Lucia Crivelli Visconti, donna d'altri tempi1911-2001

Memoria per Lucia Crivelli Visconti, donna d'altri tempi

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Lucia Crivelli Visconti, donna d'altri tempi1911-2001

di Irene Teyxeira

Signorile e bella: questa eri nel ricordo di molti, Lucia. Una donna di altri tempi, un po’ frenata nell’espressione dei sentimenti, sia nei confronti dei tuoi tre figli che dei numerosi nipoti, ai quali eri legata da un vincolo di profondo affetto. Ne eri la fan perfetta: qualunque fosse il loro passatempo preferito, li sostenevi immaginando un futuro radioso per loro: Luca sarebbe diventato un abile commerciante, Chiara una campionessa di nuoto, Francesca un’atleta e così via.I tuoi nipoti, nessuno escluso, erano il tuo fiore all’occhiello. Ne tessevi le lodi in pubblico, per rimproverarli di qualche loro mancanza, presunta o reale, in privato. Eri dotata di uno spiccato spirito critico e di un senso dell’umorismo un po’ inglese. Tenevi molto al tuo aspetto esteriore: elegante, sempre fresca di messa in piega, impeccabile nei modi. Ti sposasti, per amore, con un uomo che ti ricambiò e non ti fece mancare nulla sotto il profilo economico. Non mancarono discussioni anche accese, fra di voi, nel corso delle quali i vostri caratteri, ambedue forti, trovavano il miglior terreno di scontro. Dotata di un self control invidiabile, che mandava in bestia il tuo focoso e vivace consorte, con poche parole riuscivi a ribaltare qualsiasi situazione a tuo vantaggio, senza alzare mai la voce né mostrati particolarmente turbata.
Fu una vita quasi principesca la tua, emozionante e intensa come la più bella delle favole: ricevimenti, sfarzo, ricchezza, persino un piccolo castello come dimora. Fino alla morte prematura del tuo primo marito, che ti rivelò come molti vi fossero stati amici solo per interesse. Ma tu, donna forte e battagliera, pratica e oculata, non ti perdesti d’animo. Ti rimboccasti le maniche e ti stringesti ai tuoi tre figli, che come tutti i figli del mondo ti diedero soddisfazione e gioie, ma anche qualche dolore. Trovasti pure il tempo di risposarti con un amico di famiglia, a sua volta vedovo: non visse a lungo, purtroppo, e così sperimentasti per la seconda volta, nella tua bella ma imprevedibile vita, il vuoto di una vedovanza prematura.
La cucina non era il tuo forte: preparavi torte con fondi acquistati al supermercato e un polpettone che non era dei migliori, ma lo facevi con amore. Come frutto d’amore erano i tuoi lavori ai ferri. Un Natale regalasti a tuo nipote Luca un maglione, sbagliandone le misure e, dato che il poverino faceva fatica perfino a infilarselo, desti la colpa al suo naso, un po’ troppo prominente. Eh, sì, Lucia cara, volevi avere sempre ragione tu!
Sul tuo comodino non poteva mancare una copia della Settimana Enigmistica: riuscivi a risolverli tutti – anche quelli più complicati - i cruciverba, gli anagrammi e i rompicapi di quella pubblicazione che, a tuo dire, ti serviva a mantenere in allenamento i neuroni. In realtà il tuo cervello godette di ottima salute fino alla fine: non ti sfuggiva nulla, ironica, intelligente, tagliente e sveglia come eri!
Moristi con dignità in un letto d’ospedale, di un tumore all’intestino, tuo punto debole da sempre.
Avevi quasi novantanni e, alle spalle, una vita vissuta intensamente e senza alcun rimpianto, ricca di esperienze, insegnamenti e soddisfazioni.
I tuoi nipoti ti ricordano così: bella di una bellezza aristocratica e austera, a volte, un po’ severa nei giudizi, ma, a tuo modo, sempre molto affezionata.
In una pregevole tela del Migliorati, risplende immortale la tua finezza di lineamenti e l’azzurro incantevole dei tuoi occhi.

Lucia Crivelli Visconti, Foligno (PG) 1911 - Perugia 2001

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