Colonna Vilasi, "Taccuino di mare e di brezza"
22 marzo 2026
"Taccuino di mare e di brezza" - un titolo che suggerisce in sè la struttura dell’opera: una raccolta di annotazioni intime, di impressioni raccolte lungo il cammino personale dell’autrice - Antonella Colonna Vilasi - durante il suo periodo di studi in Sicilia, un cammino verso una dimensione di osservazione e di ascolto.
Questa silloge poetica nasce dal profondo amore per il mare e l’ambiente marino siciliano, due elementi indissolubili, che sono espressione della storia, della natura e delle tradizioni dell’isola.
Quali sono le emozioni che vengono a galla?
“Sullo sfondo della Sicilia, descritta in tutta la sua bellezza, il lettore è trasportato in un viaggio intimo nelle coste assolate e nel paesaggio di un’isola ricca di memoria e di bellezza”, spiega l’autrice. “Ogni poesia è dedicata ad un paesaggio marino, ed è allo stesso tempo un ode allo spirito siciliano, che trasporta con se antiche leggende”.
Un vero e proprio viaggio sensoriale, un percorso poetico che rispecchia un viaggio tra natura, interiorità e intimità, perchè il mare non funge solo da scenario, ma è una presenza viva, lo specchio dell’anima: una voce che, attraverso il linguaggio delle onde e dei venti, tenta di comunicare con noi.
“Le poesie nascono dal dialogo tra uomo e acqua, con la salinità di un universo immenso, tra tempo e memoria”.
Il lettore, dunque, è invitato a rallentare, a fermarsi ad ascoltare i propri silenzi riflessi nel mare: perdersi nella sua vastità per ritrovarsi un po’ più vicino a sè.
L’orizzonte della libertà, dell’infinito e del movimento, si unisce alla brezza, che evoca una dimensione più sottile, ovvero quella della memoria, delle sensazioni e dei pensieri che attraversano la mente.
Ma è possibile una tale introspezione, quando non ci troviamo di fronte ad un paesaggio evocativo?
“È necessario mantenere viva l’unione con la nostra dimensione intimista, cercando di tirare fuori brevi momenti di consapevolezza che trasformano le esperienze quotidiane in immagine poetica. Riuscire a trovare una dimensione in cui la poesia è un luogo di attesa e di bellezza”.
Il paesaggio marino, quindi, diventa uno specchio figurato nel quale il lettore può riflettersi per trovare un luogo di meditazione, anche quando l’acqua gli è lontana e la brezza marina non riesce a raggiungerlo.
La raccolta, infatti, non è solo per i siciliani: l’isola è un tramite, e attraverso la sua storia tutti sono chiamati ad arrivare ad una conoscenza più profonda di sè, ascoltando i propri silenzi, accettando l’invito a partecipare a questo viaggio salmastro e luminoso, in cui ogni elemento della natura ci porta un passo più vicini alla consapevolezza di noi stessi.
di Giulia Gadaleta
Foto e video liberi da copyright
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