LA FARFALLINA DI BELEN E LA DONNA SCOLLATA

08 febbraio 2017

di Emanuela Goldoni

#mieiduspicci

Ah, la farfallina di BELEN

L'Affair Balivo-Leotta è interessante sotto un aspetto, in particolare: Balivo, ingenuamente, si lascia scappare un tweet, che è frutto del suo vissuto e del suo background culturale (donna del sud, cresciuta "giù"). E fin qui, nulla di straordinario.

Il tweet è un pregiudizio vecchissimo, resistente alle mode e a tutti i tentativi di "educare" le comunità in cui viviamo, a rovesciare il paradigma che recita: "Donna scollata: allora ti meriti tutta una serie di cose". La stortura in tutto ciò - e qui mi spiace, ma mi tocca prendere le difese della Balivo, anche se in realtà Leotta non ha fatto nulla di male, anzi, è l'abito di scena - è che fosse vero che abbiamo capito tutti la lezione, che le donne belle, che mostrano millemila centimetri di pelle allora sono donne intelligenti (e io ne conosco), allora nei posti di lavoro non ci sarebbero dresscode così così rigidi.


Tutte saremmo libere di girare con minigonne giropassera (io ho iniziato proprio da un paio di settimane e sono più figa oggi che a 20 e mi sento a mio agio), senza subire gli sguardi bigotti di uomini e tante donne. La stortura che evidenzio è lo sgomento di tutti per una verità, uscita dalle dita della Balivo, mentre digitava il post.
Certo, vi voglio vedere io, andare in giro con l'abito di Belén, per la metro o in ufficio. Voglio vedere in quanti farebbero finta di niente, perché siamo una società evoluta. Balivo non ha detto nulla di nuovo, se non il solito vecchio, che dà voce nuovamente alla dilagante ipocrisia, che ahimé fa parte del conto che dobbiamo pagare. IVA inclusa.

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