Charles Baudelaire, poeta della poesia moderna

12 gennaio 2026

Charles Pierre Baudelaire nacque il 9 aprile 1821 a Parigi. Orfano di padre a sei anni, soffrì il secondo matrimonio della madre con il rigido generale Aupick. Ribelle e bohémien, studiò legge ma preferì la vita letteraria, accumulando debiti e frequentando artisti.

Nel 1857 pubblicò Les Fleurs du Mal (I fiori del male), raccolta poetica rivoluzionaria che esplora bellezza, spleen, erotismo, morte e il “male” urbano. Poesie come “Albatros”, “Au lecteur” o “L’Invitation au voyage” fondono classico e moderno, elevando il brutto a sublime. L’opera scandalizzò: Baudelaire fu processato per oltraggio alla morale pubblica, multato e costretto a censurare sei poesie.

Critico d’arte visionario, difese Delacroix e introdusse Wagner in Francia. Nel saggio Le Peintre de la vie moderne (1863) definì la modernità come “il transitorio, il fuggitivo, il contingente”. Tradusse magistralmente Edgar Allan Poe, che considerava un’anima gemella. La vita fu segnata da eccessi: oppio, hashish, sifilide, debiti. Paralizzato da un ictus nel 1866, morì il 31 agosto 1867 a Parigi, a 46 anni, in povertà.

Charles Baudelaire è il padre della poesia moderna: influenzò Rimbaud, Verlaine, Mallarmé e i simbolisti. La sua visione del poeta come “albatros” – maestoso in volo, goffo tra la folla – riassume il suo genio tormentato. “Il faut épater le bourgeois”: scandalizzare il borghese resta il suo lascito eterno.

di Vittorio Esperia

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Tratto da https://youtu.be/YjnF0j-Ko78?si=XOkYBomdO0aQDqem

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