Milano Cortina, Olimpiadi geopolitiche

04 febbraio 2026

Dal 6 al 22 febbraio, Milano si prepara a raggiungere la vetta con i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Dopo vent'anni dall’ultima edizione (Torino, 2006), l’Italia si prepara ad accogliere nuovamente uno degli appuntamenti sportivi più importanti di sempre, un evento che promette grandi emozioni e numeri da record, ma anche forti tensioni internazionali sullo sfondo. 

Più di 3.500 atleti provenienti da 93 Paesi si contenderanno 195 medaglie in sedici discipline olimpiche e sei sport paralimpici. Il programma comprende tutte le grandi specialità degli sport invernali, dallo sci di fondo all’hockey su ghiaccio, dal pattinaggio di figura al biathlon, dallo slittino allo snowboard, e tanto altro ancora. Tra le novità spicca il debutto ufficiale dello sci alpinismo, che entra per la prima volta nel calendario olimpico.

Al centro delle Olimpiadi però non c’è solo lo sport ma anche la geopolitica. La presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, ha ribadito l’impegno a proteggere il movimento olimpico in una fase segnata da crescenti tensioni globali, ma non mancano timori e dissensi.

Russia – Uno dei primi capitoli a essere stati oggetto di scontro politico e giuridico è quello legato alla partecipazione degli atleti russi e bielorussi. Dopo mesi di contenziosi legali e resistenze da parte di diverse federazioni sportive internazionali, è stata trovata una soluzione-compromesso: potranno competere solo come “atleti neutrali individuali”, senza bandiera né inno nazionale e nel rispetto di condizioni particolarmente rigide imposte dal Comitato Olimpico Internazionale. Una decisione che riflette l’equilibrio precario tra la volontà di salvaguardare lo spirito olimpico e il peso delle tensioni geopolitiche legate ai conflitti in corso.

Stati Uniti – A destare le maggiori preoccupazioni è la possibile presenza dell’ICE, l’agenzia federale statunitense per l’immigrazione, nell’apparato di sicurezza dei Giochi. L'invio in Italia degli agenti americani, recentemente al centro dell’attenzione internazionale in quanto responsabili della morte di otto persone nel 2026 tra cui Alex Pretti a Minneapolis, suscita non pochi dissensi, anche da parte di alcuni protagonisti del mondo politico. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha definito queste forze dell'ordine “una milizia che uccide”. Dopo giorni di dichiarazioni contrastanti, è stato chiarito che l’ICE sarà effettivamente in Italia durante le Olimpiadi invernali, ma non con un ruolo diretto nell’ambito della sicurezza, bensì a livello diplomatico, da ambasciate e consolati, con compiti di intelligence e prevenzione di eventuali minacce rivolte al contingente americano, sia sportivo sia politico.

Qatar – Il 27 gennaio direttamente dal Qatar sono atterrati all’aeroporto di Milano Malpensa un aereo cargo con oltre cento agenti della pubblica sicurezza del paese, venti suv mimetici e tre motoslitte. Il coinvolgimento di questi soggetti nasce da un incontro tra i ministri degli Interni di Italia e Qatar, Matteo Piantedosi e lo Sceicco Khalifa bin Hamad Al Thani, durante il quale è stato siglato un accordo di cooperazione in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, che prevede il contributo delle forze di sicurezza qatarine a supporto dell’ordine pubblico. L’intesa è stata conclusa sulla scia della positiva esperienza avviata durante i Mondiali FIFA 2022 a Doha. Anche in questo caso si tratta di una scelta non esente da polemiche, considerato il controverso bilancio del Qatar sul fronte dei diritti civili. Negli anni le sue forze di polizia sono state al centro di accuse di abusi e repressione, soprattutto ai danni dei gruppi LGBT+, trasformando la cooperazione in un tema politicamente sensibile nel contesto dei Giochi.

Israele – Anche Israele si inserisce nel complesso mosaico della sicurezza olimpica. Stando a quanto riportato dalla stampa (non solo genericamente, ma anche da parte di fonti autorevoli come la Repubblica), alcuni agenti del Mossad, uno dei principali servizi segreti esteri del Paese, sarebbero stati inviati in Italia a supporto del contingente sportivo israeliano, composto da nove atleti. La notizia ha dato origine a numerose incertezze, alimentate ancora di più dal fatto che né le ambasciate né i consolati israeliani hanno fornito dettagli ufficiali sul ruolo effettivo degli agenti di Tel Aviv nel contesto olimpico.

Iran – Nel frattempo è scoppiato il caso delle Pasdaran, le guardie della rivoluzione islamica, responsabili delle violenze, dei massacri e delle violazioni dei diritti umani in corso nel Paese. Per alcune ore aveva fatto il giro dei media la notizia della loro possibile presenza alle Olimpiadi, scatenando ulteriori tensioni, ma la vicenda è stata poi chiarita dall’ambasciata iraniana in Italia, che ha smentito ufficialmente qualsiasi coinvolgimento degli agenti iraniani nei Giochi.

In questo scenario, il rischio è che la dimensione sportiva venga oscurata da quella politica. Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 si presentano come uno degli eventi più sorvegliati degli ultimi anni, con un afflusso di polizie e apparati provenienti da decine di Paesi. Formalmente, la gestione dell’ordine pubblico resterà nelle mani delle autorità italiane, ma l’aggiunta di non poche forze internazionali rende evidente quanto i Giochi siano ormai inseparabili dalle dinamiche geopolitiche globali.

L’augurio migliore che possiamo farci per questa edizione è sperare che la fiamma olimpica accenda negli animi di tutti, politici compresi, i più alti valori dello sport: rispetto, cooperazione e lealtà.

di Alessia Folli

Foto e video tratti da @milanocortina2026

https://www.youtube.com/watch?v=JeyYo9ZqUS0

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