“Ci faremo bastare i ricordi”, uno specchio dell'umanità
27 settembre 2025
“Ci faremo bastare i ricordi” è il riflesso di una realtà che risponde sempre meno, ma anche l’opera di un musicista che reagisce sempre di più. Nel suo nuovo album Stona parla di attualità con un tocco e un sound, che rendono delicate anche le tematiche più pesanti. “Il futuro non mi sembra ci riservi grandi progetti, quindi forse siamo un po’ costretti a farci bastare i ricordi, quelli belli, e a usarli per continuare a sognare”, racconta l’autore, sintetizzando il senso di un disco che affronta la complessità del presente con sguardo lucido e insieme pieno di empatia.
Canzoni che raccontano storie, tra resistenza, comunicazione e redenzione
Fin dal primo brano della tracklist, “La Resistenza” si coglie l’urgenza emotiva dell’autore, che esorta l’ascoltatore a “resistere” alla situazione che stiamo vivendo, non con slogan o ideologie, ma con piccoli gesti, quelli in cui emerge il valore di un’umanità forse troppo spesso dimenticata. Stona ci esorta a rimanere umani anche in mezzo alla disumanità più totale, a restare connessi anche in un mondo dove regnano le lontananze.
Il disco non parla solo di presente, ma anche di coloro che lo vivono: parla di tutti noi. Nel brano “Uragani” - quello che ha dato inizio al progetto dell’album - Stona mette in discussione il nostro modo di comunicare, e di non comunicare, in un tempo sempre più alienato. È un invito alla responsabilità individuale, ma anche alla solidarietà collettiva.
Tra i brani più significativi dell’album spicca “Asparinu”, dedicato a Gaspare Mutolo, ex mafioso divenuto pittore, figura emblematica di una possibile redenzione. La narrazione, costruita con un linguaggio dal taglio teatrale, si intreccia con le riflessioni dell’autore sulla possibilità di spezzare il ciclo della violenza. Una scelta che forse assume il valore di un auspicio più ampio: quello di un cambiamento possibile, per trasformare davvero il nostro mondo in un posto migliorare.
La musica come strumento di riflessione, suoni che sanno di verità
Con la produzione di Lorenzo Morra, Stona riesce a costruire un lavoro narrativamente potente, che sa parlare anche a chi si è disabituato ad ascoltare. Il risultato è un album che descrive la complessità della nostra epoca, in modo diretto ma poetico, chiaro e dolce allo stesso tempo. La musica diventa quindi un veicolo di riflessione, ma anche di sollievo, e non si limita a fungere da sottofondo al testo poetico, lo accompagna, lo esalta e lo concretizza, dando un’immagine visiva che permette al fruitore di non limitarsi all’ascolto, ma di comprendere, di vivere le storie che vengono raccontate in note.
Ciò che rende “Ci faremo bastare i ricordi” un lavoro così speciale è la franchezza con cui vengono espressi certi pensieri. Non c’è alcuna illusione salvifica, ma un’ostinata fiducia nel valore del racconto, della parola, della musica come atto di resistenza. E se il cantautorato oggi fatica a trovare spazio in un panorama dominato da algoritmi e viralità, questo disco dimostra che c’è ancora chi è disposto a scommettere su contenuti autentici e profondamente umani.
Ricomporre il presente riscoprendo la nostra umanità
Stona non urla, ma incide; non impone, ma accompagna, con la delicatezza di chi sa che certe verità hanno bisogno di tempo per essere comprese. “Ci faremo bastare i ricordi” è un disco che si ascolta, si riascolta e si lascia sedimentare, perché nel suo incedere quieto suggerisce una certezza semplice ma potente: anche se il presente è frammentato, non è mai troppo tardi per ricomporlo. E per farlo a volte basta un gesto semplice, ma radicale: riscoprire la nostra umanità.
di Alessia Folli
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