ROTTE LIBERE: PIÚ RISPARMIO, MENO INQUINAMENTO

16 gennaio 2017

Testo di Carolina Polo

Foto di Giuliano Rigolin

L'8 dicembre 2016 è stata una giornata storica per l'Italia e il mondo dell'aeronautica: si è passati dalle aerovie obbligatorie alle rotte libere. È stato l'ENAV, Ente Nazionale per l'Assistenza al Volo, che opera con servizi per la navigazione aerea civile nello spazio aereo di competenza nazionale italiana, ha dichiarare che la proposta di concedere la libera percorrenza in volo per le compagnie aeree è stata finalmente concessa. Il limite minimo per la libera percorrenza è stato fissato entro gli 11.000 metri di altitudine, per garantire sicurezza e rispetto degli agenti atmosferici che possono influenzare le tratte. Prima di questo rivoluzionario cambiamento, le linee aeree non seguivano rotte rettilinee, ma molto segmentate, frazionate in base ad esigenze del singolo Stato, facendo in questo modo non solo durare di più i voli, ma consumando anche più carburante. In questo settore l'Italia si aggiudica il ruolo di pioniera, dando l'esempio agli altri Stati che vorranno seguire l'esempio della "Free Route". Le vecchie rotte obbligatorie su territorio italiano verranno completamente eliminate per dare spazio alla pianificazione senza vincoli (salvo mantenimento della quota) da parte delle compagnie aeree anche se il percorso non prevede scalo in Italia. Questa manovra innovativa e lungimirante permetterà il risparmio di ben 140 mila euro per tutte le compagnie che adotteranno la nuova delibera. Per i più di 3.500 voli che ogni anno attraversano i cieli italiani, verranno garantiti 17,5 km in meno rispetto agli standard delle rotte tradizionali; può sembrare poco significativo, ma se sommato al totale dei voli in un giorno (ben 61.250 km) o in un mese, di ogni singola compagnia, si ottengono risultati sorprendenti sia in termini di risparmio monetario sia, e soprattutto, di maggiore economia nelle emissioni di agenti inquinanti. Si traduce perciò in una riduzione di carburante che varierà da circa 55 kg. per un Airbus 300 a circa 300 kg. per un Airbus 380. Con l'adozione di queste nuove politiche l'Italia è il primo Paese a rispettare la nuova regolamentazione europea del "Single European Sky" che obbliga, dal 1 gennaio 2022 ad attuare nuove regole per il raggiungimento di standard migliori per il rispetto dell'ambiente. Finalmente vediamo l'attuazione di una pratica simbolo della volontà di ridurre gli agenti inquinanti emessi in atmosfera, che sono stati causa, già a partire dalla rivoluzione industriale delle terribili condizioni in cui si trova oggi il nostro Pianeta, capace di rigenerarsi infatti, la Terra non potrà garantire però, la vita dell'uomo e degli altri abitanti. É forse arrivato il momento di agire veramente per salvaguardare e salvaguardarsi.

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News » RICERCHE E STUDI - Sede: Nazionale | lunedì 16 gennaio 2017