Adriano Borelli, maestro anti age
20 marzo 2026
Parlare di Adriano Borelli significa immergersi nelle radici profonde della cultura del fitness in Italia, lui è stato, ed è tuttora, un punto di riferimento dell’intero settore: ha saputo anticipare i tempi e con visione e determinazione, ha stabilito le fondamenta scientifiche dell'allenamento moderno, portando nelle palestre una metodologia e un’etica professionale che hanno fatto scuola. Per questo il suo nome risuona come un’istituzione: senza di lui, il panorama del fitness italiano oggi parlerebbe un’altra lingua.
Già bodybuilder titolato negli anni '70, Borelli ha sviluppato una percezione critica del suo ambiente, riconoscendo la totale assenza di rigore scientifico e la superficialità editoriale che dominavano le pratiche di allenamento dell'epoca. Ebbe l’intuizione, allora rivoluzionaria, che il fitness non potesse basarsi soltanto sull’esperienza pratica, ma dovesse fondarsi su principi scientifici, metodologie strutturate e competenze verificabili. Per questo, si dedicò all'acquisizione di un sapere specialistico avanzato, in particolare negli Stati Uniti, e fu lui l'artefice della traduzione e distribuzione in Italia di testi fondamentali di fisiologia e biomeccanica applicata (tra cui le opere di Frederick Hatfield, il 'Dr. Squat').
Con la mission di elevare lo standard professionale dell’emergente figura del Personal Fitness Trainer, nel 1997 fonda una tra le prime Scuole d'Italia di alta formazione, che ne certificasse le competenze attraverso un percorso di studi scientificamente rigoroso: ISSA Europe, di cui Adriano Borelli è presidente, è tra i più titolati enti di certificazione internazionale, con oltre 30.000 personal trainer ad oggi certificati.
Parlare con Adriano Borelli è un’esperienza intensa e di grande valore, capace di offrire una prospettiva diretta e privilegiata su decenni di trasformazioni nel mondo del fitness, ma anche di restituire la profondità di un percorso personale e professionale fuori dal comune. Lo incontro nel suo regno, lo Sporting Club Leonardo da Vinci a Milano, in via Natale Battaglia 6 (https://www.sportingclubleonardo.it/) una delle prime palestre aperte in Italia - nel 1963 - inizialmente in un piccolo spazio già forse troppo stretto per l’energia e la determinazione del giovane Borelli. Ora, nella realtà lombarda, lo Sporting Club Leonardo da Vinci si impone come una delle palestre più strutturate e complete, con una superficie complessiva di circa 3.500 metri quadrati: un autentico “tempio del fitness”, pensato per rispondere alle esigenze di un pubblico eterogeneo, dove l’ampiezza degli ambienti e la varietà delle aree dedicate all’allenamento creano un’esperienza immersiva e altamente professionale, e dove l’attività fisica non è solo performance, ma anche cura del corpo, continuità e stile di vita.
L’approccio di Adriano Borelli è quello di chi considera questo luogo una vera estensione della propria vita. Mi accoglie con entusiasmo e uno stile assolutamente inimitabile, e il nostro dialogo si trasforma rapidamente in qualcosa che va oltre l’intervista, per intensità e profondità dei contenuti: ripercorre con lucidità e partecipazione emotiva le tappe dei suoi inizi, dagli anni pionieristici in cui il concetto stesso di palestra era ancora lontano dall’attuale, fino a quella fase di trasformazione profonda che ha interessato, grazie a lui, il mondo del fitness nazionale. Il suo racconto si muove tra memoria personale e evoluzione del settore, restituendo l’immagine di un percorso fatto di determinazione, visione e continuità. Nel corso del nostro incontro, Borelli non si sofferma mai su aspetti autocelebrativi, con la discrezione di chi appartiene a una generazione che ha costruito più che raccontato, una scelta di misura e di semplicità che riflette il suo carattere schietto. Ma è un dato di fatto che Adriano Borelli sia una presenza centrale e autorevole nel campo dell’allenamento, dell’attività e del benessere fisico; un protagonista che ha vissuto dall’interno le evoluzioni più significative. La sua storia è la testimonianza di come una singola visione, supportata da una dedizione costante alla scienza, abbia potuto far evolvere radicalmente un intero settore.
News » INTERVISTE | venerdì 20 marzo 2026
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