Ecosostenibilità, le 5 opere che parlano di ambiente
12 gennaio 2026
L'ecosostenibilità è la capacità di soddisfare i bisogni attuali senza compromettere quelli delle generazioni future, non è soltanto una questione scientifica o ambientale, ma è innanzitutto un tema culturale. Dalla letteratura all’arte, dal cinema alla musica, la cultura ha da sempre interrogato il profondo legame tra essere umano e natura: l’uomo la percepisce, la ammira, la abita con tutto se stesso, ma spesso finisce per macchiarla, deturparla, distruggerla. Attraverso cinque opere appartenenti a linguaggi culturali diversi, si propone un percorso che mostra come la questione ambientale sia diventata, nel tempo, una delle grandi narrazioni del nostro presente, la più bella, ma forse anche la più terribile.
Letteratura – La salubrità dell’aria, Giuseppe Parini
Si pensa sempre alla questioni ambientali come problemi nuovi, recenti, strettamente legati al XXI secolo, ma in realtà disastri ecologici e crisi climatiche sono fenomeni che attraversano il tempo, caratterizzando i cittadini del mondo di ogni epoca e luogo.
Ne è esempio il componimento poetico La salubrità dell’aria, redatto da Giuseppe Parini nel lontano 1759. Parini, riprendendo le idee dell’Illuminismo, parla dell’inquinamento urbano e delle condizioni igieniche della Milano del suo tempo, denunciando le scelte irresponsabili dell’uomo che si disinteressa della legge e della comunità, continuando a sporcare una città che, nonostante venga ripulita dai netturbini dopo il tramonto, il giorno dopo torna sempre come prima. Al centro di tutto c’è l’aria, elemento vitale, che diventa simbolo di un equilibrio naturale violato dall’incuria e dall’avidità.
Parini anticipa così una sensibilità ecologica moderna, legando ambiente, salute pubblica e giustizia sociale in un’unica riflessione dallo spirito profondamente civile.
Cinema – Don’t Look Up (2021)
Il film Don’t Look Up utilizza la satira per affrontare una delle grandi emergenze del nostro tempo: il cambiamento climatico. La trama ruota attorno alle vicende della dottoranda in astronomia, Kate Dibiasky (Jennifer Lawrence) e del suo professore, Randall Mindy (Leonardo DiCaprio). I due scienziati scoprono l’esistenza di una cometa, che impatterà sulla Terra, provocando una catena di sismi, maremoti e altre catastrofi, che porteranno all’estinzione della razza umana e di qualsiasi altra forma di vita.
Comunicare la notizia ai piani alti è inutile, perché l’amministrazione americana sceglie di non intervenire per evitare la diffusione di caos e terrore nella popolazione e conseguenti disastri politici. Il mancato “lieto fine” nella conclusione del film ne accentua il carattere satirico, inducendo nello spettatore una domanda che rimane senza risposta: “Fino a che punto la società è disposta a ignorare una minaccia evidente pur di proteggere i propri interessi?”.
Con un cast stellare – arricchito dalla meravigliosa Meryl Streep nei panni di “presidente degli Stati Uniti”, che invita i cittadini a non credere agli astronomi attraverso lo slogan Don’t look up (“Non guardate in alto”) – il film mette in scena l’incapacità (o forse, la mancata volontà) collettiva di reagire al pericolo, proponendo la cometa come una chiara metafora della crisi ambientale, ignorata o strumentalizzata da politica, media e potere economico.
Arte – Viandante sul mare di nebbia, Caspar David Friedrich
Nel celebre dipinto Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich (1774-1840), un uomo osserva un paesaggio naturale immenso e indefinito. La natura non è qui uno sfondo decorativo, ma una presenza dominante, misteriosa e sublime: è lei la vera protagonista dell’opera.
L’uomo si trova dunque di fronte all’infinito come qualcosa di inaccessibile, che va al di là della comprensione umana, ma dal quale allo stesso tempo viene attratto. Si perde nella contemplazione del paesaggio circostante, immergendosi in una complessa meditazione sul proprio ruolo, sulla propria importanza e posizione all’interno di esso. La scelta di mostrare il personaggio di spalle, rivolto verso l’ambiente, invita lo spettatore a prendere parte alla scena, come se dovesse immedesimarsi in lui e condividere la sua riflessione.
In questa visione romantica si può leggere un messaggio ancora attuale: l’uomo non è padrone assoluto dell'ambiente, ma è solo una piccola parte di esso, una piccola parte di un equilibrio più grande.
Fotografia – Genesis, Sebastião Salgado
Con il progetto Genesis, Sebastião Salgado (1944-2025), il più importante fotografo documentario del nostro secolo, raccoglie oltre 200 immagini in bianco e nero che raccontano la bellezza dei luoghi ancora incontaminanti del nostro pianeta: dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo e dell’Indonesia ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino alle montagne del Cile e della Siberia.
Con uno sguardo appassionato ed emozionante, Salgado consegna all’umanità le sue immagini, potenti e solenni, non solo come un omaggio alle meraviglie della Terra, ma anche come un monito: ciò che vediamo potrebbe scomparire.
La fotografia diventa quindi uno strumento etico ed estetico, capace sia di mostrare la bellezza del mondo, sia di educare a una responsabilità collettiva nei confronti della natura.
Musica – Earth Song, Micheal Jackson
What about sunrise?
What about rain?
What about all the things
That you said we were to gain?
Comincia così la canzone Earth Song, pubblicata nel 1995 da un Michael Jackson che si chiede “cosa ne è dell’alba, della pioggia e di tutte le cose che dicevi avremmo conquistato?”. Una domanda che resta aperta e che si concretizza nelle immagini che percorrono il testo, potente e allo stesso tempo fragile, perché è la riflessione di un uomo che pensa alla distruzione ambientale, alla deforestazione, alla guerra e alla sofferenza.
Il ritornello in cui Michael Jackson canta Look what we’ve done (“Guarda cosa abbiamo fatto”) diventa un avvertimento per tutti: invita l'ascoltatore a prendere coscienza dei danni già provocati e a riflettere sul ruolo che ciascuno di noi ha sul pianeta e nei suoi confronti.
Earth Song ha avuto un enorme impatto culturale, dimostrando come la musica possa non solo intrattenere, ma anche sensibilizzare su questioni collettive fondamentali, trasformando la questione ambientale in un appello universale, capace di raggiungere un pubblico vastissimo.
Dalle riflessioni illuministiche di Parini alla satira contemporanea, dall’arte romantica alla fotografia e alla musica pop, queste cinque opere dimostrano come l’ambiente sia da tempo uno degli argomenti più importanti in ambito sociale e culturale. La crisi ecologica non nasce all’improvviso, ma è il risultato di un rapporto malsano tra uomo e natura, che la cultura ha saputo raccontare, denunciare e talvolta anticipare. Oggi più che mai, arte e cultura possono aiutarci a ripensare questo rapporto, offrendo non solo consapevolezza, ma anche nuove prospettive per un futuro più sostenibile.
di Alessia Folli
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