Zia Adele, la memoria di Scaletta1928-2018

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Zia Adele, la memoria di Scaletta1928-2018

di Giovanni Curatola

Genuinità e praticità. Erano le due caratteristiche di Adele (zia di mia madre, deceduta qualche mese fa all’età di 90 anni) e di quel tratto di costa a una dozzina di km sotto Messina a cui risalgono la maggior parte delle vacanze estive della mia primissima infanzia. Scaletta (o meglio, Scaletta Marina, per differenziarla da Scaletta Superiore, arroccata su un monte 2 km più sù) è infatti uno di quei tipici paesini costieri stretti e lunghi perché composti da abitazioni che insistono lungo i due lati della strada statale: uno lato mare, l’altro lato monte. Nel caso di Scaletta, trattasi dalla statale ionica 114 Messina-Catania, che nel tratto dei 2 km in cui attraversa il paese prende il nome di via Roma. E la linea di abitazioni lato mare, dove aveva casa Adele, è separata dalla spiaggia dalla ferrovia, che corre parallela alla costa a cui vi si scende da sottopassi in muratura ad arcate poste più o meno a un centinaio di metri l’uno dall’altro. A Scaletta risale sia il primo viaggio in assoluto della mia vita (estate 1973, a 1 anno), sia il primo di cui conservo qualche sprazzo di ricordo (estate 1976, a 4 anni). A quell’epoca casa di Adele era all’inizio del paese, sempre lato mare, di fronte alla vecchia chiesa della Madonna delle Lettere. Lì fino agli anni ‘80 confinavano i comuni di Scaletta e Messina (oggi il confine è spostato mezzo km più su verso Messina, a capo Scaletta) e lì fu scattata nel 1943 in piena guerra una celebre foto che ritrae gli Alleati avanzare con le jeep verso Messina, col cartello della città ben visibile). Tornando a me, fu in quella vacanza del 1976, tra le fredde acque dello Stretto (si vedeva la Calabria di fronte), che imparai a nuotare. Di quella vacanza ricordo il sibilo dei treni (erano ancora le “Littorine” marroni di epoca fascista) che sentivamo passare quasi ogni ora e che vedevamo dalla spiaggia o dalla finestra di casa. Poi ancora la fontanella in cima alla scaletta dove, tornati dal mare, mia madre mi lavava prima di entrare in casa; le passeggiate alla stazione, un km più avanti, e le granite di limone del suo bar; i bagni nel tinello della terrazza che mi facevano mia madre o la stessa Adele; i giochi e le chiacchiere coi 3 figli di Adele, più grandi di me; le 2 istituzioni alimentari tipiche di quelle zone: la gazzosa e la pignolata; infine, quell’inflessione del dialetto messinese che, al contrario di quella catanese, mi è sempre suonata gradevole, simpatica, familiare. Anche quando, crescendo, ci tornerò senza i miei genitori (a proposito: il mio primo viaggio in treno da solo fu un Palermo-Messina dell’estate 1985, a 13 anni, proprio per andare a Scaletta), Adele era sempre lì, con le sue battute, i suoi aneddoti, i suoi ricordi, la sua compagnia interessante e mai tediosa, finanche la sua complicità (mi permetteva di prendere il salame, la gazzosa e altre cose che mia madre mi proibiva o mi limitava). Ecco perché immaginare oggi Scaletta senza Adele è quasi innaturale, una forzatura che alla mente riesce difficile, se non impossibile, concepire. Buona ma al contempo scaltra, era una di quelle donne all’antica assai pratiche, che si sbracciava di continuo, che non si perdevano mai in fronzoli e che ti parlavano sempre chiaro in faccia. Non ci ha difatti messo molto a legare con mia moglie le volte in cui siamo andati a trovarla insieme, ed ho fatto in tempo a farle conoscere qualche anno fa il mio primogenito Andrea, che si coccolava come fosse nipote suo. Con lei se ne va una grossa fetta della mia prima infanzia. Perché se poi, crescendo, sono stati i parenti milanesi e l’area Milano- Como ad avere la mia precedenza e la mia preferenza assolute, i primi flash di memoria vacanziera sono a Scaletta. Dove il destino prima o poi mi farà tornare ancora. Magari solo di passaggio o per una “babbarìa”(stupidaggine) come dicono a Messina: tipo fare benzina o prendere frettolosamente una gazzosa. Che però già so non avrà più lo stesso sapore di quelle che bevevo con Adele, mentre sentivamo fischiare una “Littorina” che passava…

 

Adele Di Blasi, Scaletta Marina 1928 - Scaletta Marina 2018

 

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