Oliviero Beha, libero giornalista1949-2017

Memoria per Oliviero Beha, libero giornalista

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Oliviero Beha, libero giornalista1949-2017

di Raffaella Bonora Iannece

È stato definito la voce contrastante del giornalismo italiano, il fiorentino Oliviero Beha che si è spento a Roma il 13 maggio 2017, a soli 68 anni, a causa di un tumore al pancreas.

Grande giornalista, scrittore, conduttore televisivo e radiofonico, poeta e saggista, ha lasciato, sicuramente, un grande vuoto nel panorama italiano, e nel cuore di chi lo ha amato, perché prima di tutto ciò, Beha era un grand’uomo. La sua carriera giornalistica ebbe inizio in seno alla Repubblica, dove si occupava di società e di sport, e quindi di una delle sue più grandi passioni: il calcio. Ed è proprio al mondo del calcio che è legata la sua inchiesta più famosa, quella che fece tanto scandalo nel lontano ’84, quando sostenne che la partita finale fra Italia e Camerun del Campionato mondiale di calcio ’82 fosse stata combinata, ipotesi contestata per anni. Nell’ ’87 approda in televisione,insieme ad Andrea Barbato, con il programma Va Pensiero, da non dimenticare i successi radiofonici di Radio Zorro e Video Zorro, in versione televisiva. Radio Zorro è stato il programma radiofonico più premiato negli ultimi anni, all’epoca, soprattutto dopo la fusione con lo storico 3131, divenne un vero caso dell’anno, con oltre centomila richieste di intervento e una media di 300 telefonate a puntata. Ma la bravura, il genio di quest’uomo non si fermano al mondo televisivo e giornalistico, egli andava oltre, la sua mente, legata a doppio filo con la scrittura, era in grado di partorire emozionanti testi teatrali spesso rappresentati, numerosi saggi e raccolte di poesie. La sua vita è stata costellata da varie esperienze e le sue idee sono state odiate ed amate al tempo stesso, le sue parole erano medicine, avevano un sapore amaro ma curavano. Nel suo Crescete e prostituitevi sfidava, come si nota già dal titolo, una generazione senza valori, orfana di ideali, andava contro i pilastri,ormai caduti, di un’Italia che non si regge più in piedi, Mio nipote nella giungla, descrive, con il solito stile accattivante che lo contraddistingueva, le aspettative per il futuro dei giovani d’oggi, probabilmente il suo libro più crudo e feroce, perché cruda e feroce è la giungla in cui i bambini vengono al mondo oggi, tra mille insidie e pericoli, senza difesa alcuna. “Scrivo queste righe perché con grande orgoglio, sono convinta che papà lascerà un vuoto profondo nel mondo dell’informazione perché a dispetto del suo carattere burrascoso, a volte irriverente, spesso ironico, dispotico e a tratti per alcuni arrogante, è stato, è, e rimarrà un giornalista libero.” le parole di sua figlia, dopo la morte di Beha. Oliviero era un uomo innamorato della famiglia, e di quella figlia affetta da sindrome di Down, Saveria. Toccante la poesia ed il libro dedicati a lei, Amore caro a filo doppio con persone fragili, che è intervenuta durante la trasmissione Nemo – nessuno escluso lo scorso marzo. “Se qualcuno mi chiedesse se rivorrei una figlia Down, non lo so, a essere onesto” disse con sincerità il giornalista, una volta “posso dirvi che avere una figlia Down è un’esperienza che ha migliorato tutta la mia famiglia”. Uomo sempre impegnato nel sociale, contro le ingiustizie, nel 1991progettò e realizzò Un terno al lotto, il primo programma televisivo dove si incontravano domanda e offerta: in due mesi, grazie a lui,trovarono lavoro circa 2600 persone.

Tutto ciò, tutto il suo impegno, il suo amore per l’onesta, la sua ricerca della verità, la grande passione e l’enorme talento per la scrittura – “nelle ultime settimane mi è capitato di essere le mani di papà che hanno trasferito in parole scritte su un monitor quello che lui velocemente mi dettava. Si, perché gli articoli lui, li aveva in testa, non seguiva appunti, non doveva cambiare o correggere delle frasi … lui parlava ed io scrivevo perché animare,vibrare, e far venire vere le parole, Lui, l’aveva come dono” spiega sua figlia – i premi vinti, i riconoscimenti ricevuti, il suo carattere non semplice ,lo hanno reso un giornalista libero e, come egli stesso diceva, la libertà è il più grande lusso. Così lo ricorda Dario Nardella, sindaco di Firenze “penna libera e sagace, mai piegato dal conformismo dell’informazione, Oliviero ci mancherà molto. Il suo addio in silenzio ci riempie il cuore di dolore”, e colmo di dolore è il cuore di sua moglie Rosalia e dei figli Saveria, Germana e Manfredi, e di tutti coloro che lo hanno amato e ammirato.

Addio ad uno dei giornalisti più noti ed autorevoli del panorama italiano e della comunicazione.

Oliviero Beha, Firenze 14 Gennaio 1949 - Roma 13 Maggio 2017

 

 

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