Trilogia dell'acqua e i poeti occulti

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Trilogia dell'acqua e i poeti occulti

di Roberto Dall'Acqua

Trilogia dell'acqua e i poeti occulti (SQUONK)
TRILOGIA DELL'ACQUA E I POETI OCCULTI (SQUONK)
Breve premessa di presentazione doverosa: codesto Gruppo voluto tenacemente da me, Armando Ferrara Santocerma, è l'accorpamento di tre esperimenti precedenti di Gruppo, due dei quali sono stati chiusi da tempo per motivi logistici. Ciò avveniva circa un anno fa ed è nato quello definitivo che ha mantenuto per pura affezione i tre titoli in sequenza: "TRILOGIA DELL'ACQUA E I POETI OCCULTI (SQUONK)" basato su intenti più consoni all'attività artistica, proiettata a sviluppare parimenti: poesia, musica, immagine (fotografia, arti visive) ma con una speciale predisposizione ad essere uniti nell'amicizia, anzi nella vera fratellanza, e mantenendo non un tono serioso ma possibilmente "cazzeggiando" con la goliardìa dei bei tempi. L'aggregazione di artisti di rilievo e di richiamo nazionale - almeno sul socialnetwork - ha portato allo sviluppo del Gruppo che oggi vanta circa 750 Membri di cui la statistica di facebook ne conta 500 attivi, il che comprova la partecipazione. Gruppo al cui interno vige armonìa e soprattutto coesione di intenti. (si veda la straordinaria partecipazione alla Giornata Internazionale contro la Violenza sulla Donna). Col tempo nuove rubriche e nuovi interessi hanno fatto ingresso nel Gruppo, tra cui un interessante sviluppo della prosa che si avvantaggia dell'appoggio di una "pagina" di riferimento alla lettura che è "IL MISTERO DELL'ORDINE CAVALLERESCO DE' TRILOGINI". Per un criterio di libertà assoluta, sia di espressione che di predisposizione, il Gruppo è volutamente "pubblico" quindi raggiungibile facilmente dagli utenti di facebook.
Oggi esso è condotto da un Presidente Onorario, tre Amministratori e due Moderatori.
Quello che segue è la base di lettura specifica del Gruppo:
L'ACQUA ELEMENTO DELLA NATURA, COMPONENTE ESSENZIALE DELLA VITA. LE SUE SPETTACOLARI IMMAGINI, IL SUO SENSO FILOSOFICO E MISTICO. L'ACQUA FINISCE CON L'ESSERE L'IDENTIFICAZIONE PIU' SPECIFICA DI DIO, QUELLO VERO
Cos'è un TRILOGINO.
Un Trilogino è anche Cavaliere dell'Ordine Cavalleresco de'Trilogini, automaticamente; non può essere uno o l'altro, le due realtà sono indissolubili. Il nome deriva dal primo titolo stesso del Gruppo "TRILOGIA DELL'ACQUA" che è un'opera letteraria di Armando Ferrara Santocerma di carattere antologico all'interno della quale vengono dibattuti in forma romanzata i temi che si evidenziano nel seguente rapporto di "considerazioni finali". __________________________________________________

Amici Trilogini, Cavalieri e membri dell'Ordine Cavalleresco de' Trilogini,
mi sono dilungato per circa un mese tra schede storico-scientifiche, narrando poi una storia avventurosa alla ricerca della Trilogia dell'Acqua, che contiene un costrutto filosofico e umano ben preciso a favore della fratellanza universale. In essa Trilogia si accenna qua e là alla "ipotesi di storia universale", con la completa rivisitazione storica di quanto avvenuto dal big-bang fino ad un futuro che andrà a raggiungere addirittura l'epoca cosmica successiva alla nostra. E' evidente che sia opera di fantasia, nata e concepita sulla scorta di possibilità scientifiche e non, venute a scuotere le certezze del nostro tempo. Non è una setta la nostra, quindi animo in pace per tutti, è solo una dimostrazione che si possa raccontare di tutto con cognizione di causa, così come facilmente è stato raccontato ciò che ci viene tramandato, attraverso Libri considerati più credibili di altri solo per convenienza. Le verità sono tante e implicherebbero controversie di religione se... non entrasse nel discorso giusto la
