TEORIE LIBERALI: PLATONE E SOCRATE

15 agosto 2018

di Dino Cosimo Guida

A Platone si fa risalire l'ipotesi del cosiddetto "contrattualismo liberale" che trova negli scozzesi Hume e Smith i suoi primi teorizzatori, ovvero la necessità dell'individuo di mantenere le proprie prerogative di autodeterminazione e libertà limitando le proprie azioni sottoposte comunque alle leggi dello Stato che da parte sua non si arroga il diritto di decidere e regolare, ma solo di indirizzare. Il potere legislativo deve - conseguentemente - deve tenere ben presente la necessità di non ostacolare la crescita dell'individuo, favorendone ogni aspirazione.
Tra individuo e "potere legislativo" esiste quindi un "contratto" di reciproco scambio che ha come finalità la crescita dello Stato attraverso la crescita libera di tutte le sue componenti produttive. 

Alcuni studiosi asseriscono che i principi delle teorie liberali possano risalire alla Grecia Classica, quella di Atene e Sparta, Tebe e Corinto, e che si possa fare riferimento a due autori/filosofi proprio di quel periodo per individuare alcuni dei temi che - secoli dopo - sono divenuti cardini delle teorie illuministe e liberali. In particolare:
- Sofocle, segnatamente alla celebratissima "Antigone" per la necessità di organizzare lo stato mantenendo la separazione dei 3 poteri fondamentali (legislativo, giudicante e religioso):
- Platone nella tragedia giovanile "Critone" la cui trama è basata sulla condanna a morte di Socrate, invitato dall'amico Critone a tentare l'evasione. Nella tragedia Socrate si oppone al tentativo di salvare la propria vita: "é più dannoso per l'individuo il trasgredire le leggi rispetto all'essere uccisi"
Buongiorno mondo libero, e - se volete discuterne - siete i benvenuti!

 

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