LA STANZA DI GRETA: CANZONI POP IN METALLO E LEGNO MASSELLO

23 dicembre 2016

 

di Roberto Dall'Acqua 

lastanzadigreta nasce in occasione di un’iniziativa di solidarietà, dall’incontro di cinque musicisti torinesi già attivi con diverse formazioni. E' il 2009 e, subito, sono create alcune canzoni originali che vede il gruppo schierato in questa formazione:

lastanzadigreta

[canzoni pop in metallo e legno massello]

è

Leonardo Laviano: voce, chitarra acustica e classica

Alan Brunetta: marimba, bidoni, percussioni, piano rhodes

Umberto Poli: chitarre elettriche, acustiche, weissenborn, cigar box

Jacopo Tomatis: mandolino elettrico, banjolino, clavietta basso, glockenspiel, synth, harmonium

Flavio Rubatto: percussioni, didjeridoo, farfisa, piano rhodes, theremin

+ Dario Mecca Aleina: produzione e fonica

 Viva la musica bambina e democratica!

Il poliedrico collettivo torinese all'attività musicale affianca la didattica - insegna musica ai bambini con il progetto JAM -, la creazione di colonne sonore e il teatro:<<La nostra storia - illustra Leonardo, voce e chitarre della band - è la somma dei percorsi di ciascuno di noi. Ci ritroviamo nel 2009 per una causa benefica, come dice il nome della nostra band: una ragazza aveva bisogno di un sostegno economico per le cure e 5 musicisti di progetti diversi sono stati messi insieme per fare qualcosa. Il progetto si è conluso - purtroppo la ragazza non è più con noi - ma ci siamo portati dietro il suo nome che è un po' stata la scintilla di tutto>>. Al Greenage Festival alla Maison Musique di Rivoli (TO), ottenendo una menzione speciale per “l’originalità dell’organico strumentale”, poi concerti in moltissimi festival e locali del nord Italia, fra cui due inviti al MEI. Nel settembre 2013 arriva la vittoria al premio nazionale Lanterne Rock per la canzone d’autore. Il primo EP, del 2012, si intitola "Lato a" e contiene cinque canzoni registrate in proprio: esce in tiratura limitata di 300 copie numerate. Segue nel 2014 "Lato b", registrato dal vivo al Diavolo Rosso di Asti, pubblicato da Tam Tam Production in digitale pure in 300 copie numerate. La copertina di entrambi i dischi è frutto della collaborazione con l’illustratrice Cinzia Ghigliano. Intanto lastanzadigreta si esibisce su numerosi palchi, in apertura a diversi artisti e con serate proprie. Comincia la collaborazione con gli Yo Yo Mundi, che culmina con la decisione da parte del gruppo di produrre, attraverso la propria etichetta – la storica Sciopero Records – il disco d’esordio del collettivo torinese. Il lavoro su Creature selvagge, avviato nel 2014, giunge a termine nell’autunno del 2016 con la pubblicazione del disco (finalista al premio L’artista che non c’era), distribuito in Italia da Self. lastanzadigreta alterna i concerti all’attività teatrale, in collaborazione con la compagnia Arno Klein e l’attrice Marlen Pizzo: sono prodotti, fra gli altri, gli spettacoli "Già l’ora suonò", commissionato dal Comune di San Mauro Torinese per i 150 anni dell’Unità d’Italia; "Come l’allodola", basato sul romanzo di Marco Tomatis e Loredana Frescura "Ho attraversato il mare a piedi "(Mondadori), sulla vita di Anita Garibaldi; e "Se mancasse la corrente", spettacolo unplugged di soli strumenti giocattolo e autocostruiti. In virtù del lavoro del marimbista e percussionista Alan Brunetta, lastanzadigreta arriva anche al cinema, con la colonna sonora del film "The Repairman" (nei cinema nel 2015), opera prima del regista Paolo Mitton, che va ai festival di tutto il mondo .

