Quando il tacco batte il mondo tace, Miranda is back

23 novembre 2025

Dicono che le scarpe raccontino sempre qualcosa di noi.
Ma quando, una mattina di novembre, il mondo intero si è svegliato con un paio di pumps rosso Valentino che ticchettavano prepotenti sui corridoi di Runway, abbiamo capito che non erano solo scarpe… erano un messaggio. Un ritorno. Un avvertimento.
Come se Miranda Priestly, con quel passo chirurgico e quel rosso proibito, ci avesse sussurrato: «Siete pronte? Perché io sì.»

In cinquantadue secondi di trailer, internet ha perso il controllo, le fashion victim hanno perso il fiato e il resto di noi… ha perso ogni residuo di normalità. Perché Il diavolo veste Prada 2 non è solo un sequel: è l’arrivo di un vecchio amore che pensavamo di aver superato, ma che invece ci fa ancora tremare le ginocchia.

Miranda Priestly  and Andie Sachs  in 20th Century Studios' THE DEVIL WEARS PRADA 2. Photo by Macall Polay. © 2025 20th...

C’era un solo modo per annunciare il ritorno più atteso del decennio: un primo piano sulle scarpe di Miranda Priestly. Niente visi, niente dialoghi. Solo quel passo deciso, calibrato, glaciale, che avevamo dimenticato quanto potesse farci venire voglia di raddrizzare la schiena e chiedere immediatamente un caffè… “bollente”.

Il trailer de Il diavolo veste Prada 2, in uscita nelle sale il 29 aprile 2026, è una piccola opera d’arte di tensione, nostalgia e moda. Una camminata che scuote i ricordi del 2006, ma li aggiorna con uno stile ancora più tagliente. E, soprattutto, con quelle scarpe.

Le decolleté rosse, tempestata di borchie, non sono un vezzo casuale: sono un pezzo di storia della moda.
Firmate Valentino Garavani, modello Rockstud, figlie di un’era creativa iconica di Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, apparse in passerella in versione nera nella sfilata Autunno-Inverno 2023 Black Tie.
Una scelta che racconta tutto: lusso affilato, potere, ironia. Miranda non indossa le scarpe: le comanda.

Rockstud di Valentino Garavani

E mentre lei attraversa i corridoi della redazione come una generalessa del glamour, l’inquadratura si allarga. Top nero, gonna in pied-de-coque, cintura rossa. Un look che grida controllo, disciplina, desiderio di essere guardata senza chiedere mai il permesso.

Poi, ecco l’ascensore.
E la frase che nessuno aveva osato sperare di risentire:

«Meglio tardi che mai.»

Andy Sachs, alias Anne Hathaway, entra in scena come una folata di vento che sa di passato e rinascita. Gilet gessato, perle al collo, quell’eleganza che ha imparato a maneggiare negli anni ma che ora sembra cucita addosso come una seconda pelle.
Sul fondo, Vogue di Madonna: la stessa colonna sonora del primo capitolo, un richiamo emotivo accurato come una puntura di spillo.

Il risultato?
Un trailer che dura meno di un respiro ma che ha già fatto partire un countdown globale, tra speculazioni, analisi dell’outfit frame per frame e tentativi disperati di comprare quelle Valentino (esaurite ovunque, neanche a dirlo).

Se questo è solo un assaggio, il film promette un ritorno in grande stile. Uno di quei ritorni che non si limitano a bussare: sfondano la porta con un tacco 10.

Mentre guardavo quel trailer per la quindicesima volta, mi sono chiesta se nella vita ci fosse un modo elegante per chiudere capitoli mai davvero chiusi. Forse sì: rimettersi un paio di scarpe indimenticabili, rialzare il mento… e premere il tasto dell’ascensore.

Perché in fondo, nel mondo della moda e in quello reale, esiste una sola grande verità: i diavoli tornano sempre. E quando lo fanno, vestono ancora meglio.

di Giorgia Pellegrini

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