BRACCIALE NURAGICO ARRIVA PER POSTA A CAGLIARI
14 gennaio 2017
di Roberto Dall'Acqua
Ieri, in maniera del tutto anonima, è arrivato un pacco alla Fondazione Nurnet-La Rete dei Nuraghi a Cagliari. In questi tempi di attacchi terroristici e cyber attacchi, la missiva ha suscitato subito preoccupazione tra gli impiegati dell'ente, ma la paura si è tramutata in stupore quando all'interno è stato trovato un reperto risalente al periodo nuragico, ovvero quella fase storica - chiamata altresì età del bronzo - che in Sardegna si è sviluppata a partire dal 1.800 a.C. fino al II sec. a.C. (ormai in pieno periodo romanico). L'oggetto si rivela essere un braccialetto, di cui però non è stato possibile finora certificare l'esatta data in cui il monile è stato creato - di età nuragica o, addirittura, prenuragica. Il braccialetto anonimo, quindi, potrebbe addirittura risalire al neolitico - l'età in cui le civiltà preesistenti al periodo nuragico costruirono domus de janas, dolmen e menhir - è giunto con una raccomandata senza mittente e senza alcuna indicazione per risalire a chi l'abbia effettivamente spedita. Se l'epoca è non identificabile, però la natura del gioiello rivela che è di ottima fattura e ottimamente conservato. Tra gli addetti della fondazione cagliaritana però, allo stupore si è sommata la meraviglia quando, all'interno del plico, oltre al braccialetto in bronzo è stata rinvenuta una lettera scritta a mano. Il fascino misterioso del monile nuragico che si somma a una lettera, mezzo di comunicazione ormai in disuso, trafitta ormai da applicazioni, e-mail e web. Antonello Gregorini, presidente dell'istituzione che cura e custodisce la civiltà nuragica (epoca così chiamata per via di quelle costruzioni megalitiche chiamate nuraghi) e preistorica della Sardegna, ha aperto la busta, avvertendo i carabinieri e la Soprintendenza di Cagliari. Un 12 gennaio 2017 inconsueto e arcano per il responsabile della fondazione e i suoi collaboratori come, d'altronde, misteriosa e affascinante è la fase storica a cui si riferisce la gioia ritrovata quando enormi monumenti preistorici megalitici, costruiti di grandi blocchi di pietra, erano creati per funzioni di cui ancora oggi disconosciamo il significato.
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