GIUSY ERCOLE ALLA RICERCA DELLA LIBERTA'
28 marzo 2017
di Carolina Polo
Giusy Ercole nasce a Monte di Procida, studia prima pittura, sartoria e poi scenografia con tesi in Costume per lo spettacolo (La Traviata) all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dipinge da sempre, ha lavorato sia per il teatro che per la televisione.
Giusy osservando le tue opere si nota che non ti collochi in nessuno stile: ci sono opere sperimentali, materiche e altre figurative, perché? <<Perché non cerco la "riconoscibilità" sono un'artista libera, all'inizio del secolo Marcel Duchamp disse: "come sarà l'arte del futuro, invisibile?" Noi artisti contemporanei non dovremmo limitare la nostra produzione artistica per essere "innovativi" e ad avere a tutti i costi la "riconoscibilità", perché ormai si è dipinto in tutti i modi e in tutte le forme, la ricerca per l'innovazione e la riconoscibilità ha un costo in denaro e un tempo, anche se un artista riesce ad emergere e ad avere una quotazione di mercato non è detto che manterrà il prezzo di mercato per tutta la vita. Molti ipotizzano che la pittura sia morta, ad esempio, da oltre un secolo alcuni artisti organizzano eventi con "opere invisibili" , tanto da definirsi innovativi, tutto ciò è anacronistico e falso, io penso che la pittura ancora appassioni e a me" va ancora di sporcarmi le mani di colore", soprattutto considero il dipinto non un complemento di arredo per riempire la parete dietro un divano, ma un racconto materializzato>>.
Progetti futuri? <<Mi piacerebbe esporre in estate a Monte di Procida>>.
Ci sono paesaggi pieni di colore, altre quasi monocromatiche come le fugure femminili, perché? <<Ogni dipinto è legato a una esperienza e uso la pittura per materializzare quell'evento>>.
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News » INTERVISTE | martedì 28 marzo 2017
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