I Brueghel a Milano, onirici per Palazzo Reale

03 ottobre 2026

A Palazzo Reale c’è una mostra fantastica - «I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa» - dedicata alla famiglia di pittori Brueghel. Esposizione ricca, con prestiti eccezionali da Anversa, che narra stili e maniere del «Rinascimento» fiammingo: nature morte, vita quotidiana, proverbi e scene di osteria tratteggiate con fini pennellate e cura maniacale dei particolari.

La Mostra

La prima sala è eccezionale perché svela le celebri tele di Pieter Brueghel il giovane, divulgatore di quelle del padre, alias il Vecchio e capostipite di una famiglia di pittori che da Anversa e poi da Bruxelles s’incuneo nella “dittatura” del classicismo italiano inquinando il gusto dell’intera Europa. Intanto in Italia Leonardo, Raffaello e Michelangelo vergavano le regole di quello stile battezzato da Giacomo Vasari la «Grande Maniera» (con enormi immagini messe in scene bibliche o mitologiche). Nelle Fiandre, invece, Pieter Brueghel il Vecchio, che era stato in Italia, virava verso un linguaggio più nazionale e tradizionale, che si connette a Jan van Eyck o Bosch, per i quali il genio ispiratore della pittura stava nel piccolo dettaglio. 

Il Rinascimento onirico

«È un altro Rinascimento: più fantasioso e onirico, che introduce nella pittura europea generi che prima non esistevano come il paesaggio, la scene di vita quotidiana e le nature morte», racconta Bernard Aikema, curatore, assieme a Carlotta Stroilo, di questa esposizione che chiude la trilogia del Rinascimento nordico inaugurata con le rassegne, sempre curate da Aikema a Palazzo Reale, già dedicate a Hieronymus Bosch e ad Albrecht Dürer. Nel Cinquecento dalle Fiandre si diffuse un nutrito intreccio di «piccoli maestri» che raffiguravano paesaggi, scene all’osteria, matrimoni di campagna, dispute tra contadini, iconografie di proverbi, nature morte di animali e fiori. Quadri di piccole dimensioni, con prezzi convenienti, fatti apposta per le case borghesi del nord e che al contrario, nei palazzi italiani dipinti o ricoperti da grandi tele e arazzi, venivano riposti nei “gabinetti delle curiosità” dove, però, si diffusero anche fra i collezionisti più ricercati che alla fine furono vinti dal loro fascino. 

Il cardinale Federico Borromeo era tra questi perché, durante gli anni trascorsi a Roma, oltre che del Caravaggio, divenne estimatore di Jan Brueghel e convocò a Milano nel 1595 questo gran maestro di fiori, detto «Brueghel dei velluti» per la sua fascinosa capacità di affrescare con delicate pennellate, stese una accanto all’altra, immagini in un’area vellutata. In mostra ci sono tutti i Brueghel con i loro contrasti e particolarità; ottanta opere esposte cronologicamente e, allo stesso tempo, tematicamente. Avremo modo di comparare i dipinti esposti con i loro contemporanei del Nord e i seguaci di Spagna e Italia.

«I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa» a Palazzo Reale. Piazzetta reale. 

Fino al 31 gennaio. Orari 10-19.30; giovedì fino alle 22.30; lunedì chiuso. Biglietti 17/6 euro compresa audioguida. 

La mostra curata da Bernard Aikema e Carlotta Stroilo e prodotta da 24 Ore Cultura editore anche del catalogo

di Vittorio Esperia
 

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News » ESPOSIZIONI E MOSTRE - Sede: Nazionale | sabato 03 ottobre 2026