RIO DE JANEIRO" QUANDO IL CARNEVALE DIVENTA LEGGENDA

09 marzo 2019

di Raffaella Iannece Bonora 

Quando si dice Rio de Janeiro si dice Carnevale. È insindacabile l’importanza globale che, anno dopo anno, ha assunto il Carnevale di Rio, una delle feste più coinvolgenti al mondo, gemellato con l’italianissima Cento. Nel cattolico Brasile il Carnevale è davvero l’ultimo baluardo di bagordi prima della lunga Quaresima e, proprio per questo motivo, forse è ancora più sentito, ancora più sacro. Il Carnevale di Rio prende i moti dall’Entrudo portoghese, tutto iniziò intorno al 1830 quando la borghesia del luogo importò, dalla lontana Europa, la moda delle feste in maschera. La cosa piacque molto, tanto che presto i brasiliani la fecero loro, personalizzandola, arricchendola, aggiungendoci il fervore del loro sangue caldo e i colori del sud. Alla fine del XIX secolo sorsero, così, le prime cordones, gruppi di persone che sfilavano a ritmo di musica e che poi si ingrandirono formando i blocos, letteralmente blocchi di gente che se ne vanno in giro in costume, suonando i tamburi e ballando la salsa. Oggi i blocos sono più di cento, ognuno legato ad un suo quartiere, alcuni sfilano, alcuni stanno fermi agli angoli delle strade, ce ne sono di piccoli e di molto numerosi, tutti unici, con i loro stile e la propria musica, scritta e riscritta ogni anno proprio per il Carnevale. Cosa salta subito agli occhi quando guardiamo le foto di Rio? Lo sfarzo dei costumi, i colori, la vivacità dei partecipanti. I primi costumi, comparsi nell’ 800, erano di derivazione europea, poi subentrarono i ranchos, abiti della tradizione popolare africana, oggi invece si preferiscono abiti di stile afro-americano. Rio è questo, un caleidoscopio di tinte, musiche, risate, abiti, lustrini e paillettes e, per mantenere inalterata la sua magia, come ogni bel sogno che si rispetti, deve durare poco, prima o poi la mezzanotte rintocca per tutti, a Rio più che altrove. I primi segnali si avvertono già a Gennaio ma il vivo del Carnevale si concentra in quella settimana che precede il mercoledì delle Ceneri, giorno che segna l’inizio della penitenza quaresimale. Del resto, vista la follia che caratterizza il martedì Grasso brasiliano, sarebbe impossibile partecipare per più di quattro giorni ad una tale gara di resistenza, 96 ore di puro caos no stop. Durante i giorni più attesi dell’anno tutte le Scuole di Samba si esibiscono in lungo e in largo e tutte, ma proprio tutte, partecipano alla grande parata nel Sambodromo, gara dalla quale una sola ne uscirà vincitrice. Ogni scuola lavora tutto l’anno per scegliere il tema più originale, i costumi più sfavillanti, realizzare i carri allegorici più sorprendenti e le coreografie più accattivanti. Il Carnevale di Rio de Janeiro quest’anno si è aperto venerdi 1 marzo, quando il Re del Carnevale, Momo, è stato incoronato dal sindaco, ha ricevuto le chiavi della città e, alle 21, ha dato il via alle prime, sfolgoranti, sfilate. Da lì è stato tutto un susseguirsi di musica, balli, canti, turisti raggianti e brasiliani soddisfatti. Tra le esibizioni più prestigiose non possiamo non citare la Festa di strada Estica do Flamengo e il Bloco dos Barbas a Botafogo dove i ballerini si esibiscono su un’autocisterna d’acqua per placare i bollenti spiriti dei festaioli. E poi ci sono i barbecue di Lapa, Santa Teresa, ardim Botanico e tanto altro ancora. Ma la celebrazione più prestigiosa di tutta Rio è l’esibizione della Banda di Ipanema, un tripudio di allegria e fermento che chiude, il martedì, il ciclo carnevalesco. Il Carnevale di Rio non si può descrivere ma solo vivere in prima persona, i sapori, i profumi, i colori brasiliani sono una sferzata di adrenalina che accompagna i visitatori prima, dopo e durante i festeggiamenti.

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