MISSIONE DEI CAVALIERI DELL'ORDINE CAVALLERESCO DE'TRILOGINI Abbiamo dato una dimostrazione che qualcosa di diverso possa esistere, quindi aprendo l'area della coscienza e della conoscenza, l'animo del Trilogino si rende disposibile ad accettare il prossimo, inteso proprio in senso evangelico, chiunque ci attraversi la strada e abbia qualcosa da raccontare. L'anima del Trilogino è libera, nel suo cuore entra la tolleranza per qualsiasi credo religioso, per qualsiasi ideologia che abbia al centro l'uomo e la sua crescita, culturale, sociale e antropologica, si schiera apertamente per una solidarietà totale per i fratelli di tutta dalla terra, a partire dai più deboli sempre: I BAMBINI innanzitutto, LE DONNE che ancora han da correre per ottenere una vera emancipazione, I POVERI E I REIETTI che spesso sono soltanto emarginati dalla vita stessa, dagli affetti che li escludono e dalla società che non è più un recipiente pronto ad accogliere tutti senza distinzioni di sorta, CHIUNQUE FUGGA dalle guerre, dalla fame, dalla malattia, dalla schiavitù da tutte le forme di protervia autoritaria, dalla speculazione selvaggia.
Il Trilogino ha il credo religioso che vuole e rispetta quello altrui senza distinzioni, ma crede universalmente nella NATURA nella sua materna protezione, nella sua saggezza tecnica e scientifica, nella sua generosità, lotta quindi per assicurarne un mantenimento adeguato per essere polmone e cibo per l'umanità. I doni della terra sono di tutti! In particolare L'ACQUA, elemento che domina la vita e il pianeta. Qual è quindi la "missione"?
La Trilogia non a caso ha tre finali, praticamente contemporanei, ma che riguardano le tre parti distinte della sua concezione. Nella prima esiste la lotta di ogni uomo con se stesso, la conoscenza interiore, vera e profonda, ove l'umiltà dovrebbe sempre soffocare l'egoismo: qui il confronto viene portato metaforicamente tra "gioco" ed "inganno", e nel primo finale l'uomo si libera dell'inganno... è volutamente un finale ottimista, quindi desidera mettere l'uomo in condizione di concepire l'umiltà e agire di conseguenza. Il secondo finale riguarda la fine della nostra era cosmica dove è la natura (individuata come divinità) a mettere fine al progetto uomo con la fase cataclismatica che chiude l'epoca. È la seconda fase della Trilogia, quella che allarga la visuale dal singolo uomo al consesso sociale, schiacciato da poteri forti e sotterranei i quali impediscono il libero fruire di tutti i beni, mortificando la libertà e la dignità del popolo. Ciò avviene dopo il fallimento delle predicazioni del "settimo profeta" il cui DECALOGO ricapitolerei in questa sede, poiché riassume il credo dei Trilogini per come lo intendo io: mi auguro siate tutti d'accordo con me:
siamo tutti fratelli, nati dallo stesso ventre;
non fare a nessuno ciò che non vorresti fosse fatto a te;
abiura il tuo egoismo, non respiri da solo su questa terra;
combatti l'ignoranza tua e di chi ti è affidato in responsabilità;
non commettere alcun tipo di violenza, in specie sugli indifesi;
non adire a pratiche sessuali senza il dovuto consenso del partner; in particolare ripudia e combatti la pedofilìa e lo stupro;
rinuncia al ricorso alle armi; l'escalation uccide il dialogo;
abbatti qualsiasi tirannia, latente o nascosta, con la non-violenza e la resistenza passiva;

non commettere truffa ai danni della collettività, compresa l'evasione fiscale, perché un tributo personale sarà necessario nell'economia della comunità;
studia l'educazione civica, evitando di cadere nel tranello della massificazione ideologica;
cresci nella convinzione che non basti non fare del male a nessuno; è necessario fare il bene, per concepire la pienezza del proprio spirito.
