"MI PRENDO E MI PORTO", UNA NUOVA DIMENSIONE SOCIALE E CULTURALE A ORANI

11 febbraio 2017

Foto di Annalisa Lande, testo di Paolo Brundu

Con questo articolo www.ilgiornaledelricordo.it ha deciso di dare spazio e voce ad una nuova realtà, molto importante ed interessante, presente ad Orani: quella dell'Associazione culturale “Mi Prendo E Mi Porto”, protagonista di numerosi eventi organizzati sia ad Orani che nei comuni limitrofi. L’Associazione mi ha gentilmente concesso un'intervista - nella persona di Valentina Loche - per consentire a tutti voi di conoscere più da vicino la sua storia e i diversi eventi da essa svolti, tra i quali, in modo particolare per il titolo originale e particolarmente significativo, quello svolto sabato scorso: “Mi prendo e mi porto... rispetto”.

- Perché il nome "Mi prendo E mi porto"? <<La scelta del nome "Mi Prendo E Mi porto", risponde all'obiettivo principale dell'associazione di voler rendere partecipi e protagonisti il maggior numero di persone, con l'intento di contribuire alla creazione di una collettività informata e solidale>>.

- Di che cosa si occupa l'associazione? <<Ci occupiamo di organizzare eventi su temi sociali e culturali, creare occasioni di incontro, confronto e di riflessione>>.

- Quando e da chi è stata fondata? <<Ufficialmente come associazione culturale “Mi prendo E Mi Porto” esistiamo dal 2015, ma in realtà il gruppo è stato creato nel 2012 grazie all'Amministrazione Comunale di Orani assieme alla quale abbiamo realizzato un evento sulla violenza di genere. L'organizzazione del suddetto evento "mi prendo e mi porto via" è stata talmente forte da spingere il gruppo ad unirsi e costituirsi come associazione, spinti dalla voglia di rendere partecipe la comunità nell'affrontare temi di rilevanza sociale e culturale>>.

- Di quante persone è composta l'associazione? <<Attualmente siamo 5 donne, ma siamo sempre alla ricerca di nuove adesioni>>.

- Quali sono i suoi obiettivi e valori? <<Libertà, rispetto, parità, indiscriminazione, la differenza come ricchezza, autodeterminazione. Cercare di coinvolgere la comunità in attività che trattano temi importanti e talvolta difficili da affrontare, cercare di smuovere le persone e i loro pensieri, cercare di fare qualcosa per apportare un cambiamento positivo, creare occasioni di riflessione attraverso eventi sempre diversi con un format non usuale. Un obiettivo molto importante è quello di agire sulle emozioni, creare impatto emotivo, creare empatia. Utilizziamo molto spesso le testimonianze dirette perché riteniamo che sia un modo molto forte per arrivare fino in fondo al cuore. Si tratta talvolta di eventi molto forti, ma riteniamo che per cambiare le cose sia necessario porre le persone di fronte alla realtà nuda e cruda e suscitare emozioni, anche negative quali tristezza e rabbia>>.

- È un'associazione che si riunisce spesso o solo occasionalmente? <<Non abbiamo una regola in questo senso. Ci riuniamo quando abbiamo la voglia e la giusta energia per incontrarci, confrontarci e creare qualcosa di nuovo. Nel momento in cui decidiamo di organizzare un evento la cadenza delle nostre riunione diventa settimanale per poi arrivare a vederci quasi ogni giorno in prossimità dell’evento>>.

- Quali eventi ha organizzato, e a quali ha partecipato?

  • Febbraio 2014 - Orani: "Mi prendo e mi porto via", percorso itinerante per le vie di Orani, evento di sensibilizzazione sulla violenza di genere;
  • 29 giugno 2014 - Orani-Alghero: "mi prendo e mi porto al pride", organizzazione pullman partecipanti alla manifestazione del Sardegna Pride svoltasi ad Alghero;
  • 25 ottobre 2014 - Orani, sede Su Bundhu: "mi prendo e mi porto, gnu nek ben", scambio culturale con la comunità senegalese di Nuoro;
  • 25 novembre 2014 - Orani, Su Ponte: installazione pubblica in occasione della giornata nazionale contro la violenza sulle donne;
  • 14 giugno 2015 - Orani: “mi prendo, mi porto, sono!”, percorso itinerante con lo scopo di sensibilizzare sui temi attuali della discriminazione sessuale. Evento inserito nel programma di QUEERESIMA 2015, 40 giorni di eventi per dire NO ALL’OMOFOBIA e che si è conclusa a Cagliari con la manifestazione Sardegna Pride;
  • 21 febbraio 2016 - Orani, Museo Nivola: “Figli diversi. Dialoghi tra figli omosessuali e genitori”. Presentazione del libro “Mamma, papà: vi devo dire una cosa” di Giovanni Dall’Orto con la presenza dell’autore, Agedo Sassari e Cagliari, Movimento Omosessuale Sardo e ARC Cagliari. Manifestazione inserita all’interno della rassegna teatrale “Pantheon Eventi 2016” organizzata dalla Compagnia teatrale I Barbariciridicoli.

 - Di che cosa si occupa questa nuova manifestazione "Mi prendo, mi porto... rispetto"? <<L’evento nasce da un progetto, promosso dall’Associazione, attuato all’interno delle scuole secondarie di primo grado di Orani, Sarule e Oniferi, in cui i ragazzi si sono confrontati sul tema del rispetto analizzando alcuni aspetti legati all’attualità vissuta nei nostri territori. L’entusiasmo e le risposte positive dei ragazzi sono state tali da convincerci che un evento similare sarebbe stato opportuno anche per l’intera comunità. Educare al rispetto della persona umana ed al senso di responsabilità sollecitando la costruzione di un’identità che porti a pensare e ad agire in un’ottica sociale di appartenenza e solidarietà. Ospite della serata: Rosa Maria Mele, una madre che con tanta forza e tanto coraggio decide di non giustificare suo figlio nel suo compiere azioni illecite>>.

Nel ringraziare l’Associazione culturale “Mi Prendo E Mi Porto” auspico che la sua azione possa essere una guida e un supporto, soprattutto, per le nuove generazioni e, altresì, un’occasione di rinascita di quei valori umani e civili che sempre più spesso sono dimenticati o totalmente abbandonati.

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News » INTERVISTE - Sede: Nazionale | sabato 11 febbraio 2017