La band, composta da Leonardo Laviano, Alan Brunetta, Umberto Poli, Jacopo Tomatis e Flavio Rubatto, si distingue per l’organico anomalo dal vivo: nessun basso, nessuna batteria, nessun ruolo predefinito fra i componenti. Tra citazioni colte nel brano "Inviti", che cita il racconto "Inviti superflui" tratto da "Il borghese stregato" di Dino Buzzati, e strumenti particolari e non usuali www.ilgiornaledelricordo.it ha ascoltato Leonardo e Umberto, due dei componenti de lastanzadigreta. Leonardo spiega genesi e missione del gruppo che nasce nel 2009 da un ritrovo <<per una ragazza che aveva bisogno di fondi per cure mediche>> per poi sviluppare i concetti fondanti dei 5 ragazzi torinesi: <<Il metallo e il legno massello sono i materiali predominanti che utilizziamo, perché siamo pop dentro e perchè, tornando ai materiali, usiamo degli strumenti che non sempre sono convenzionali e di sicuro quello che di non convenzionale c'è il suono che ne risulta alla fine. Siamo in 5, non abbiamo un ruolo preciso e quindi sul palco si apprezza più di una volta il migrare frenetico di cinque barbuti (tutti i componenti hanno la barba n.d.r.) che si cambiano di ruolo tra un pezzo e l'altro>>. Organico anomalo dal vivo: nessun basso, nessuna batteria, nessun ruolo predefinito fra i componenti: <<Abbiamo - illustra Leonardo - strumenti della tradizione classica (una marimba), abbiamo strumenti folk (mandolini e chitarre weissenborn), strument di qualità (un piano rhodes e un organo a ventola della Farfisa degli anni '50 e una serie di strumenti che sono stati recuperati dai mercatini e che sono stati rimessi a posto, per finire con oggetti che strumenti non erano nella loro vita ma che lo sono diventati sul nostro palco come bidoni o tubi di vario genere>>. Strumenti ricercati e di continenti lontani: <<Con 3 didjeridoo (flauto della tradizione aborigena australiana) creiamo - rende chiaro la voce del gruppo - un suono non consueto per quello per cui sono stati concepiti - sono, infatti, strumenti essenzialmente di meditazione che emettono un suono non necessariamente configurabile in una nota precisa - ma che noi riusciamo a dargli connotazioni di una nota precisa al servizio di questa o di quella canzone. Quindi è un po' un cortocircuito fra la tradizione dell'altra parte del mondo con la canzone, insomma>>. E' una scoperta quotidiana sapere da che parte arriva la musica, la curiosità è la base per incontrare il gruppo torinese: <<"Viva la musica bambina e democratica!", che è il nostro slogan, vuol dire proprio questo: avvicinarsi alle nostre canzoni con spirito bambino, privo di preconcetti, privo di strutture culturali ma voglioso magari di ascoltare qualcosa di nuovo>>. E' difficile fare arrivare alle nuove generazioni il vostro messaggio canoro, che poi si concretizza anche nell'Associazione Culturale altreArti?  <<La sfida dello smontare l'omologazione acustica del tempo e dei media è - precisa Leonardo - una sfida ardua; noi siamo coscienti del fatto di essere un po' dei Don Chisciotte. Viviamo oggi effettivamente un pluralismo solo apparente di media e di scelte musicali; è vero che da Spotify in poi uno, in teoria, ha la possibilità di ascoltare qualunque cosa, però è anche vero che la tua cultura è fatta anche da quello che solitamente percepisci - la radio quando viaggi, la televisione quando sei a casa - e da questo punto di vista la gamma si è stretta moltissimo. Oggi la fisionomia acustica dei brani che passano nelle radio è molto, molto omologata; oggi fare una canzone con un suono nuovo è complicatissimo>>. Il fatto di non apprezzare, da subito, magari le gemme musicali di lastanzadigreta che ci brillano nella mente dipende allora, da un'atrofizzazione del nostro modo consueto di ascoltare: <<Non siamo diretti e facili; io per primo - è l'opinione di Leonardo - provo una certa vergogna a immaginare il nostro pezzo per radio perchè prima passa un brano pop tutto pieno di suoni, poi ci siamo noi con frequenze diverse e, poi, ritorna una scaletta pop. La nostra è una sfida che qualcuno deve lanciare: il pop è sacro e nessuno lo deve toccare - ben venga tutto quello che si ascolta sia chiaro - ma, forse, la tecnologia e il grande benessere tecnologico che abbiamo ci potrebbe permettere una diversificazione maggiore di quello che ascoltiamo: quindi tornare indietro agli anni '70 quando la radio libera era anarchica, si sentiva male era disorganizzata ma lì sentivi veramente sonorità nuove. Oggi questo coraggio sembra un po' mancare>>. Il gruppo trova nelle esibizioni dal vivo la propria dimensione ideale, e quindi live le canzoni vengono "meglio", ma esiste anche un'altra dimensione: <<Il progetto Jam è la diramazione didattica dell'Associazione Culturale altreArti - rivela Umberto, anche lui chitarrista dell'ensemble - che è l'associazione all'interno all'interno della quale si è sviluppato Lastanzadigreta. Il progetto didattico Jam si occupa di musica a tutti i livelli; dai più piccoli ai bambini delle scuole del territorio di Torino, dall'infanzia fino agli adulti, agli anziani (abbiamo anche dei nonni) che si occupa di insegnare musica tutti i livelli, a tutte le fasce, a 360°. La musica che noi insegnamo è quella che poi si riflette all'interno del gruppo: la voglia di sperimentare, la voglia di mettersi in gioco con  la musica sia con strumenti convenzionali sia con strumenti non convenzionali, riarrangiare i brani, comporne ex novo. Creare della vera e propria arte attraverso il mezzo musicale>>. Come avviene il processso creativo dei vostri componimenti? <<A noi piace - spiega Umberto - presentarci, come spesso diciamo, come una creatura selvaggia a 5 teste, ovvero il corpo, quindi la fase compositiva e creativa, avviene ovviamente dalla scintilla di uno che la mette a disposizione degli altri; a volte, invece, nasce proprio dall'insieme del gruppo riunito, in fase di live o di lavoro studio. Ogni nostro brano è frutto della competenza, del consiglio e del gusto di tutti gli altri componenti; quindi sono delle creature selvagge che rappresentano un po' le influenze, la personalità e il background di ogni musicista de Lastanzadigreta>>.

Dal 2011 i componenti della band sono anche il cuore dell’Associazione Culturale altreArti, che ha sede a Torino e propone una vera e propria rivoluzione didattica nell’insegnamento della musica. Il progetto JAM, nello specifico, porta avanti la filosofia della “musica bambina”: un modo di fare e pensare la musica mettendosi in gioco, stupendosi, sapendo gioire, imparando ad essere bambini “permanenti”, indipendentemente dall’età e sviluppando l’ascolto, l’interplay, la collaborazione e la capacità di risolvere problemi. Per info e iscrizione ai corsi: www.altreartijam.com/https://www.facebook.com/altreartijam/

www.lastanzadigreta.com

lastanzadigreta@gmail.com

https://www.facebook.com/lastanzadigreta/

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