Il terzo finale è un afflato di speranza in cui si manifesta l'unione prettamente carnale tra l'uomo e il suo dio (qualunque esso sia) per ipotizzare una prosecuzione della specie oltre la fine dell'era cosmica, ergo dopo la fase cataclismatica che porterà al termine della nostra. Riguarda ciò la terza fase della Trilogia, che prende in esame l'intera umanità e la ricerca di risposte.
Nella nuova epoca si svolge infatti il racconto che ho proposto con la ricerca, il ritrovamento e quindi la divulgazione poi della Trilogia dell'acqua.
Tutto qui: un TRILOGINO deve essere testimone con le proprie azioni e il proprio pensiero di essere portatore di questa speranza estrema di cambiamento della coscienza universale, ed è l'essenza dell'esistenza, nel senso che io credo fermamente che chi ci ha mandato qui, chiunque esso sia, in qualsivoglia maniera vi ci abbia messo (creato, costruito, modellato, attrezzato, educato), volesse che tutti imparassimo A CONVIVERE COME FRATELLI dividendoci la ricchezza della terra equamente e senza distinzioni DI SESSO, DI COLORE DELLA PELLE, DI RELIGIONE, DI TRADIZIONI E DI CULTURA, e dividendoci anche le conquiste dell'umanità, a partire dalle cure mediche e dalla ricerca biologica.
La storia dell'Ordine intende portare a chiunque lo desideri. il vivere in pace, senza prevaricare alcuno, per guardare finalmente ad un futuro con qualche virgola di luce e di tramonti d'oro.
Vi ringrazio; chiunque abbia seguito la mia fantasia ha compreso quanto mi stia a cuore il bene della terra e dell'umanità. Non posso fare nulla, perché non ne ho i mezzi. In gioventù mi sono speso personalmente, più grande ho contribuito a modo mio, poi la vita mi ha voltato le spalle, ed ho perso tutto. L'unico mezzo che ho per portare il mio grido di speranza di pace e FRATELLANZA è scrivere, proponendo la mia letteratura sui social perché DEVE ESSERE GRATUITA e ACCESSIBILE A CHIUNQUE DESIDERI LEGGERMI.
Io non obbligo alcuno ad essermi amico e di sposare le mie intenzioni; invito apertamente coloro che per vari motivi non si riconoscessero in quanto da me espresso negli intenti, di lasciare pure il Gruppo e di togliermi l'amicizia. IO QUESTO SONO E PIACE PENSARE DI AVERE CONCEPITO L'IDEA GIUSTA - L'UNICA - PER UNA CONVIVENZA VERA PACIFICA E SANA in conformità con quanto stabilito e ricercato da tutte le religioni del mondo.
GRAZIE per avermi seguito. Vi abbraccio tutti.
Chi volesse leggere il MISTERO ha la pagina a disposizione.
Chi invece volesse leggere l'Antologia della PENTALOGIA DELL'ACQUA entri pure tranquillamente nell'altra pagina, dal medesimo titolo, in cui troverà TUTTA la mia opera, che essendo appunto antologica, è composta da romanzi, racconti lunghi, novelle più brevi, considerazioni, appunti filosofici, quindi è leggibile anche a pezzi senza perdere fili narrativi. E' l'assunto totale che ha valore di messaggio.
