Montesano, Decima Mas e ignoranza storica19/11/2022

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Montesano, Decima Mas e ignoranza storica19/11/2022

di Giovanni Curatola

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Che un personaggio pubblico, peggio se attore di una certa celebrità, si permetta di indossare dietro le quinte una maglietta della Decima Mas è inconcepibile, scandaloso. E il fatto che tale evento abbia per un attimo soppiantato o preceduto sui social argomenti come le tasse, la guerra in Ucraina e le manovre del nuovo governo Meloni ci testimonia come quella maglietta e il suo indossatore siano un vero, terribile pericolo per la democrazia. Non è dato sapere se l’evento abbia provocato, com’era lecito attendersi, panico per le strade, fila di gente prima ai bancomat per prelevare i propri risparmi e poi prendere d’assalto stazioni, autostrade ed aeroporti per fuggire prima possibile dal proprio paese in pericolo. Quella che rimane assodata in questa vicenda, però, è l’ennesima conferma di una colossale ignoranza della storia del nostro paese. Almeno da parte di chi giudica e addita senza conoscere La Decima Mas è stata l’unità migliore della storia della Marina italiana, la più audace per coraggio dei suoi uomini e la più innovativa per tecniche sperimentate, e il fatto che le sue imprese siano “ricadute” sotto il "deprecabile" regime di Mussolini nulla toglie al loro valore, sempre interamente ed incondizionatamente riconosciuto ed ammirato dai nemici che l’avevano subìto. Le imprese della Decima si studiano ancor oggi nei testi militari delle nazioni più progredite e farebbero inorgoglire qualunque paese perché un palmarès di 167 medaglie (di cui 31 d’oro) e 30 croci al valor militare non può vantarlo, in Italia, nessun altro reparto in armi, né di ieri né tantomeno di oggi.

Quando si è in guerra, il soldato (marò, in questo caso) è tenuto a combattere e basta, e la Decima l’ha fatto al massimo delle sue possibilità, forzando silenziosamente porti nemici e affondandone corazzate e altro naviglio pesante dopo aver portato i propri uomini sin sotto gli scafi per attaccarvi le bombe. Roba mai vista prima, così come gente disposta a tanto. Lo fecero non per un regime, ma per l’Italia. Se a capo del governo anziché Mussolini ci fosse stato Giolitti, Berlusconi, Draghi o un altro ancora, nulla sarebbe per loro cambiato. Quando, dopo l’8 settembre, i tedeschi fecero razzia dei militari italiani abbandonati da re e governo italiano fuggiaschi, la Decima rimase compatta e si oppose in armi ai tentativi tedeschi di disarmo. Fossero partiti dei colpi, dall’una o dall’altra parte, i marò sarebbero paradossalmente passati alla storia come primi martiri della “Resistenza”, le prime vittime del nazismo. Non si arrivò a tanto perché il prestigio della Decima era così alto che la Germania preferì stipulare un patto militare con loro: un accordo fra uno Stato e un singolo reparto militare: altra cosa apparentemente assurda e senza precedente alcuno.

Durante i mesi della Repubblica Sociale la Decima operò si a fianco dei tedeschi, ma sempre come formazione autonoma e soprattutto apolitica. Il comandante Borghese fu addirittura per un periodo arrestato da Mussolini, e la Decima, a differenza delle altre formazioni fasciste (Guardia Nazionale Repubblicana, Brigate Nere, Legione Muti, Ausiliarie, ecc.) non seguì il capo del fascismo a Como il 25 aprile ma preferì restare a Milano, offrendosi addirittura agli (ancora inconsistenti) partigiani come mantenitori dell’ordine pubblico in attesa dell’arrivo degli Alleati. Ma questo, chi grida oggi allo scandalo per la maglietta di Montesano, neppure lo sa. Così come non sa che, sempre dopo l’8 settembre, la parte della Decima rimasta al Sud partecipò ad azioni militari a fianco Alleati contro la Repubblica Sociale e i tedeschi occupanti il Centro-Nord della Penisola. I contatti fra marò dell’Italia “liberata” e quelli della RSI clandestinamente continuarono, proprio evitare battaglie e uccisioni fratricide. Sarebbe bastato a Montesano dichiararsi ammiratore di “quella” parte della Decima per non subire l’ostracismo mediatico e l’espulsione dalla tv, ma chi grida allo scandalo, della Decima, che associa in blocco al nazifascismo, evidentemente nulla conosce. Walter Chiari, Ugo Pratt, Gorni Kramer hanno addirittura militato nella Decima, ma nella loro luminosa carriera del dopoguerra non risulta siano stati additati come lo è stato Montesano adesso, e per una semplice maglietta. Che gli anni '60, '70 e '80 sono stati più indulgenti del decennio attuale? O meno ignoranti? Neppure del motto della Decima, riportato nella maglietta incriminata, se ne deve sapere molto al giorno d'oggi. Quel “Memento Audere Semper” è di D’Annunzio, non di Mussolini o di qualche papavero del deprecato regime, e risale addirittura alla I° Guerra Mondiale. Sarebbe semmai più opportuno rimuovere la poesia sul pane (quanti sanno essere stata scritta proprio da Mussolini) che oggi si trova in tanti panifici, piuttosto che indignarsi per uno slancio di patriottico coraggio italico lanciato da D’Annunzio in un momento in cui il fascismo manco si sapeva se sarebbe nato e cosa sarebbe diventato… Andiamo avanti con la rimozione delle testimonianze residue del passato regime, allora? Ma si, dai... Senza indugio, con fermezza e soprattutto presto, prima che all'apparire di un'altra magliettina o di un saluto romano la democrazia torni serio in pericolo e la gente terrorizzata espatri veramente all’estero. Avanti, chi si ferma è perduto, come diceva un tale (era sempre Mussolini, ma questo meglio non dirlo in giro...).

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