Da Lisandro ai DM, l'amore che non combatte più

07 settembre 2025

È vero; non siamo più nell’era di Shakespeare dove giovani uomini si appassionavano e discutevano di opere d’amore. Di storie travagliate da famiglie che si odiano e da classi sociali talmente diverse, da impedire l’evoluzione di una scintilla nata di nascosto tra due giovani amanti. Eppure a volte dovremmo fermarci e riflettere. 

In una società in cui non è più consuetudine combattere per amore, è considerato strano conoscere qualcuno che prima di lasciarsi andare, riflette sulle sensazioni che prova quando si trova davanti all’altro. Il batticuore, il sudore freddo, le farfalle nello stomaco. Sono queste le sensazioni che Lisandro provava per Ermia, figlia di Egeo, ogni volta che per sbaglio incrociava il suo sguardo. Due anime ribelli costrette a doversi amare di nascosto per il non volere del padre di lei, che la considerava una povera illusa.

Ermia e Lisandro. Sogno di una notte di mezza estate, 1870

Da sempre, noi donne, veniamo descritte come troppo fragili, troppo sensibili , troppo romantiche. Il genere che non è capace di rimanere con i piedi per terra e pensare alla vita concreta. Eppure si sbagliano. Se pensiamo che questi preconcetti derivino da un retaggio patriarcale e da una cultura basata sulla figura dell’uomo forte, il Don Giovanni che non piange mai, forse riusciamo a comprendere che per secoli, sino ad arrivare ad oggi, attribuire al genere femminile questi aggettivi è stato comodo affinché venissero fatte da parte e considerate da meno. 

Ma la verità è che Enea dovette lasciare Cartagine proprio per quel senso del dovere da grande eroe, con cui venne cresciuto, pur di perdere tempo con una storia d’amore nonostante il forte amore per Didone. E così, mentre tra i banchi di scuola le ragazze empatizzano con il dolore che porta la giovane sovrana al suicidio, i ragazzi ridono di lei considerandola esagerata. Identiche risate tra due amiche che commentano frettolose il “sei carina” dell’ennesimo ragazzo che annoiato cerca compagnia tra i DM di Instagram, sperando di ricevere foto spinte ancor prima di sapere qual’è il tuo colore preferito.

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Potremmo attribuire la colpa ai poeti e ai grandi drammaturghi della storia per averci fatto credere che “il principe azzurro" esistesse davvero, oppure potremmo riflettere su quanto Lisandro desiderasse chiedere alla sua amata quale fosse il suo colore preferito e come poter amarla senza farla sentire esagerata, fragile o troppo romantica.

di Nicole Pavanello

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