Santhià in festa, il Carnevale che "scoppia"

10 febbraio 2026

Fuoco, fagioli, festa: il Carnevale Storico di Santhià non si annuncia, scoppia. Dal 10 al 17 febbraio la città vercellese smette di vestire i panni di "luogo di passaggio", per indossare maschere, costumi e tradizioni, che affondando le loro radici in piú di mille anni di storia. A Santhià il Carnevale non è solo un’immagine da cartolina, ma un’esperienza collettiva, dove corpo, voce e palato si fondono in una festa che anche quest’anno non ha intenzione di diminuire la sua intensità.

Il programma prende il via martedì 10 febbraio con il Gran Galà delle Maschere, dove Majutin dal Pampardù e Stevulin ’d la Plissera, una coppia di sposini simbolo della libertà contadina, vengono presentati al pubblico e assumono per tre giorni il “comando” della città. Mercoledì 11, le strade suonano a ritmo di musica latina-reggaeton: un tocco contemporaneo che dimostra come la tradizione si mantenga al passo con i tempi. Giovedì 12, il “Giòbia grass” trasforma il centro storico in un viaggio tra sapori e tradizione: mentre le caldaie bollono e la Giòbia (una vecchia strega) simbolicamente brucia, l’inverno viene scacciato e la città si accende di festa. Venerdì 13 febbraio la notte è dei giovani, con energia, ritmo e musica protagonisti di ogni angolo della città.

Nel weekend il Carnevale raggiunge il suo culmine. Sabato 14, a Majutin e Stevulin spetta il compito di leggere il Proclama al Popolo, dopo aver ricevuto dal Sindaco le chiavi della città; cortei, momenti popolari e un veglione mascherato animano la seconda parte della giornata. Domenica 15, invece, il Primo Corso Mascherato attraversa le vie con carri, maschere e bande, seguito da fuochi e veglione.

Oltre al Secondo Corso Mascherato, lunedì 16 prende vita il momento più atteso di tutti: la Colossale Fagiuolata. Ogni anno a Santhià centinaia di caldaie cuociono fagioli per migliaia di porzioni che spariscono in meno di mezz’ora: un vero record gastronomico! Mentre le papille gustative esplodono di sapore e il corpo si nutre di bontà, Santhià riflette. Non si tratta solo di cibo: qui la distribuzione gratuita è da secoli un simbolo contro la paura della fame, un gesto di abbondanza collettiva, tipico dei grandi carnevali europei. Infine, martedì 17 febbraio dopo i Giochi di Gianduja e il Terzo Corso Mascherato (con tanto di proclamazione dei vincitori!), l’evento trova il suo gran finale nel Rogo del Babàciu, un ultimo spettacolo di fuoco, musica e colori che trasforma l’addio al Carnevale in una celebrazione memorabile.

Santhià conferma una verità tramandata da secoli: qui il Carnevale non si guarda, si vive. E chi lo vive torna a casa con un aneddoto, un sorriso e un dubbio irrisolto: come fanno 20.000 porzioni di fagioli a finire in mezz’ora?

di Alessia Folli

Foto e video tratti da @fuoriportafortravel @carnevalestoricodisanthia323

https://www.youtube.com/watch?v=Nj7U8Rczv58

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