Greccio, il primo presepe della storia
16 dicembre 2025
La rievocazione si svolge nell’area ai piedi del Santuario, a circa 2 km dal capoluogo: un anfiteatro naturale che offre un colpo d’occhio unico.
Più che una rievocazione, è un viaggio spirituale e artistico: se in Palestina avvenne il mistero della divina incarnazione, fu qui che prese forma la sua prima rappresentazione.
Francesco, ormai quasi cieco e alla fine della vita, viene portato dai frati alla Porziuncola, dove vuole morire in povertà, sulla nuda terra. Qui confessa ai suoi compagni le proprie fragilità e chiede di dettare una lettera a Jacopa de’ Settesoli, fedele amica, invitandola a raggiungerlo prima della morte.
Attorno al suo capezzale, i frati ricordano con lui i tempi di Greccio, il freddo, la predicazione e il viaggio a Roma del 1210 per ottenere l’approvazione della Prima Regola. Francesco rivela il proprio senso di fallimento per le tensioni con la Curia e per aver lasciato il governo dell’Ordine, pur continuando ad amare profondamente i suoi frati.
Su richiesta del Papa Onorio III, Francesco è chiamato a redigere una nuova Regola più conforme al diritto canonico. Ritiratosi a Fonte Colombo in digiuno e preghiera, detta la Regola Bollata, che sarà poi approvata ufficialmente dal Papa.
Subito dopo, Francesco sente il bisogno di ritrovare la propria umiltà e torna a Greccio. Con l’aiuto di Giovanni Velita chiede di allestire una mangiatoia con bue e asinello per la Messa della Notte di Natale 1223. Durante la celebrazione, l’emozione del popolo è immensa e molti credono di vedere il Bambino Gesù vivo tra le sue braccia. È la nascita del primo Presepe della storia.
Alla Porziuncola, mentre Francesco è ormai in agonia, Jacopa arriva inaspettatamente prima ancora di ricevere la lettera, portando esattamente ciò che lui aveva chiesto. I frati parlano di miracolo; Francesco accoglie Jacopa con tenerezza.
Dopo aver assaggiato un ultimo mostacciolo offertogli da Jacopa, Francesco si spegne nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 1226. La sua morte è descritta come il suo “Natale”, cioè la sua rinascita in Dio, dopo aver ritrovato pace, umiltà e riconciliazione.
Data – 26-28 dicembre 2025/1-4-6 gennaio 2026
Località: Greccio (Rieti)
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di Vittorio Esperia
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