Gina Delle Donne, la mia guancia sul tuo ventre1944-1998

Memoria per Gina Delle Donne, la mia guancia sul tuo ventre

Aggiungi il tuo ricordo al diario

Gina Delle Donne, la mia guancia sul tuo ventre1944-1998

di Giovanna Iammucci

Ricordo di Gina Delle Donne

Un lungo corridoio con pareti bianche. A sinistra la porta del salotto. In fondo, come un buco in una grotta, la porta d'ingresso. Potrebbe bussare da un momento all'altro, con la solita suonata di campanello: due trilli. Potrebbe chiamare al telefono e dire semplicemente: “ sono tornata”. Potrebbe? No, non lo farà. Lei non tornerà, non chiamerà con il suo tono acuto, non busserà più alla porta. Eppure uno dovrebbe arrendersi all'idea che quando non si torna non si torna, invece a volte, la mente dimentica per proteggersi e spera ancora. Lei se ne andò in un pomeriggio di febbraio, lei che mi imparò a scrivere, a disegnare, a lottare, a ridere, lei che canto in tutte le canzoni ma che nessuna canzone me la porterà indietro, lei non c'è più. Te ne rendi conto nei vuoti che ha lasciato, nei vestiti sempre appesi nll'armadio, nelle scarpe che non presterà più, nel profumo di buono che proveniva dalla cucina quando era ai fornelli. Si è figli una volta sola nella vita, e quando un genitore muore non lo sarai mai più. Potrai sentirti chiamare mille volte, eppure non sai cosa daresti per essere chiamata almeno una volta sola, una: “ Figlia mia!”

Lei che non mi prepara la colazione.

Lei che non mi aiuta ad indossare quel vestito stretto che voglio far entrare a tutti i costi.

Lei che quando ho pubblicato il mio primo libro non c'era fra il pubblico ad applaudirmi.

Lei che non ci sarà nella mia vita.

Ti rendi conto davvero che non tornerà davanti alle sue ossa: in quel momento è come se stessi assistendo ad un delitto: il delitto di aver vissuto nella menzogna, occultando il cadavere del suo ricordo. Gli abiti, le scarpe e nel mio caso la parrucca, celati dalla terra sporca, sono stati una coltellata al petto. È stato come se gridassero: “ svegliati! Solo questo è restato di lei!” Sulla terra semmai, non dentro al cuore di chi l'amava, non dentro al mio. Il tempo non cancellerà quello che lei è per me.

È giugno. Sono 20 anni e 4 mesi che te ne sei andata ma se chiudo gli occhi io sono sempre lì, con la mia guancia sul tuo ventre.

Gina Delle Donne, Olevano sul Tusciano (SA) 19/01/1944 - Salerno 07/02/1998

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA copyright www.ilgiornaledelricordo.it

Aggiungi il tuo ricordo al diario


Il Giornale del Ricordo

Scrivi il tuo ricordo