TRE LIBRI TRE BESTSELLER PER BORGOGNONE
21 febbraio 2023
di Ilaria Solazzo
Ilaria - Un amore il tuo per la scrittura che avuto inizio moltissimi anni fa, raccontaci.
Paolo - Sono stato molto fortunato. Sono nato in una casa piena di libri dove, fin da bambino, ho avuto solo l’imbarazzo della scelta, tra volumi di ogni genere. Evidente che questo mi abbia favorito nel diventare prima un avido lettore e - molto più avanti - anche scrittore.
Ilaria - Tre libri, tre bestseller. Partiamo dal primo...
Paolo - Raccontare la vita di Freddie Mercury: per me, fan dei Queen fin da ragazzo era un’opportunità unica, da cogliere al volo. Ne ho subito approfittato per conoscere meglio un personaggio molto importante e pieno di sfaccettature.
Ilaria - Poi è giunto il tuo secondo successo editoriale. Più testa o più cuore?
Paolo - Elvis Presley: altra chance imperdibile. In questo caso più testa che cuore, certo. E la bellissima scoperta di un personaggio pulito, serio, timido, al di là delle tante dicerie e chiacchiere che girano sul suo conto. Un “Re” in tutti i sensi.
Ilaria - Figure di spessore artistico e umano elevate. Raccontaci un aneddoto che ti lega ad ognuno di loro.
Paolo - Quando ero giovane e andavo all’università avevo un amico carissimo con una sgangherata Fiat 500 con cui ne abbiamo fatte di tutti i colori: essendo un fan a sua volta l’aveva battezzata Freddie… bei ricordi!
Studiando Elvis, invece, ho capito tanti riferimenti che prima mi sfuggivano. Per esempio, quando ero ragazzo, vedevamo in tv le avventure di Fonzie in Happy Days. Studiando il personaggio ho capito quante citazioni a lui e al suo tempo ci fossero.
Ilaria - Il terzo libro vede la tua penna scrivere di storia. Quale la citazione di Martin Luther King che hai prediletto?
Paolo - Nel caso del Reverendo King , più che una citazione mi piace ricordare un discorso. Parliamo di un oratore fantastico, con un eloquio invidiabile. Quello che mi ha colpito di più è l’ultimo, “I’ve been on the Mountaintop”, pronunciato solo poche ore prima di essere assassinato nel 1968. Un discorso fortissimo, doloroso, premonitore. Un testamento parlato di rara potenza.
Ilaria - Cosa regaleresti ad ognuno di loro se ne avessi la possibilità?
Paolo - In tutti e tre i casi, la morte e’ arrivata troppo presto, sia pur per motivi diversissimi tra loro. Ammirandone l’attività credo che la cosa più bella che gli si potrebbe donare sarebbe il tempo per regalarci ancora qualcosa del loro genio e della loro forza.
Ilaria - Il tuo prossimo progetto editoriale targato Diarkos sarà sempre una biografia di chiara fama?
Paolo - Manteniamo il riserbo, naturalmente, ma quello che posso dire che torneremo a occuparci di musica. Ancora una volta saremo in Inghilterra e seguiremo le orme di una band che ha davvero cambiato il mondo partendo da Liverpool… chiaro no???
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