Napoleone e Milano: tra realtà e mito14/6/2021

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Napoleone e Milano: tra realtà e mito14/6/2021

di Gaia Dallera Ferrario

Nell’arco di un solo ventennio Napoleone ha influenzato Milano con un’intensità? e con un fervore mai visti prima. Arrivato come liberatore nel 1796, carico degli ideali della Rivoluzione, si trasforma in seguito in imperatore, deludendo con questa svolta i molti che avevano visto in lui il promotore della diffusione in Lombardia dei principi repubblicani ma anche consolidando – attraverso il suo potere – il buongoverno, le strutture e l’amministrazione della citta?.
L’arte e la costruzione dell’immagine di se stesso sono stati aspetti centrali della sua presenza a Milano, durante la quale la rilevanza e l’attenzione verso la pittura, l’architettura, l’urbanistica sono state un elemento costante.
Senza alcuna esagerazione, si puo? affermare che Milano sia la citta? dell’Impero dove l’influenza di Napoleone sia stata maggiore, e dove il suo ricordo e? tuttora percepibile.

Napoleone nutriva una passione genuina per l’arte e aveva una grande considerazione delle arti e degli artisti, che svolsero un ruolo centrale nella costruzione del suo mito. Grazie a lui la Pinacoteca di Brera è diventata il museo nazionale che raccoglieva le opere selezionate da un’apposita commissione ed è rimasta con gli anni strettamente legata a Bonaparte, come si evince dalle vaste sale a lui dedicate e dalla celebre statua in bronzo di Canova che ritrae il generale come Marte Pacificatore collocata nel cortile principale.

La Galleria Carlo Orsi ha selezionato 14 opere provenienti da collezioni private per celebrare il bicentenario della morte di Napoleone. All’interno della mostra viene presentato il Ritratto di Alessandro Trivulzio ministro della Guerra (1802 – 1804) di Appiani. L'ufficialità della posa del nobile generale che con le mani impugna la spada, viene smentita dalla fine introspezione del personaggio e dall’emozionante paesaggio sullo sfondo reso attraverso vibrazioni atmosferiche.

Tra gli artisti esposti si trova anche Giuseppe Bossi, rivale di Appiani, con il Ritratto di Napoleone Bonaparte (1805). L'artista si era cimentato nell’iconografia napoleonica rappresentando Bonaparte come una divinità o un antico sovrano vestito di porpora nel celebre dipinto con cui aveva vinto nel 1802 il Concorso della Riconoscenza. L'opera si trova oggi presso l’Accademia di Brera.

Gaia Dallera Ferrario | www.gaiafe.com

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