#2030Calling contro lo spreco alimentare

05 febbraio 2026

Il 5 febbraio è la Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare. Nel 2026 l’iniziativa raggiunge la sua 13ª edizione. Nata nel 2014 da un progetto che ha visto protagonisti Last Minute Market – Impresa Sociale, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell’Università di Bologna e il Ministero dell’Ambiente, la Giornata vuole portare agli occhi di tutti un problema importante, del quale però si parla troppo poco: lo spreco alimentare.

Ogni anno la Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market, curata dal professor Andrea Segrè, ordinario di Politica Agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna e fondatore di Last Minute Market, organizza in occasione della Giornata Nazionale incontri e momenti di riflessione. Il tema scelto per questa edizione è #2030Calling, un titolo moderno e potente, che richiama con forza la scadenza dell’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile, una sorta di conto alla rovescia che riguarda tutti, dalle istituzioni ai singoli cittadini. Il Goal 12.3 dell’Agenda 2030 afferma che l’obiettivo da raggiungere entro il 2030 è “dimezzare lo spreco pro capite globale di rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo lungo le filiere di produzione e fornitura, comprese le perdite post-raccolto”. Un traguardo ambizioso, ma necessario.

I numeri parlano chiaro. Secondo l’ultima rilevazione di Waste Watcher, l’Osservatorio diretto da Segrè, che ogni anno in occasione della Giornata Nazionale si occupa di fornire dati sullo spreco alimentare, la quantità di cibo dispersa ogni settimana in Italia è pari a 555,8 grammi per persona. Se questo dato non appare rassicurante, lo scenario globale è ancora più drammatico: nel mondo vengono sprecate ogni anno 1,05 miliardi di tonnellate di cibo, ? della produzione alimentare globale.

Non si tratta di una questione di margine, ma di un fenomeno che ci interessa da vicino. È presente ogni giorno nelle nostre case, nei supermercati, nelle mense, nei ristoranti. Vive negli avanzi dimenticati in fondo al frigorifero, nel pane indurito che finisce nella pattumiera, nella frutta scartata perché un po’ rovinata all’esterno. Lo spreco alimentare è un problema collettivo, ma noi tendiamo a considerarlo come una semplice disattenzione personale. Eppure non è solo quello, è capire che il modo in cui acquistiamo, conserviamo e consumiamo il cibo ha un impatto sul pianeta.

Perciò istituire una Giornata Nazionale dedicata a questo problema è importante non solo per creare consapevolezza sul tema, ma anche e soprattutto per cercare di risolverlo. “Trasformazioni strutturali e durature dei nostri comportamenti sono quelle richieste oggi a tutti noi – spiega Andrea Segrèquindi un percorso concreto verso la riduzione del 50% dello spreco alimentare entro il 2030, e una rinnovata consapevolezza della responsabilità di ciascuno e dell’interconnessione globale”.

La vera sfida non è evitare ogni forma di spreco – un obiettivo quasi impossibile – ma imparare a rispettare il valore di ciò che mangiamo, guardare il cibo non con gli occhi del consumatore, ma con quelli di una persona consapevole della quantità di lavoro umano, risorse naturali, energia e tempo impiegata per produrlo.

La Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare quindi non è una semplice ricorrenza, ma un interrogativo chiaro e diretto: quali abitudini alimentari possiamo cambiare da oggi per evitare lo spreco?

di Alessia Folli

Foto e video liberi da copyright

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News » RICORRENZE - Sede: Nazionale | giovedì 05 febbraio 2026