Buon proseguimento a tutti i Trilogini, sperando che dopo la mia "fatica" giocosa, fantastica e intensamente umana, ci si senta più orgogliosi di appartenere in qualità di CAVALIERI all'ORDINE CAVALLERESCO DE'TRILOGINI nato per assoluto gioco tra i Membri, ma soprattutto d'essere fieri di appartenere al NOSTRO GRUPPO, dentro il quale la stima, l'amore per la natura, per l'arte, il senso di amicizia, di rispetto, di allegria assoluta, di ironia, praticamente il SENSO DI FRATELLANZA già è adottato quale cammino esistenziale da seguire.
Armando Ferrara Santocerma 27 Novembre 2019 https://www.facebook.com/groups/1671351366308557/

Stefania Melani
Accoglie la vita
il ritornante autunno.
Dove andranno
a vagare
queste calde cromie quando
i nudi rami,
soli,
si raccoglieranno in preghiera?
Stefania MELANI
@ d.r.
Foto di Stefania Melani @ d.r. ( Dal giardino)
Armando Ferrara Santocerma la profondità del verso parte con un accenno quasi palindromo; autunno accoglie la vita sì, ma nella morte, quindi ne raccoglie il senso, la fine, la sua conclusione annuale naturale, predisposta e certa, perchè fornisca la base per la sua resurrezione... quando ne sarà stagione. La seconda parte infatti si interroga, a questo punto, i colori che impallidiscono e poi svaniscono, dove si nascondono, mentre - e qui diventa sublime l'immagine - i rami nudi si raccolgono in preghiera. Non avrebbero bisogno di pregare, perchè la natura non fallisce il suo obiettivo, la rinascita è certa, avrà il suo tempo di crescita ma è ineluttabile. Allora perchè "pregare", e non invece raccogliersi solo in meditazione? Perchè la sensibilità di Stefania considera questa meditazione autunnale in senso mistico, e la natura lo suggerisce, ci introduce a feste che sarebbero di interiori interrogativi e bilanci, mentre quel letargo quasi totale ammanterà per mesi cose, bestie, anime e coscienze. Formidabile intuizione, la "mistica del tempo", la "mistica dell'evoluzione ciclica naturale" insegnamento primo di tutto lo sviluppo antropologico di un'umanità che non ha capito... solo i poeti... grazie Stefania ti abbraccio con affetto devoto alla tua ispirazione che mi conduce perle di tale intensità. (fotografia stupenda!) ?
Stefania Melani Armando Ferrara Santocerma Parlare con te è un regalo, poeta. Si..perché tu sai “ capire “ a fondo il senso mistico ed intrinseco della poesia...
Non importa cercare per forza strade traverse, affettate, difficili...bastano pochi ingredienti e il gioco è fatto! Uno è il mistico raccoglimento nel “ silenzio” interiore soprattutto e, possibilmente, anche esteriore...
Uno è il seguire la naturale ciclicità dell’esistenza, questa ci dice come...se girandoci intorno getteremo occhi, mente, cuore e viriditas...nel creato che ci circonda.
L’autunno è ricco di bellezza..e tanto basta per riempire vuoti interiori immensi. Certo non sempre è facile, tutt’altro direi, ma però funziona.
Grazie infinite poeta, sei unico!
Che il tuo giorno sia di luce e serenità Armando

Adele Libero
La silenziosa violenza delle case
Lanciavi le mie rose dal balcone solo per disprezzarne la bellezza, era per te esaltante, era emozione il darmi troppe spine ed amarezza.
Ed io vivevo sempre in apprensione perchè a tutto reagivi con durezza nè ti curavi affatto del magone
che mi riempiva il cuore di tristezza.
A sera nei capelli miei cercavi profumo di verbena e margherita, offrendo amari petali d’amore.
Ho rotto le catene, ma il dolore
l'ho dentro: hai sabotato la mia vita, perché in modo violento tu mi amavi.
Mì Mimmo
Immensa è La Grandezza Dell'assenza, Tanto da Essere la più Amata.

