Michele Scarponi, capitano del Giro d'Italia1979-2017

Memoria per Michele Scarponi, capitano del Giro d'Italia

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Michele Scarponi, capitano del Giro d'Italia1979-2017

di Mariangela Mombelli

Caro Michele,

ho ereditato la passione per il ciclismo da mio padre e l'ho trasmessa senza colpo ferire a mio figlio. Il ciclismo è la continuità della mia vita, il ponte tra il passato., di cui rimangono i racconti e i ricordi, il presente nella condivisione di tappe, gare, storie con mio figlio, e il futuro quando lui ricorderà questo presente diventato il suo passato. Ricorderà la tua ultima vittoria al tour des alpes, incollati insieme al televisore a fare il tifo perché tu vincessi... "Scarponi, oggi vince Scarponi, è in gran forma, se lo merita è un grande!" Il tuo arrivo a braccia alzare è stata gioia pura. E adesso aspettavamo il Giro... con  Scarponi capitano dell'Astana. Nel nostro gioco delle previsioni dei vincitori delle maglie del Giro, eri la mia maglia rosa! La passione per il ciclismo, non è solo passione per il gesto atletico, ma è passione per la vita dei corridori, per la loro storia. Mio padre, classe 1918, diceva di amare il ciclismo perché è lo sport della povera gente. Perché la "povera gente" allora la bicicletta aveva come mezzo di locomozione e niente più. Perché "la povera gente"  allora portava le stigmate del sacrificio, della fatica e riconoscersi nella vittoria di Coppi, Bartali, Gimondi o Moser... era poter sfiorare l'illusione del proprio riscatto sociale. Michele, saresti piaciuto molto a papà per quel tuo modo antico di essere il gregario che costruisce la vittoria del proprio capitano, protagonista senza essere eroe, perché di eroi non abbiamo bisogno, ma di protagonisti si. E tu lo eri con la disponibilità, i sorrisi, le battute anche dopo tappe da dimenticare. Forse perché sapevi che nella vita nessuna tappa è da dimenticare se vogliamo comprendere chi siamo, i nostri limiti e le nostre potenzialità..., se vogliamo ripartire superando momenti di crisi e di difficoltà, come sapevi fare tu. 
Caro Michele, tra dieci giorni partirà il Giro d'Italia n. 100. Non sarà un Giro triste, perché tu non l'avresti voluto così, sarà un Giro strano... volerai al di sopra del gruppo, come il pappagallo Frankie con te, ti appoggerai alla spalla di qualcuno quando avrà bisogno di essere spronato, sarai il capitano di tutti, senza distinzione di squadra. Chi vincerà il Giro l'avrà vinto con te e per te.
 
Michele Scarponi, Jesi (AN) 25 Settembre 1979 – Filottrano 22 Aprile 2017 
 
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