Il punto interrogativo9/4/2019

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Il punto interrogativo9/4/2019

di Salvatore Taibi

Vecchia storiella sapienziale

Un vecchio ricurvo e maleodorante camminava tremolante per una selva oscura. Non appena lo vidi avventurarsi in mezzo a quei cupi arbusti, una voce mi parlò dentro e disse: "Eccolo, è lui, è il punto interrogativo: seguilo e vedi a qual fin conduce! "

E subito, senza esitare, mi misi a seguirlo, badando a non farmi notare. Ma egli, assai dubbioso e sospettoso, cominciò a vagare a zonzo, rendendomi al quanto incerte le tracce del suo enigmatico incedere. E fra un passo e l’altro del suo gironzolare, ecco imboccare uno strano sentiero, su cui a stento riuscii a seguirlo, perdendo via via la memoria di ogni umano sapere.
Proseguendo, il vecchio ricurvo giunse presso la bocca di una grotta che attraverso un lungo cunicolo scendeva profonda nelle viscere della terra.
Vi andai dietro impaurito e più lo seguivo, più perdevo ogni certezza.
Finalmente si aprì una voragine che sembrò inghiottire il vecchio.
Stando ai margini di quella fossa, nascosto dietro una rupe, vidi l’inferno e i diavoli in fiamme, accesi di sulfurei vapori, lavorare come fabbri scatenati: usando per metallo i corpi dei dannati, fondevano nelle fucine la loro infetta carne, e battendola col martello sull’incudine, costruivano dei
punti interrogativi con cui assalire di dubbi la povera gente. Ne facevano di ogni grandezza e misura per afferrare con essi il collo degli uomini di ogni stazza e trascinarli così all’inferno. Si, proprio così, perché quei punti interrogativi erano in realtà dei cappi che sfruttavano la parte arcuata come dei ganci per afferrare le anime e tirarle giù nello stagno di fuoco.
Intravedendo la caccia alle povere ignare creature umane, mi parve di cogliere per analogia una sorta di pesca al contrario ove i diavoli pescatori non stavano sulla terra ma sottoterra e le povere anime da pescare non si trovavano in mare ma in superficie sulla terra.

Questi punti interrogativi ponevano dubbi su tutto il sapere; in vero non c’erano domande innocue o innocenti ma tutti i perché, eccetto quelli che approfondiscono la conoscenza, erano stati escogitati dal maligno per gettare nello sconforto.
Notai come nelle fucine dell’inferno non si forgiava nessuna virgola, nessun trattino e nessun punto fermo ma solo oscillanti punti interrogativi, i quali, in attesa di essere inviati in missione, si trastullavano facendo su e giù come sedie a dondolo sul loro capo ricurvo e ridendo a crepapelle.

A un certo punto il diavolo capoofficina diede ordine agl’infernali operai di fermarsi un istante e fece un discorso che mi lasciò esterrefatto.
Disse più o meno così: "Ora che anche il Papa è dalla nostra parte, dobbiamo sferrare l’ultimo attacco. Facciamo dubitare gli uomini su tutto anche sull’elementare differenza fra maschi e femmine. Mettiamoli in crisi non solo con le domande di senso ma della stessa esistenza. Che dubitino persino del loro respiro. Facciamogli capire che non ci sono risposte ma solo domande, che neppure la Chiesa ha risposte da dare e così, rimanenti nei dubbi senza più certezza, disperino e pervengano anche loro a questo luogo di tormento".

È così i demoni fecero, uscendo tutti dalla fossa e imboccando il cunicolo per raggiungere la superficie e venire allo scoperto e vennero uscendo così velocemente che mi sentii travolgere da dietro la rupe in cui stavo nascosto, e fui così stravolto da un turbinio di pensieri dubbiosi, da dubitare persino di ciò che avevo appena veduto.
Di una cosa però fui assolutamente certo e risoluto: mai più dubitare delle cose certe!

Contro le certezze del vero i punti interrogativi non sono domande che inducono al sapere ma trivelle che bucano la mente e scavano nell’anima cunicoli di menzogne, sprofondanti nell’inferno.

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