Bruna Cicala a Trilogia dell'acqua e i poeti occulti (SQUONK) Autopsia delle Eroine
Santa Hildegarda di Bingen - 2^parte
Parola chiave: Donna
(...) E quindi parliamo di Donna. Donna nella cristianità, nell’arte, nella scienza; affrontiamo, se esiste, la questione della donna nella chiesa. Niente di meglio che iniziare da Santa Ildegarda, per lungo tempo quasi sconosciuta ai più ma figura di spiccato valore e portatrice sana di infinite domande, balzata alla conoscenza del mondo attraverso il Papa Emerito Benedetto XVI che, come suo ultimo atto prima delle dimissioni, l’ha nominata Dottore della Chiesa. Hildegarda di Bingen
Ildegarda era l’ultima di dieci fratelli della nobile famiglia dei Vermessheim, nacque nel 1098 a Bermersheim, in Renania, e morì ottantunenne nel 1179.
L’etimologia del suo nome deriva dal germanico Hildegard o Hildigardis, composto dalle radici hild, "battaglia", e da un secondo elemento gard, che significa "recinto", "spazio delimitato" oppure "verga magica". Il significato può quindi essere interpretato come "guerriera che protegge" o "colei che è audace in battaglia”. Una sua profezia che si sarebbe verificata nel corso della sua vita.
Destinata alla vita monastica, entrò in convento all’età di otto anni nel monastero benedettino di Disibodenberg dove poi si consacrò come oblata; era di intelligenza pronta e acuta ma anche di salute fragile. La sua vita fu segnata da visioni celesti che cominciarono all’età di 5 anni, come lei stessa raccontò:
“Nel mio quinto anno di vita vidi una luce così grande che la mia anima ne fu scossa, però, per la mia tenera età, non potei parlarne... (cit.)”.
Non ne parlò per lunghi anni, fio a quando, all’età di 42 anni, un’altra visione la incitò a raccontare al mondo ciò che sentiva e, più lei era restia, più le forze le venivano a mancare e più le sue sofferenze aumentavano. La voce di Dio la esortava inesorabile “Manifesta le meraviglie che apprendi ... Oh tu fragile creatura ... parla e scrivi ciò che vedi e senti...(cit.)”. Dietro suggerimento di Bernardo di Chiaravalle al quale si era confidata, si decise a rivelare al mondo le sue visioni ed iniziò la sua prima opera, Scivias, «Conosci le vie», dove riassume in trentacinque visioni gli eventi della storia della salvezza, dalla creazione del mondo fino alla fine dei tempi. Ma le prerogative e le capacità di Ildegarda non si limitarono al misticismo e alle profezie, poliedrica mente attratta dal sapere e dalla cultura, ogni forma d’arte ha beneficiato del suo contributo. La musica e il canto gregoriano che travalica i limiti dello stile levigato dell’epoca, hanno rappresentato per la santa la sinfonia perfetta dell’universo, la via per accedere al misticismo della vita cristiana. La poesia, le immagini, la pittura, così come ogni altra conoscenza scientifica e medica, era ciò che la spronava ad allargare i suoi orizzonti di monaca, portandola a fondare tre diversi monasteri e a compiere, cosa molto rara per l’epoca, ben quattro viaggi apostolici, approvati dal clero. Le sue idee, le sue convinzioni, la sua fede, le permisero di ottenere l’appoggio di molti uomini potenti del clero e di imperatori, parlò di papi e antipapi nonostante il loro appoggio, parlò di sodomia e dell’omosessualità e del perché, a seguito di perversioni sessuali che non si fece remore di nominare, l’uomo subì il diluvio universale. Fu la prima a descrivere un orgasmo femminile negando il peccato originale e definendo il piacere sessuale come espressione del paradiso terrestre.
Era comunque ben conscia che per il clero era in primo luogo una donna, quindi situata un gradino più in basso rispetto all’uomo maschio, e che i vescovi e gli abati le riconoscevano l’autorità solo perché trasmetteva la parola di Dio. Il sapere, la medicina, le conoscenze fisiche e scientifiche, non erano di competenza femminile, bastava ignorarle, come se non esistessero sul serio dentro la mente di Ildegarda.
