Essere occupati, nuovo simbolo del fallimento
10 maggio 2025
Una volta il successo si misurava con i soldi. O con la villa al mare. O al massimo con la quantità di diamanti sfoggiati a una cena.
Oggi?
Oggi il vero status symbol è dire: "Non ho tempo."

Viviamo nell'era in cui essere occupati è più importante che essere felici. In cui se hai una giornata libera ti senti in colpa. In cui se rispondi a un messaggio in meno di quattro ore, la gente pensa: "Ma che vita inutile avrà mai questo?"
Essere sopraffatti dagli impegni non è più un problema: è un vanto.
"Sto impazzendo, sono incasinatissimo!" detto con il sorriso sulle labbra. "Non riesco neanche a trovare il tempo per mangiare!" — detto come se fosse il nuovo personal best alle Olimpiadi dell'auto-sabotaggio.

Gli aggettivi più gettonati nel lessico moderno? "Stressato", "oberato", "in burnout". Una volta dire "sono esausto" significava che avevi bisogno di riposo. Oggi significa che stai vincendo.
Le app di produttività proliferano come funghi. Tutti fanno to-do list, bullet journal, time blocking. Tutti si svegliano alle cinque di mattina "perché se Jeff Bezos lo fa, allora funziona". Nessuno si chiede come mai Jeff Bezos abbia bisogno di svegliarsi all’alba se è così ricco. Forse è insonnia? Forse è ansia? Ma meglio non rovinare la motivazione con domande scomode.

E nel tempo libero?
Si fa finta di avere tempo libero.
C’è il “mindful running”, il “yoga dinamico”, il “brunch networking”.
Mai semplicemente: oziare. Guardare il soffitto. Respirare. Figurarsi. Sarebbe come dire in pubblico: "Ho perso la partita della vita."
Il paradosso più grande? Tutti corrono, faticano, si consumano per... cosa, esattamente?
Per postare una storia su Instagram con scritto "Busy life, blessed life" e ricevere quei 37 like che daranno un senso al sacrificio.
Nessuno sa più se sta lavorando per vivere o vivendo per lavorare. Ma chi se ne importa? Basta sembrare sempre di corsa.
E se poi ti schianti?
Almeno avrai potuto dire che avevi un’agenda piena.
di Giorgia Pellegrini
Foto libere da copyright
Video https://youtu.be/y4llasNBWwk?si=WR0G2ApuOm4hiHuV
© RIPRODUZIONE RISERVATA copyright www.ilgiornaledelricordo.it
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