LA BARRIERA CORALLINA E' STATA UCCISA
10 aprile 2017
di Carolina Polo
"Fiori animali", è questa la definizione che gli antichi Greci davano ai coralli. Fotografati, "ingioiellati", bistrattati, sradicati, , da oggi non sarà più possibile nulla di tutto ciò. Giunge infatti da Greenpeace l'allarme: la Barriera Corallina è morta.
Tra i più conosciuti monumenti ingegneristici operati dalla natura, questo patrimonio mondiale avrebbe raggiunto un punto di non ritorno. Già dal 2016 la Barriera, sviluppata a nord dell'Oceania, nel tanto fantasticato Mar dei Coralli, nell'Oceano Pacifico, ha subìto un drastico sbiancamento dei tessuti. L'origine di questo fenomeno è da associare all'aumento senza precedenti delle temperature marine. Un picco di caldo, di oltre 4°, improvviso e temporaneo, ha causato lo sbiancamento completo del 90% dei coralli e ha causato la morte di ben il 20% del totale degli cnidari che vengono sostanzialmente "cotti vivi". Apparentemente statico e inanimato, il corallo è costituito da una specifica classe di animali, gli Cnidari per l'appunto. Questi sono piccoli polipi radunati tipicamente in colonie di molti individui simili. Il gruppo include gli organismi comunemente noti come coralli, costruttori delle barriere coralline tropicali che, producendo carbonato di calcio, formano il ben conosciuto scheletro calcareo. Viva e molto sensibile quindi, è stata letteralmente uccisa dagli interventi umani sul clima. Convenzioni, Trattati, Convegni mondiali degli Stati, a nulla servono queste firme dei "potenti" se concretamente nulla viene attuato ed un netto cambiamento risulta VISIBILE. Al contrario, la situazione non fa che peggiorare e in risposta, grandi presidenti neo eletti o dittatori orientali annullano accordi sulle emissioni inquinanti, minacciano testate nucleari e chi più ne ha ne metta. In fondo ognuno guarda in tasca propria, ma il Mondo può realmente sopravvivere in queste condizioni? La risposta ce la fornisce proprio la Barriera Corallina: tanti piccoli membri di un unicum per dare vita ad un'opera che ancor'oggi, in condizioni precarie, riesce a meravigliare e illuminare di stupore.
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News » RICERCHE E STUDI | lunedì 10 aprile 2017
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