Però le sue idee riformiste sulla donna nella Chiesa del tempo, fu di impatto e la sua ferrea tenacia fu proiettata a

risvegliare le coscienze in un’epoca già segnata da grandi innovazioni, soprattutto per promuovere un nuovo ideale di vita all’interno di un monastero rigorosamente claustrale. Per questi motivi ebbe moltissimi seguaci, soprattutto fra le genti comuni, più disposte a riconoscere la valenza e la conoscenza della vita che ogni donna racchiude in sé.
Santa Ildegarda, donna di chiesa e monaca ma profondamente donna tra mura fredde e claustrofobiche, tra visioni di luce e conoscenze apprese di certo nei segreti bui del monastero: corpo freddo e cuore caldo come la mente vivace e viva. La modernità delle sue idee è tale che ancora oggi esse sono vere e attuali, i mezzi di comunicazione da lei usati sono stati esattamente quelli di una realtà odierna multimediale: musica, parola, immagini. Ma riguardo le sue visioni, oggi la si considererebbe probabilmente come un caso estremo di persona affetta da disturbo psicologico. Fu una guaritrice, caso evidente di propensione alla stregoneria e asservimento al demonio ma pure una approfittatrice delle finanze altrui, i social oggi ne sono pieni. Fu una musicista mistica, un' erborista, medico e farmacista? Caso evidente di usi di sostanze allucinogene naturali e non, pubblicizzate e sfruttate per delinquere: quanti casi conosciamo attraverso i media? E via dicendo.
La storia non insegna, la sete di sapere non perdona in nessuna epoca.
Nonostante la sua enorme valenza, a Santa Ildegarda sono occorsi 900 anni per avere il riconoscimento concesso da un Papa che, forse a scanso di recriminazioni, ha firmato l’atto come sua ultima disposizione prima delle dimissioni. I Dottori della Chiesa sono uomini e donne che per la loro santità e per la loro eminente dottrina, testimoniata specialmente negli scritti, sono stati proclamati tali dall'autorità della Chiesa. Ne sono stati nominati in tutta la storia solo 36 e di questi solo 4 sono donne, S. Teresa di Gesù, S. Caterina da Siena, S. Teresa di Lisieux, oltre la nostra Ildegarda, perché solo a partire dal 1970 la Chiesa, attraverso Papa Paolo VI, ha ritenuto degne di tale riconoscimento anche le donne che si erano distinte per la valenza del loro insegnamento che aveva illuminato anche un piccolo gruppo di uomini ai quali, fino ad allora, era stato riservato il diritto allo studio e all’educazione nella Chiesa.
Esiste quindi una questione della donna nella chiesa? Se leggiamo e interpretiamo bene la bibbia no, se invece ascoltiamo le varie interpretazioni passando tra una lingua e l’altra, tra aggiunte e artifizi sacerdotali della chiesa dell’uomo, assolutamente sì. Difficile comprendere dove stia la verità, se sia stato fatto ad arte o sia coincidenza non voluta.
Certo è che anche Papa Francesco ne parla sovente: “Esiste una mentalità maschilista nella Chiesa” .
Certo è che, vista la continua china inarrestabile delle vocazioni sacerdotali, un’apertura alla donna si rende necessaria, anzi, indispensabile. Ma anche questa è un’interpretazione.
Certo è che Santa Ildegarda, o Ildegarda donna, sono un filo conduttore che unisce nel tempo le grandi figure femminili sapienziali, a partire forse da Ipazia, passando per tutte le figure femminili della Bibbia e, a seguire, ogni donna cantata e decantata nell’arte, nella letteratura, attraversando la Beatrice di Dante e tutto ciò che ha reso nobile o riscattato ogni donna di qualsivoglia epoca.
Per questo motivo non posso ritenere antipatica Ildegarda di Bingen, proprio perché donna e “guerriera”, incidentalmente Santa.
