LA “GIOCONDA” DI JACO - LACRIME DISCIOLTE NELLA BUONANOTTE
17 ottobre 2024
Jaco, al secolo Jacopo Marai, ventisettenne ricco di talenti si si mette in gioco con la prima uscita in lingua italiana. “Gioconda” (Engine Records / Just Entertainment) è un piccolo capolavoro di introspezione. Un cesello di un orafo preciso e puntuale che scolpisce una canzone sui sentimenti e sulle relazioni, a volte complesse, tra uomo e donna.
-Jaco perché questo brano? Da dove nasce il tuo amore per la “Gioconda”?
<<Un brano che esplora l’amore in tutta la sua bellezza e fragilità, ispirato dall'ambiguità del sorriso della Gioconda, simboleggiando felicità o malinconia. Questa dualità si riflette nella produzione musicale, che, sotto la sua freschezza, nasconde una grande profondità>>.
La cover, concepita come un quadro pop, lo ritrae alludendo in maniera apparentemente divertita, a questa doppia natura dell’essere umano: da una parte un giovane, con le proprie fragilità, innamorato della vita e dei suoi chiaroscuri e, dall’altro, profondamente sensibile e schivo. Il precedente brano "Baby" è stato apprezzato dagli ascoltatori che su Spotify gli ha regalato quasi 60.000 apprezzamenti.
-Questo brano mette a nudo i rapporti con l’”altra metà del cielo”. Che sentimento nutri per le donne?<<Gioconda, racconta una storia d'amore complessa, un vero e proprio via vai emotivo - continua l’artista - “non mi guarda, ma poi torna da me”. È una relazione che, pur portando sofferenza e mettendo in luce le nostre fragilità, offre anche un senso di casa e felicità:“segni di lacrime disciolte, sei la mia buonanotte”. Questo brano è anche un invito a riflettere su ciò che si cela dietro le maschere che indossiamo nella vita di tutti i giorni (“maschere strette in cui non mi conoscerai”), sottolineando che le emozioni che mostriamo spesso nascondono storie più profonde:“sono felice come la Gioconda”>>.
-Da dove nasce, Jaco, il tuo amore per la Music?<<Mi innamorai della musica da piccolo, grazie a mia mamma, che per provare a farmi smettermi di piangere, un giorno mi portò a una lezione di pianoforte. Da quel momento, quei tasti divennero il mio rifugio, un luogo in cui sentirmi libero e sfogarmi. Ho iniziato a scrivere in inglese, naturalmente a Londra. Tuttavia, negli ultimi due anni ho risentito un forte legame con l’Italia, perché, alla fine, con il cuore si torna sempre a casa!
Con questo brano, per la prima volta in italiano, voglio iniziare a raccontarmi, mostrando la mia natura leggera e spensierata, insieme a quella più profonda e fragile>>.
di Manuela Bresciani
Foto ufficio stampa
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