico che esotico e inviano diversi esemplari in Europa come doni destinati ai papi e alle più alte gerarchie ecclesiastiche e politiche. 

Alcune di queste opere figuravano anche nelle più antiche collezioni di meraviglie del mondo, come quelle dei Farnese, Chigi, Medici oltre che nella camera delle meraviglie del gesuita Athanasius Kircher (1602 –1680) e del contermporaneo canonico di San Nazaro in Brolo Manfredo Settala,la cui raccolta è oggi in parte esposta al Mudec. Ma questo quadro che rappresenta il futuro papa Clemente IX, è ancora più raro proprio perché è un ritratto e non un soggetto a tema biblico. È forse frutto della stessa committenza che commissionò alle maestranze indigene purépecha delle regioni di Michoacán anche il ritratto di Alessandro VII di cui il Rospigliosi sarebbe diventato successore. A servire da modello fu probabilmente un ritratto realizzato da Giovanni Maria Morandi del 1656, oggi a Palazzo Barberini a Roma.

News » ESPOSIZIONI E MOSTRE - Sede: Nazionale | domenica 08 novembre 2026