BrunaCicala/R
Disma Ballabio
riflessi autunnali. Lago Azzurro

Armando Ferrara SantocermaTrilogia dell'acqua e i poeti occulti (SQUONK) Amministratore · 25 novembre ·
La Giornata Mondiale contro la Violenza sulla donna
induce a molte riflessioni. Ho un principio - io - che difficilmente è condiviso, sono scomodo, dico le cose che in genere non piace sentire, quindi scalpita la suscettibilità di chiunque si senta chiamato in causa. Ciò che affermo in questo breve articolo riguarda riscontri storici inconfutabili, e le ipotesi avanzate sono avvalorate da documenti precisi e riscontrabili. L'uomo si affaccia sulla terra circa 4750 anni prima di Cristo, lasciamo perdere il "come", ma sicuramente appare insieme a colei che gestisce la vita e la riproduzione; questo uomo conosce poco e ragiona con l'osservazione, nonché con la suggestione. Impara che qualcosa di divino esista nella natura: la luce, la tenebra, la luna, il sole, l'acqua... poi conoscerà il fuoco, e tra questi elementi naturali di "vita" include la fattrice, la Dea Madre, colei che porta la vita. Si accorge che per la sua stessa sicurezza sia meglio vivere in comunità, e si rende conto - ancora senza armi né cognizioni di lotta - che la conduzione della Tribù debba essere giustamente demandata alla femmina, perchè la forza stessa della Tribù è soltanto il numero dei componenti, quindi quanti figli ognuna di queste femmine del gruppo sia in condizione di partorire, accudire, crescere, educare... l'uomo ha solo due compiti: copulare per instillare la vita nel ventre femminile e cacciare per procurare cibo. Fine. Da queste cose si evincono due fattori

importantissimi e che saranno la causa delle disgraziate evoluzioni di quella che considero la "violenta rivolta del maschio". Il primo fattore è che dio sia Femmina in quanto creatrice e ciò è estrapolato dalla storia e dai ritrovamenti archeologici antecedenti al monoteismo, col risultato che la più potente e grande divinità è la MAGNA MATER chiamata in mille modi diversi ma comunque identificabile in un unico dio dell'umanità ad ogni latitudine delle terre conosciute, e non. Il secondo fattore è che tutte, ma proprio tutte, le comunità preistoriche siano "matrifocali" quindi con al centro la donna che governa la comunità stessa. Nel mondo ancora oggi ne esistono diverse e pare (dico pare...) siano tutte comunità funzionanti alla perfezione, ben gestite e assolutamente pacifiche. Nelle Scritture e nella Storia veniamo a conoscenza di diverse femmine chiamate a governare anche popoli ben progrediti, vedi le Regine d'Egitto primogenite di stirpi che di diritto danno pari dignità alla successione; vedi le potentissime Regine degli Assiri, vedi riferimenti biblici quali la Regina di Saba. Tutte descritte come potenti, intelligenti e sagge governatrici.
Comunque ancora prima, quando l'uomo conosce il fuoco e col fuoco le armi, comincia a conoscere quindi la violenza, diviene smaliziato e comincia ad essere dominato da un concetto di potere che prima non poteva neppure concepire. La femmina è il suo dio, il suo governatore nonché il mezzo naturale del suo stesso piacere, e ciò lo disturba, al punto di pensare di stravolgerne il senso usando quello strumento che ha imparato a gestire: la forza, la violenza. Modifica l'assetto comunitario, e col tempo diviene il dominatore violento, passo facile questo, perché manifesto attraverso atti traumatici che obbligano alla sottomissione. Restano fuori due fattori "fastidiosi": l'invidia del parto, lui UOMO non è padrone della vita e della procreazione per legge naturale e se ne duole, fino a concepire un odio feroce nei confronti della propria stessa madre.
Secondo: si rende necessario che la femmina sia defraudata del potere divino.
