Tra la Sicilia e Malta ci sono circa 100 chilometri di Mediterraneo. Una distanza enorme per pensare a un tunnel ferroviario, ma non impossibile da mettere alla prova almeno sulla carta. Anche perché un collegamento, in qualche modo, un tempo esisteva già: durante l’ultima era glaciale, con il mare fino a circa 120 metri più basso, tra le due isole affiorava una successione di terre, isole e bassi fondali, una sorta di ponte naturale oggi sommerso. Vediamo allora come potrebbe essere realizzato un nuovo collegamento, questa volta sotto il Mediterraneo, e quali treni potrebbero attraversarlo. Un Tunnel dalla Sicilia a Malta: la maxi-opera che riporterebbe alla luce l’antico ponte naturale sul Mediterraneo
# Circa 100 chilometri sotto il Mediterraneo: le nuove ricerche e i collegamenti già realizzati
Tra la Sicilia sudorientale e Malta ci sono circa 100 chilometri in linea d’aria, anche se la lunghezza effettiva dell’infrastruttura dipenderebbe dal tracciato, dalla geologia e dalla profondità raggiunta. Le più recenti esplorazioni dei fondali hanno ricostruito l’antico collegamento oggi sommerso, mostrando un territorio articolato in creste, avvallamenti e bacini, più simile a un arcipelago che a una singola lingua di terra. Non si partirebbe quindi da zero nella conoscenza di questo tratto di Mediterraneo: i fondali tra Malta e la Sicilia sono già stati studiati anche per diverse infrastrutture sottomarine.
Dal 2015 le due isole sono collegate dal primo interconnettore elettrico, mentre è in corso il progetto per un secondo collegamento: quest’ultimo è lungo circa 122 km, di cui 99 km sottomarini, tra Maghtab e Ragusa. Anche per il gasdotto Malta-Italia sono state studiate diverse direttrici, comprese Pozzallo-Delimara e Gela-Delimara. La seconda è stata poi scelta come soluzione di riferimento, per un’infrastruttura di 159 km, di cui 151 offshore. Per una ferrovia Pozzallo avrebbe il vantaggio di essere già collegata alla rete siciliana, con la linea verso Modica, Ragusa e Siracusa. Sul lato maltese uno dei possibili approdi potrebbe essere individuato nell’area di Delimara-Marsaxlokk. Il tracciato definitivo dovrebbe però seguire soprattutto le condizioni del sottosuolo e del fondale. Ma come si potrebbe realizzare?
# Due canne separate per far passare i treni
La soluzione potrebbe prevedere una ferrovia elettrica a doppio binario distribuita su due canne parallele, con un binario per ciascuna galleria. Le due canne sarebbero collegate a intervalli regolari da passaggi trasversali, permettendo di utilizzare una come via di evacuazione dell’altra. Un’impostazione simile è già utilizzata nei grandi tunnel ferroviari sottomarini, anche se il Tunnel della Manica dispone in aggiunta di una terza galleria centrale di servizio. Nel collegamento Sicilia-Malta servirebbero sistemi per estrazione dei fumi, drenaggio dell’acqua, alimentazione elettrica, comunicazioni e gestione delle emergenze. La trazione elettrica eliminerebbe invece il problema dei gas di scarico prodotto dal normale traffico stradale.
Un altro elemento decisivo sarebbe la pendenza della linea: i treni richiedono rampe più graduali rispetto alle automobili e la profondità scelta per passare sotto il fondale inciderebbe quindi anche sulla lunghezza complessiva del tunnel. La velocità di progetto potrebbe essere nell’ordine dei 200-250 km/h, mantenendo l’infrastruttura utilizzabile anche dai normali treni a lunga percorrenza.
# Il modello del Rogfast e il problema dei 100 km senza isole
Un riferimento arriva dalla Norvegia, anche se riguarda il traffico stradale. L’E39 Rogfast, con 26,7 km di lunghezza e una profondità massima di circa 390 metri sotto il livello del mare, è destinato a diventare il tunnel stradale sottomarino più lungo e profondo al mondo. Il progetto prevede due canne parallele sfrutta l’isola di Kvitsøy come accesso intermedio, punto di ventilazione e base dalla quale procedere con gli scavi in entrambe le direzioni. L’intero sistema include anche numerosi impianti tecnici, stazioni di pompaggio e ventilatori. Tra Sicilia e Malta mancherebbe proprio un’isola intermedia di questo tipo.
Su circa 100 km si potrebbe quindi valutare la costruzione di strutture offshore collegate alle gallerie attraverso pozzi verticali, oppure concentrare accessi e impianti alle estremità, sfruttando le due canne come percorsi reciproci di sicurezza. Il metodo di scavo, con TBM, tecniche convenzionali o una loro combinazione, dipenderebbe invece dalle caratteristiche geologiche incontrate. Sarebbe questo uno dei principali elementi da verificare prima di stabilire fattibilità, costi e tempi.
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# Treni passeggeri e merci: la traversata in circa mezz’ora
Nel tunnel potrebbero circolare treni passeggeri a lunga percorrenza e convogli merci, evitando di creare un sistema utilizzabile esclusivamente per la traversata. Con una linea progettata per velocità fino a 200-250 km/h, i circa 100 km potrebbero essere percorsi teoricamente in circa 30-40 minuti, considerando anche accelerazione, decelerazione e possibili limitazioni all’interno della galleria. Per le merci il collegamento permetterebbe invece di trasferire direttamente sulla ferrovia container e altri carichi provenienti dall’isola, collegandoli ai terminal siciliani e successivamente alla rete nazionale.
# Da Malta al continente, con il Ponte sullo Stretto e la nuova metropolitana
Il collegamento assumerebbe una dimensione diversa con la realizzazione del Ponte sullo Stretto, progettato anche per il traffico ferroviario. Malta potrebbe così essere collegata su ferro alla Sicilia, attraversare lo Stretto e proseguire verso la Calabria e il resto della rete italiana ed europea. Sul territorio maltese il primo terminale, come detto, potrebbe essere realizzato nell’area di Delimara-Marsaxlokk, lasciando a uno sviluppo successivo una linea verso l’aeroporto, Marsa, Floriana e Valletta. Malta ha già studiato una propria rete metropolitana: nel 2021 è stata presentata una proposta da 35 km, articolata su tre linee e 25 stazioni. Il progetto originario è stato successivamente accantonato, mentre oggi viene studiato un nuovo sistema di trasporto rapido.
Articolo tratto da Città Stato che ringraziamo:





