ANGELO MELLONE, COMBATTENTE DI RAIUNO

19 febbraio 2017

di Roberto Dall'Acqua 

www.ilgiornaledelricordo.it parla oggi con Angelo Mellone, uomo di carattere pervicace, di idee sagaci e professionista in prima fila di Raiuno, nella ricerca dei linguaggi della televisione 4.0. Quella di oggi ma, specialmente, quella futuribile e visionaria di domani.

- Presentati ai lettori di www.ilgiornaledelricordo.it. Chi è Angelo Mellone? <A mio modo, sono un combattente>>.

- Che noie e che emozioni comporta la tua professione? <<La noia arriva raramente, soprattutto quando vivi sulla prima linea delle produzioni editoriali. Da fine novembre sono stato praticamente sempre in giro, prima per produrre il Capodanno di Rai1 a Potenza e poi, in una sorta di "ritiro", un mese a Montecatini Terme per lo show di Gigi Proietti. E adesso di nuovo di corsa a preparare le 12 puntate di "Top", il programma di moda e tendenza che parte il 25 febbraio in seconda serata e che conduco io. Esperienze straordinarie che lasciano davvero poco spazio alla noia. Piuttosto c'è il "down" quando finisci, per dire, un programma a cui hai dedicato anima e corpo e ti svegli il giorno dopo chiedendoti: e adesso che faccio? Ma siccome c'è sempre molto da fare, la sensazione passa in fretta...>>.

- "Un uomo senza nulla da nascondere, non nasconde nulla". E' mutato oggi il rapporto tra i due sessi? <<Radicalmente modificato. Spazzate via le ipocrisie ma anche i pregi del vecchio rapporto "borghese", adesso assistiamo da un lato alla pan-sessualizzazione delle relazioni, per cui o navighi su Youporn o sei fuori dal mondo, e dall'altro a una strana mutazione nella percezione femminile dei rapporti, per cui la donna pretende parità e uguaglianza da un lato e poi, dall'altro, si lamenta se non ci sono più gli uomini di una volta...>>.

- Sfatiamo una serie di dicerie, dalle buche ai turisti. Come si vive, e lavora, a Roma? <<Bene anzi benissimo, ma devi avere un ottimo stipendio, abitare non lontano dal tuo lavoro e avere la possibilità di godere della vita cittadina. Altrimenti vivi inscatolato in tangenziale girovagando tra periferie, e non è il massimo>>.

- Angelo, nella tua esperienza in Rai, cosa hai realizzato e cosa avresti voluto fare che, per una serie di motivi, non hai potuto o voluto fare? <<Qualcosina sì. Ma ovviamente non posso rispondere. Preferisco pensare alle cose che non ho ancora fatto e magari un giorno riuscirò a fare. Per esempio... biiiip!>>.

- Milano-Roma, eterna rivalità anche in Rai. Perché? <<Perché sono due realtà antropologiche distantissime. Due mondi che raramente si incontrano. Sono tornato ieri da Milano e più ci vado più trovo quella città una realtà straordinariamente viva, energica>>.

- Cosa rappresentano per te i ricordi? La memoria di persone scomparse o di avvenimenti, magari poco comunicati, che si fatica a rammentare? <<Carne, sangue della nostra memoria. Quello che ci rende, come dire, "sensati". Senza i ricordi si muore di presentismo>>.

- Quali sono gli obiettivi, professionali e non, per il futuro di Angelo Mellone? <<Fare bene il mio lavoro e continuare a scrivere un romanzo all'anno. Dopo "Incantesimo d'amore" sto preparando il sequel di "Nessuna croce manca">>.

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