L'odio per la generatrice, come lotta di genere, non morirà mai più, mentre per la divinità ci pensano i creatori della menzogna monoteista; la religione che meglio conosciamo è quella Cattolica, che propone 10 Comandamenti gli ultimi due dei quali conosciamo tutti, senza contare che nella redazione originaria della Bibbia il Comandamento sia "uno solo". Riporto l'espressione della scrittura: "non desiderare la casa del tuo prossimo, la MOGLIE di lui, né il servo, né l'ancella; né il suo bove, né l'asino; né cosa alcuna che è sua"; pertanto "non desiderare la roba d'altri" è generico e "non desiderare la donna d'altri" estrapolato dal contesto. La chiesa non fa la distinzione per innalzare il ruolo della donna, ma intende inventare, quasi, un peccato che non esiste, per comodità di catechismo, dato che già esiste altro Comadamento che impone: "non commettere adulterio" (la Chiesa lo cambia e lo legge come "non commettere atti impuri"). Una moglie che viene enunciata al pari di una casa, già considera irrealizzabile un concetto d'amore coniugale; se poi viene rapportata al servo e all'ancella, trasforma l'angelo del focolare nella schiava dello sposo. Ma confonderla con l'asino e il bue è il massimo del maschilismo più becero.
Le altre Religioni monotesiste non sono da meno, anzi, l'azzeramento del ruolo femminile è ancor più ignobile!
Ecco il gioco è fatto dio non è più femmina ma bello mascolino con la barba, i muscoli e tutti gli attributi del maschio. Da dove credete che nasca, amici miei il sopruso sulla donna? Da qui, e nessuno lo vuole ammettere. Passano i secoli e l'uomo rafforza il suo predominio fino a quasi i nostri giorni in cui dopo la rivolta degli anni '60 e '70 del Movimento Femminista e la ricerca sempre più avanzata di emancipazione, s'è irritato il potere di questo uomo che ritenendosi portato all'esasperazione incosciente, verso la perdita di un predominio che avanza come diritto acquisito, produce il moltiplicarsi dell'abuso in tutte le maniere più barbare e feroci, perché sa che la menzogna sta venendo meno, e la donna tornerà ad avere il suo ruolo centrale, praticamente indiscutibile, non solo nella comunità ma anche nell'assetto famigliare e di coppia, uscendo dallo stereotipo malato e radicato fin dall'età dell'adolescenza che essa donna sia un "possesso" maschile come evinto dalla fasulla costola d'Adamo.
Armando Ferrara Santocerma
25 Novembre 2019

Eva Alfinito
25 novembre alle ore 08:15
IL SACRO DONO DELLA RECIPROCITÀ
Ti disse " Tu sei mia"
e tu non leggesti
la torbida promessa che celava,
la smania di possesso nei suoi gesti,
l'ombra malsana
quando ti guardava.
Dalla sua bocca
gocce di minaccia
cadevano sul candido tuo viso,
ma non sentisti il viscido veleno
che nascondeva dietro il suo sorriso.
E non sentisti l'avida insistenza
che corrompeva il gusto dei suoi baci,
il suo volerti come un mero oggetto,
mentre ti sussurrava: "Tu mi piaci".
Ti prese il polso,
per mai più lasciarlo,
ma tu, le sue catene non vedesti,
ché nastri di velluto sui tuoi occhi
lui ti avvolgeva,
per poi dominarti.
Perdonalo,
perché non seppe amarti.
Perdonati,
perchè non lo hai capito.
Perdona quell'amore difettoso,
che ha dilaniato a morsi le tue ali.
Perdona, vivi, credi,
ed ama ancora,
ché gli uomini non sono tutti uguali.
E infondi ancora semi di speranza
perché tu sola, donna,
lo puoi fare.
Tu che dal grembo infondi nuova vita e ti concedi come una carezza, perché tu custodisci il sacro dono
dell'esser due nella scambievolezza.
Eva 25/11
Giornata mondiale
contro la violenza sulle donne

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