SCUOLA ITALIANA E DIPLOMI
28 febbraio 2017
di Lorenza Pieri
Dato che il tema del giorno è il degrado della scuola italiana vorrei raccontare questo aneddoto. All'inizio del mese di febbraio alla scuola media (pubblica) di mio figlio hanno fatto una piccola cerimonia nell'auditorium per premiare gli studenti migliori alla fine del secondo trimestre: salivano sul palco, diplomino e applausi. Lo so, un'americanata (venivano chiamati oltre a quelli con i voti più alti anche quelli che più erano migliorati in una materia o che si erano distinti come esempio di buon comportamento e leadership), loro sono così, hanno bisogno che le gratificazioni siano anche celebrate pubblicamente. Ma la riflessione non verte sul modo americano di fare spettacolo con tutto, quanto sul fatto che i migliori studenti della terza media erano: una bianca, una mulatta, una messicana, un cinese, un afroamericano, una islamica (velata). Praticamente il riassunto dell'America che piace tanto a Trump. Quella che non può permettersi le scuole private. Mi è venuta una stretta al cuore per questi ragazzi. Se tagliano i fondi per la scuola pubblica, come è assai probabile faccia l'amministrazione Trump, che ne sarà di questi studenti le cui famiglie non possono permettersi di spendere 40.000 dollari l'anno per le superiori e il doppio per una buona università? E ammesso che questi bravissimi vadano avanti grazie a borse di studio, che ne sarà di tutti gli altri? Insomma non vorrei fare benaltrismo, e lo so che i problemi sono tantissimi, ma la scuola, finché è per tutti, è una scuola giusta. In Italia dovremmo tenercela stretta con le unghie e coi denti, farne un luogo meraviglioso dove si senta ogni giorno il privilegio di stare.
P.s. Mio figlio era tra i bravi della seconda media. Per il liceo conto di riportarlo in Italia.
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