Massimo: un ricordo presente16/6/2019

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Massimo: un ricordo presente16/6/2019

di Antonella Duosi

Ti ricordo come fosse ieri: fragile, stanco, con lo sguardo spento pur avendo solo tredici anni. Eri un mio compagno di scuola di quinta elementare: entrasti a fare parte della nostra classe solo l’ultimo anno di scuola. La nostra maestra, un giorno che non ricordo del lontano 1972, ci disse che doveva farci un annuncio importante: avremmo avuto con noi un nuovo amico, un bambino di nome Massimo. Ci spiegò che eri più grande di età e che eri di salute cagionevole, ma tanto desideroso di fare parte del nostro gruppo: eravamo trentacinque bambini e lei ti aveva raccontato tutto di noi! Mentre la maestra ci parlava di te, il mio petto batteva forte, forte: il tuo cuoricino era nato stanco, non potevi correre, salire o scendere le scale e la colorazione della tua pelle era bluastra. Eri afflitto dal Morbo blu, una malattia a quei tempi non curabile, se non con un trapianto di cuore. In quell’aula, dove difficilmente regnava il silenzio, scese una coltre di  tristezza e incredulità, che fece zittire anche i miei compagni più discoli. Le mie gote erano rosse e scottavano come se fossi febbricitante: mi guardai intorno e mi accorsi che i  visi dei miei compagni trasmettevano una miriade di sentimenti; dolore, paura, stupore. Trascorsero alcuni giorni prima del tuo arrivo, giorni che ci sembrarono eterni: eravamo più silenziosi e come maturati in breve tempo. Il giorno che arrivasti fui la prima ad incontrarti: la nostra aula era al terzo piano e il tuo papà faticosamente, ma con immenso amore, ti teneva fra le braccia come un neonato per portarti a noi. Quando varcaste la soglia della nostra aula ti vidi magicamente in piedi e camminando lentamente, tenendo stretta forte la mano di tuo padre, ti avvicinasti alla nostra maestra. Noi eravamo ammutoliti: la nostra insegnante ruppe il silenzio e fece un breve discorso di circostanza. Tu Massimo con coraggio vincesti l’emozione e ti presentasti: la tua voce era roca e ansimante, ma faceva trasparire la gioia di essere lì con noi! A turno ci avvicinammo a te per presentarci: non tutti ebbero il coraggio di stringere la tua mano di quello strano colore, io te la strinsi forte e ti guardai negli occhi , eri un bambino con grandi occhi neri e dallo sguardo buono e vidi che mi sorridesti felice!Entrasti a fare parte del nostro rumoroso gruppo, ti facesti subito volere bene e noi bambine , dotate di istinto materno, eravamo affettuose e attente ad ogni tuo  bisogno. Fra tutte decidesti che fossi io la tua amica speciale con cui condividere i tuoi pensieri ed emozioni: un giorno mi parlasti del tuo fratellino minore, dicendo che poteva correre e che tu correvi solo quando tuo padre, stringendoti tra le braccia correva per farti conoscere la sensazione del vento nei capelli e vedere le tue gote divenire per un attimo rosee e gli occhi brillare per la gioia di quel momento. A quei tempi  tutti avevamo un diario e ogni compagno faceva un disegno con un pensiero:in una pagina del mio diario di paglia rossa c’è il tuo disegno, un cagnolino che abbaiava.  Un mattino che  non scorderò mai il tuo banco era vuoto: ci fu detto che eri andato a Parigi con i tuoi genitori in un grandissimo ospedale dove avrebbero cercato di guarirti con un intervento difficile. Era la tua ultima occasione, ed io lo sapevo, perché chiesi a mio padre di spiegarmi cosa avevi. Ho trascorso i giorni fissando il tuo banco, eri il mio amico più caro e non volevo perderti.  Dopo circa un mese dalla tua partenza, la maestra una mattina entrò in classe con gli occhi arrossati : caro Massimo eri volato in cielo!Scoppiammo a piangere e raccogliemmo dal giardino della scuola alcune margherite da deporre sul tuo banco. Ho davanti  agli occhi l’immagine di noi bambini per strada con la nostra maestra e i tuoi cari che seguiamo la tua piccola bara bianca. Per mesi ti ho sognato, poi ho capito che eri divenuto un angelo e che mi saresti sempre stato accanto: ho rivisto i bambini di trenta anni fa, e sono certa che tu eri lì con noi. Massimo, non ti ho dimenticato e non ti dimenticherò mai!

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