OMBRE CANNIBALI SULLA TRAGEDIA DI GENOVA

15 agosto 2018

Foto di Carolina Polo

Testo di Marcello Vitale

Lo spunto, l'imput me lo da il ponte Morandi, il fatto tremendo di Genova, non doveva succedere, avrebbe potuto e dovuto essere evitata la carneficina di tante povere anime innocenti, chi andava in villeggiatura, chi ritornava a lavoro, chi. Si accerteranno colpe, responsabilità a iosa, che paghino duramente!, ma parlarne ora è riduttivo, parlare di calcoli di tenuta del cemento armato, di problemi idrogeologici, di fiumi imbracati, sepolti, di ignobili arricchimenti sulla pelle della gente, è riduttivo parlarne ora a botta calda, si rischia la burocrazia, e già ce n'è tanta, che commemora per mestiere, che fa propaganda, intanto è morto un bambino, forse altri, che me li stringo tutti al cuore come fossero miei figli, anzi sono figli, figli nostri di tanti italiani probi, onesti che ci sono, che vogliono risorgere, ritrovare il bel paese che è diventato brutto, penoso, dislocato per i ricchi pochi, miliardari che ci speculano. Basta con le ricette salvifiche che non salvano nessuno, ricette cartastraccia che truffano, ingannano, sono improbabili, ignoranti, che ci mettono l'uno contro l'altro in un tiro alla fune, chi tira più forte vince, e intanto la corda si spezza, si è spezzata e siamo rimasti col culo per terra. Dai, riprendiamoci il paese, correttamente, legalmente, emarginando i cannibali, gli avvoltoi e pure qualche intellettuale chic che gioca al bel tenebroso, a stare nell'ombra. Ma le ombre sono altre purtroppo, le ombre sono i morti di Genova!

 

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