Il moonwalk compie 43 anni
16 maggio 2026
16 maggio 1983, una data indimenticabile. Esattamente 43 anni fa, davanti a milioni di spettatori incollati allo speciale americano Motown 25: Yesterday, Today, Forever, Michael Jackson trasformò pochi secondi di danza in uno dei momenti più iconici della cultura pop mondiale: creò il celeberrimo “moonwalk”.
La notte diventata leggenda
Le luci si abbassano, parte il ritmo ipnotico di “Billie Jean” e il cantante compare sul palco con un look destinato a diventare leggenda: giacca nera brillantinata, pantaloni fino alle caviglie che mostrano i calzini bianchi altrettanto scintillanti, mocassini lucidi e soprattutto il guanto bianco ricoperto di strass che da questo momento diventerà il simbolo stesso del Re del Pop.
Poi il passo di ballo entrato nella storia. Michael sembra sfidare le leggi della fisica: avanza mentre scivola all’indietro, come sospeso, irreale, quasi fluttuante. Il pubblico esplode. Gli spettatori a casa rimangono increduli. È nato il “moonwalk”.
Dove nasce il “moonwalk”
Contrariamente a quanto molti pensano, il “moonwalk” non è stato inventato da Michael Jackson. Il passo affonda le sue radici nella danza di strada americana degli anni ’30 e ’40 ed è stato reinterpretato nel tempo da mimi, ballerini e performer funk. Già negli anni ’70 alcuni artisti della scena soul e breakdance utilizzavano movimenti simili, chiamati “backslide”.
Michael, però, fece qualcosa di unico: trasformò quel movimento in arte pura. Studiò il passo osservando artisti come Jeffrey Daniel degli R&B Shalamar, lo perfezionò maniacalmente e lo rese spettacolare grazie alla sua incredibile capacità scenica. Dopo quella sera, il “backslide” smise di essere soltanto un passo di danza: diventò il “moonwalk”, il movimento impossibile che avrebbe identificato Michael Jackson per sempre.
Dall’intervista telefonica di Jesse Jackson a Michael Jackson, 29 marzo 2005:
Rev. Jackson: “Quindi, mentre attraversavi queste fasi e iniziavi a scrivere, cantare e ballare, hai mai avuto un insegnante di danza?”
Michael Jackson: “Sai, non ho mai studiato danza prima. È sempre stato naturale per me. Quando ero piccolo, appena iniziava la musica, non riuscivano a tenermi seduto. Non riuscivano a tenermi fermo, in realtà. Ancora oggi, se qualcuno mette un ritmo, inizio a muovermi e a creare contro-ritmi al ritmo che sento. È un istinto naturale. Non ho mai studiato. E Fred Astaire, che era un mio caro amico, e Gene Kelly, si meravigliavano sempre della mia capacità di ballare. Quando ero un bambino, Fred Astaire mi diceva sempre che sapeva nel suo cuore che sarei diventato una stella speciale. Io lo guardavo e pensavo: "Di cosa stai parlando?". Ma, si poteva vedere, sai.”
Rev. Jackson: “Michael, da dove è nata la moonwalk?”
Michael Jackson: “La moonwalk è una danza. Mi piacerebbe prendermi il merito, ma non posso perché devo essere completamente onesto. Questi ragazzi neri nei ghetti hanno il ritmo più fenomenale di chiunque altro sulla Terra. Non sto scherzando. Ho imparato, prendo molte idee guardando questi ragazzi neri. Hanno un ritmo perfetto. Solo guidando per Harlem, ricordo nei primi, sai, alla fine degli anni '70 e all'inizio degli anni '80, vedevo questi ragazzi ballare per strada e vedevo questi ragazzi fare queste, uh, scivolate all'indietro, un po' come un'illusione di danza, la chiamo io. Ne ho fatto una foto mentale. Un film mentale. Sono andato nella mia stanza al piano di sopra a Encino, e ho iniziato a fare la danza, a crearla e a perfezionarla. Ma è sicuramente nata nella cultura nera. Senza dubbio.”
Una storia che continua ancora oggi
Il fascino di quella notte non si è mai spento. A oltre quarant’anni da quella storica esibizione, Michael Jackson continua a essere un punto di riferimento assoluto per la musica e la cultura pop contemporanea.
Una ricorrenza che emoziona ancora di più se si pensa alla recente uscita di Michael, il film che ripercorre la vita del Re del Pop (interpretato dal nipote Jaafar Jackson) dall’infanzia con i Jackson 5 fino al successo da solista. A rendere tutto ancora più simbolico c’è anche un curioso intreccio del destino: proprio nella giornata di ieri il brano “Billie Jean” ha conquistato il primo posto delle classifiche mondiali su Spotify, come se quel passo non avesse mai smesso di “ballare” nel tempo.
E mentre nel 1983 il mondo guardava Michael Jackson scivolare all’indietro, oggi nel 2026 la storia della musica continua ad andare avanti, ma il “moonwalk” rimane uno dei momenti che più di tutti hanno contribuito a costruirla.
di Alessia Folli
Foto e video liberi da copyright
https://www.youtube.com/watch?v=ZXmjhRkPVFc&list=RDZXmjhRkPVFc&start_radio=1
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