“Se domani non torno”, Giulia Cecchettin al cinema
24 novembre 2025
Ci sono storie che arrivano come un colpo allo stomaco, altre che si depositano piano, in silenzio.
E poi ci sono storie come quella di Giulia Cecchettin, che fanno entrambe le cose insieme: ci spezzano, ci cambiano, ci costringono a guardare in faccia quello che per troppo tempo abbiamo preferito non vedere.
Oggi quella storia torna, non per riaprire una ferita, perché quella ferita non si è mai chiusa, ma per diventare immagine, voce, memoria collettiva.
Si intitolerà Se domani non torno il film tratto dal libro di Gino Cecchettin, Cara Giulia. Un titolo che è già un manifesto: un verso che ha incendiato le piazze nel novembre 2023, tratto dalla poesia di Cristina Torres Cáceres, diventata il mantra di un Paese che, davanti alla scomparsa di Giulia, ha capito di non poter più restare in silenzio.
A dirigere il film sarà Paola Randi, mentre la sceneggiatura porta la firma di Lisa Nur Sultan. L’uscita prevista è nel 2026. E già ora l’attesa pesa come qualcosa di necessario.
Giulia aveva 22 anni. La vita davanti, la laurea vicinissima, un futuro che aveva il colore dei sogni luminosi. La sua scomparsa, l’11 novembre 2023, ha tenuto sospesa un’intera nazione per una settimana. E quando, il 18 novembre, il suo corpo è stato ritrovato, qualcosa si è spezzato non solo nella sua famiglia, ma nel Paese intero.
Perché Giulia è diventata un simbolo involontario, l’eco di tutte le voci soffocate prima della sua.

Cara Giulia, il libro scritto da suo padre, non è solo il racconto struggente di una giovane vita interrotta. È un atto politico, civile, culturale. È una mano tesa verso chi vuole capire, davvero capire, cosa alimenta la violenza di genere. Gino Cecchettin ha scelto di trasformare il proprio dolore in strumento: un contributo lucido e necessario che racconta sua figlia e allo stesso tempo svela i meccanismi di un patriarcato che continua a insinuarsi nelle nostre abitudini, nei nostri giudizi, nella cronaca quotidiana.
Il film porterà tutto questo sul grande schermo. Non un semplice biopic, ma il racconto di una ragazza che ha cambiato la percezione pubblica, che ha costretto l’Italia a un punto di non ritorno.
Resta il grande interrogativo: chi interpreterà Giulia? Una domanda che non è solo casting, ma responsabilità, perché dare un volto a Giulia significa incarnare una storia che non smette di bruciare. L’annuncio non è ancora arrivato, ma qualunque sarà la scelta, il peso emotivo sarà enorme.
Se nel 2024 Il ragazzo dai pantaloni rosa ha raccontato un’altra ferita del nostro tempo, quella del bullismo che ha portato alla morte del quindicenne Andrea Spezzacatena, Se domani non torno promette di farci tremare allo stesso modo: non per spettacolarizzare il dolore, ma per risvegliare la coscienza.
Un film che non vuole commuovere: vuole cambiare
Forse non siamo pronti per questo film.
Forse non lo saremo mai davvero.
Ma abbiamo bisogno di vederlo.
Perché Se domani non torno non è solo un titolo.
È un monito.
È un’eredità.
È la voce di Giulia che continua a parlarci attraverso suo padre, attraverso chi l’ha amata, attraverso chi non l’ha mai conosciuta ma ha pianto per lei.
E quando, nel buio della sala, apparirà la prima immagine, non staremo semplicemente guardando un film.
Staremo scegliendo da che parte vogliamo stare.
Perché Giulia non può tornare.
Ma noi possiamo andare avanti, con lei, per lei.
E questo film sarà un passo fondamentale.
di Giorgia Pellegrini
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