Il look of love, l’amore non si pronuncia a parole

10 settembre 2025

Dicono che gli occhi siano lo specchio dell’anima. Io credo siano qualcosa di più: spifferi di ciò che cerchiamo di trattenere, finestre da cui scappa la verità. Si può fingere un sorriso, controllare un gesto, misurare una parola… ma quando arriva il cosiddetto look of love, non c’è via di scampo.

Aldo Carotenuto scriveva che «nell’amore gli occhi, lo sguardo, conservano il loro ruolo primitivo di strumento di comunicazione privilegiato». Non serve una dichiarazione d’amore per capire quando sta succedendo qualcosa: basta intercettare quello scambio segreto, quella corrente che scatta senza preavviso. E come ricordava sempre Carotenuto, «l’amore si fa con gli occhi. Solo due persone che si amano si possono guardare. Le persone che non si amano non si guardano».

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Quante storie sono iniziate così, in silenzio, prima ancora di una parola? Lo sguardo che dura un attimo di troppo in un bar, quello rubato a un tavolo di amici, quello che si fa finta di non notare ma che resta addosso come un tatuaggio invisibile. Forse il look of love non è altro che un linguaggio primordiale che abbiamo dimenticato di saper parlare, ma che riconosciamo all’istante quando ci colpisce.

Tagore lo diceva con grazia:

«Guardandoti negli occhi ricordo soltanto di aver visto il tuo volto in sogno.»

Non è forse questo lo stupore dello sguardo innamorato? La sensazione di aver già visto l’altro, di conoscerlo da sempre, anche se lo stiamo incontrando per la prima volta.

E c’è qualcosa di audace, quasi sovversivo, nello scambio di sguardi. Carotenuto sottolineava come attraverso gli occhi si possa amare e dialogare “all’insaputa di tutti”, senza lasciare traccia. È un codice segreto che permette libertà e intimità, che osa più di mille frasi sussurrate. Uno sguardo può insinuarsi dove la parola non osa arrivare.

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Ma non basta fermarsi all’intensità: lo sguardo è anche reciprocità. «Ai confini tra il corporeo e l’incorporeo,» scrive l’autore, «amore abita la reciprocità dello sguardo, del sorriso, della voce, del gesto, del movimento.» È lì che si gioca la vera partita: nello spazio fragile e meraviglioso in cui due occhi si incontrano e, senza volerlo, costruiscono un mondo.

Alla fine, mi chiedo: cos’è davvero il look of love? È un lapsus del cuore, un linguaggio che sfugge al controllo, o la forma più pura di dichiarazione? Forse l’amore, prima di essere detto, è guardato. Forse gli occhi non solo parlano, ma decidono per noi.

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E allora, la prossima volta che qualcuno ci guarda in quel modo inconfondibile, la domanda non è “ci ama davvero?”, ma abbiamo il coraggio di restituire lo sguardo? Perché l’amore, a volte, non ha bisogno di parole o di anelli scintillanti: si nasconde in un battito di ciglia, in un sorriso appena sfiorato, in quel lampo negli occhi che dice tutto senza dire nulla. E quando incrociamo il look of love, possiamo fare due cose: voltare lo sguardo e fingere indifferenza… oppure cedere, almeno per un istante, e lasciare che gli occhi parlino più forte del cuore.

di Giorgia Pellegrini

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