Yaroslav Trofimov, “Non c’è posto per l’amore qui”
31 agosto 2025
Un Incontro Memorabile nella 32ª edizione di Una Montagna di Libri. L’appuntamento si è tenuto martedì 19 agosto 2025 presso il Grand Hotel Savoia a Cortina d’Ampezzo, nell’ambito della manifestazione estiva Una Montagna di Libri .
Organizzazione e moderatori
L’evento è stato curato da Fabio Arena e Carmine Corvino, organizzatori della rassegna . Hanno introdotto l’incontro Francesco Chiamulera (fondatore del festival) che ha moderato l’intero evento con interventi altamente culturali catturando l’interesse del pubblico in sala, grazie anche alla disponibilità e dall’ottima conoscenza della lingua italiana dello stesso autore, Trofimov.
Non sono mancati i ringraziamenti anche per Rosanna Conti, direttrice del Grand Hotel Savoia, dove è stato realizzato questo incontro.
“Non c’è posto per l’amore, qui”, titolo del romanzo presentato di recente in Italia dalla casa editrice La Nave di Teseo.
L’autore:
Yaroslav Trofimov (nato nel 1969 a Kyiv, allora URSS) è un giornalista e autore italo-ucraino. Dal 1999 lavora come corrispondente estero del Wall Street Journal e dal 2018 ricopre il ruolo di chief foreign?affairs correspondent .
Prima di ciò, ha scritto per Bloomberg News e ha coperto varie regioni, vivendo in diversi paesi: Stati Uniti, Francia, ex-Unione Sovietica.
Argomenti principali affrontati
La discussione tra i partecipanti ha toccato una vasta gamma di temi politici, storici e umani, tra cui:
• Antisemitismo e Olocausto
• Totalitarismo e propaganda
• Guerra, geopolitica, e conflitti contemporanei (Ucraina, Crimea, Russia, Donbass)
• Identità, memoria, demografia, e cultura europea
• Questioni su nazismo, Urss, democrazia, rifugiati, terrorismo, Usa, Unione Europea, e personaggi come Putin, Zelenskij, Trump e Orban .
Durante il suo intervento, Trofimov ha parlato del contesto storico del suo romanzo, ambientato negli anni Trenta, che segue la vicenda di Debora Rosenbaum, una giovane ebrea di origine ucraina proveniente da Kharkiv, città che all’epoca era capitale della neonata Repubblica socialista sovietica d’Ucraina.
L’autore ha raccontato come la scintilla del romanzo sia nata nel 2014, durante i suoi anni di reportage a Kabul e in Asia centrale, quando ha assistito all’invasione della Crimea e del Donbass da parte della Russia.
Un evento che lo ha fortemente impressionato, segnando una connessione drammatica tra passato sovietico e presente ucraino.
Ha spiegato inoltre che sua nonna fu deportata in un gulag negli anni Trenta, una tragedia che si ripete, con dolorosa attualità nella nuova guerra, evocando l’idea che la memoria storica stia tornando, quasi identica la devastazione odierna dell’Ucraina.
di Manuela Bresciani
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