FABIO STRINATI, TRA POESIA E LIBRI

22 ottobre 2017

UN RICORDO

Ho acceso su questa chiatta, un ricordo nato
per frugare.

Ho mentito al tempo, assaporato l’anima
che vive una somma di vite;
compreso come il nulla sia un canestro
di moltitudini vicine e lontane.

Ho spalancato al mio pensiero in brandelli,
un cerchio irregolare. Un istante,
vissuto poco o nulla e una frase irretita
Finita nel suo foglio tra le pieghe...

L’unico ricordo, è rannicchiato in un angolo
pieno di ombre livide;
un tempo consumato, disciolto in un dolore
di un attimo dimenticato.

  

Intervista di Roberto Dall’Acqua

- Fabio come hai iniziato la tua carriera di scrittore?

<<Io penso di essere sempre stato uno scrittore, ma tutto è iniziato quando ho capito di esserlo veramente. Ho trovato il coraggio di esternare le mie emozioni, di dire al mondo chi sono e cosa voglio, ma soprattutto, cosa non voglio! Uso la penna incaricando la mia anima di usarla al meglio, senza sbavature, scolorimenti...perchè credo che l’onestà più che essere una qualità umana sia in realtà un dovere da perseguire. Lo scrittore deve essere onesto anche quando non è sincero; i libri sono come le fotografie, mentre gli scrittori sono pagine di vita con lo sguardo sempre rivolto al futuro>>.

- Quanto ti arricchisce - professionalmente e umanamente - scrivere?

<<Credo che la scrittura sia come un enorme pozzo da cui attingere quotidianamente dell’acqua miracolosa. Mi arricchisce molto, proprio perchè mi piace scavare in profondità, andare olre le reali percezioni e capacità che la scrittura possiede e questo, mi permette di vedere sia cosa c’è dentro una parola o una frase, ma soprattutto cosa c’è dietro>>.


- Se dovessi presentarti a chi non ti conosce cosa diresti di te?

<<Con tutta sincerità mi conosco molto poco per poter dire agli altri chi sono veramente, ma di un paio di cose ne sono sicurissimo, perciò direi: lettore instancabile delle persone, e indefesso ascoltatore della vita, sempre sintonizzato più sui rumori che sui suoni>>.

- Parla dei tuoi libri? Quando scrivi sono più le emozioni che hai tu o quelle che dai a
chi ti legge?


<<Io sono una persona che si emoziona facilmente, quindi, ogni volta che porto a compimento un pensiero, una frase, o più semplicemente un abbozzo di poesia, sento come una vibrazione che ha origine all’interno del midollo. Mi piace caricarmi di energia per poi buttarla fuori in maniera del tutto nuova e condividerla con il mondo esterno; scrivo perchè voglio comunicare con tutto ciò che mi circonda e per farlo, devo emozionarmi in prima persona>>.

- Quanto è complicato e faticoso essere scrittore oggi nel terzo millennio e nella società dei social media?

<<Niente è complicato quando si hanno la passione e la buona volontà. Il mondo va guardato con gli occhi dell’interiorità: sapersi ascoltare, sapersi vedere dentro, costituiscono le basi per poter vivere la propria identità con estrema naturalezza che poi, non è altro che la chiave per mostrarsi alla vita per come siamo veramente>>.

 

- www.ilgiornaledelricordo.it si occupa di memorie, di storia. Qual'è un bel ricordo (anche non professionale) di Fabio?

<<La prima volta che mi sono innamorato. Una sensazione strana, una sbornia di pura follia!>>

- Che importanza ha per te il ricordo storico? Ricordare alle nuove generazioni avvenimenti, episodio e persone che - magari vissute in tempi lontani - hanno rappresentato una traccia per il futuro?

<<Il passato è determinante e non può e non deve essere un posto sconfinato, relegato solamente alle stanze della memoria. Il passato va studiato ogni giorno; bisogna capire che solamente quando l’occhio è veramente attento sugli avvenimenti passati il presente, potrà essere un luogo saggio e culturalmente profondo>>.

- Progetti, appunto, per il futuro di Fabio Strinati?

<<Progetti per il futuro, fortunatamente tanti. Usciranno a breve due miei libri, uno di aforismi, con copertina originale e postfazione del pittore Mauro Mazziero e preazione di Michele Zanarella. Poi, un libro di poesia scritto a quattro mani sempre con la poetessa Michela Zanarella, dal titolo, “ L’esigenza del silenzio “ . Adoro il futuro, lo trovo un luogo adatto dove poter vivere la mia anima senza freni nè catene>>.

© RIPRODUZIONE RISERVATA copyright www.ilgiornaledelricordo.it

News » Il racconto della Domenica - Sede: Nazionale | domenica 22 ottobre 2017