Cala Finanza libera, ma la battaglia non è finita
05 luglio 2026
Cala Finanza, uno degli angoli più suggestivi della costa nord-orientale della Sardegna, resta per ora al riparo dal cemento. Il Governo ha infatti revocato l'Autorizzazione Unica ZES concessa al progetto Tavolara Bay, il maxi-intervento immobiliare che prevedeva la realizzazione di un resort di lusso di fronte all'isola di Tavolara: hotel a cinque stelle, 26 ville, strutture ricettive e un campo da golf 18 buche per centinaia di milioni di euro di investimento su 120 ettari di terreno.
La decisione arriva al termine di settimane di crescente mobilitazione pubblica e di un acceso dibattito che ha trasformato la vicenda in un caso politico nazionale. Comitati, associazioni ambientaliste e numerosi cittadini hanno contestato il progetto, ritenendolo incompatibile con il valore paesaggistico e naturalistico di un'area tra le più preziose del Mediterraneo. L'Autorizzazione Unica ZES, lo strumento pensato per semplificare e accelerare gli investimenti nelle Zone Economiche Speciali del Mezzogiorno, aveva consentito al progetto di seguire un iter agevolato. La sua revoca rappresenta quindi un passaggio decisivo, che blocca, almeno temporaneamente, la realizzazione del complesso turistico. Per il fronte del “no” si tratta di un risultato importante, ma non definitivo. Gli esperti invitano infatti alla prudenza, sottolineando che il progetto potrebbe essere ripresentato in futuro attraverso percorsi autorizzativi differenti.
A ribadirlo è Gianluigi Bacchetta, direttore del Centro Conservazione Biodiversità dell'Università di Cagliari, impegnato da anni nella tutela dell'Area Marina Protetta di Tavolara – Capo Coda Cavallo: «Il pericolo non è scampato. Il progetto, che è stato per adesso accantonato, potrebbe rientrare dalla finestra». Le sue parole richiamano l'attenzione sulla necessità di mantenere alta la vigilanza per garantire la tutela di un territorio di straordinario valore ambientale, dove biodiversità, paesaggio e sviluppo sostenibile rappresentano i punti cardini su cui si fonda l’equilibrio di quella zona. La revoca dell'autorizzazione segna dunque una vittoria per chi si è mobilitato in difesa del luogo, ma non mette la parola “fine” alla vicenda. Il futuro di quest’area incontaminata resta ancora da scrivere e il confronto tra tutela ambientale e interessi economici è destinato a rimanere al centro del dibattito.
Il caso di Cala Finanza è il riflesso di una questione ben più ampia: la tutela dell'ambiente, uno dei temi più rilevanti e dibattuti dell'ultimo decennio. Ci sono luoghi che non hanno bisogno di essere trasformati per generare valore: lo possiedono già, nella loro natura, nella loro storia e nel loro equilibrio. Difenderli non significa opporsi allo sviluppo, ma scegliere un modello di crescita che non cancelli ciò che rende un territorio unico e irripetibile. La revoca dell'Autorizzazione rappresenta oggi una vittoria per l'ambiente e per la partecipazione civica, ma sarà il futuro a dire se questa scelta avrà davvero segnato un cambio di rotta. La tutela del paesaggio non si conquista una volta per tutte: richiede vigilanza, responsabilità e la consapevolezza che ciò che perdiamo oggi difficilmente potrà essere restituito domani. In fondo, il destino di Cala Finanza riguarda tutti noi, perché quando un tratto di costa incontaminata viene preservato, non si salva soltanto un paesaggio, si protegge un'idea di futuro, nella quale la ricchezza più grande non è ciò che costruiamo, ma ciò che abbiamo il coraggio di lasciare intatto.
di Alessia Folli
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