Google, non concede il diritto all’oblio

08 ottobre 2026

«Siamo in disaccordo con la decisione del Tribunale di Milano e presenteremo appello», ha dichiarato un portavoce di Google. «Abbiamo investito significativamente in team di persone dedicate che esaminano meticolosamente ciascun caso per adempiere ai nostri obblighi di legge e bilanciare la privacy dei singoli con il diritto all'informazione della collettività. Il nostro processo di revisione è rigoroso, conforme alle normative ed equo. Difenderemo con fermezza il nostro operato nelle sedi giudiziarie competenti». 

Soddisfatti i promotori del ricorso: «La nostra è sempre stata prima di tutto una battaglia per l'effettività dei diritti fondamentali - ha sottolineato in una notaVincenzo Morabito, Presidente di Algopolio e primo ricorrente - Un diritto esiste realmente solo se una persona è messa nelle condizioni di esercitarlo. Il punto è intervenire su un meccanismo che incide concretamente sulla vita delle persone e sulla possibilità di difendere la propria reputazione e dignità. La decisione del Tribunale tocca proprio quel meccanismo: chi si rivolge a Google dovrà poter rappresentare pienamente il proprio caso, produrre la documentazione necessaria e comprendere le ragioni di un eventuale diniego».

Ad assistere i ricorrenti sono stati gli avvocati Barbara Randazzo e Ruggero Rudoni dello Studio legale Oralex e Silvia Cossu e Francesco Dagnino dello Studio Lexia). «Sul piano sostanziale - ha spiegato Randazzo -, il Tribunale rilegge la normativa europea alla luce della giurisprudenza della Corte di
giustizia dell'Ue, esigendo procedure individualizzate, non automatizzate, a tutela del diritto all'oblio». «Anche l'accertamento della giurisdizione italiana per una controversia di questo tipo - ha aggiunto Cossu - costituisce un rafforzamento delle tutele degli utenti». 

di Vittorio Esperia

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News » IMMAGINE E DIRITTO - Sede: Nazionale | giovedì 08 ottobre 2026